Chi è Mauro Fortini, il disturbatore con la penna in bocca

Nel linguaggio del pubblico e dei media si chiamano “disturbatori” per la loro abitudine di infastidire cronisti, cameraman e giornalisti alle prese con il servizio quotidiano. Ma c’è anche qualcuno che, con il tempo, li ha riabilitati, definendoli “reporter tragicomici”, chiarendo così che non tutti i maniaci dell’apparizione in tv lo fanno semplicemente per dar fastidio a chi lavora. Mauro Fortini è uno di questi, e da più di dieci anni ormai è una presenza fissa della cronaca politica italiana. Almeno quando passa attraverso un microfono e una telecamera.

Fortini 10

Lui, infatti, preferisce definirsi un presenzialista e ci tiene a distinguere il proprio lavoro da quello degli altri disturbatori alla Paolini. Mauro ha cinquant’anni, è di Roma, e ogni giorno lo si può incontrare presso i palazzi romani del potere. Montecitorio, Palazzo Chigi, ma anche Piazza della Minerva – sede della Vigilanza Rai – e Piazza di Pietra, con appuntamento fisso presso le sedi dei principali partiti nazionali – in via Poli (sede di Fli) e a Sant’Andrea delle Fratte (sede del Pd). Magari si può anche fare una capatina a Capranica e Capranichetta: insomma, dopo 12 anni di carriera e circa 40 mila apparizioni video, nell’ambiente politico e in quello giornalistico praticamente tutti lo conoscono.

Chi ancora non lo conosce, invece, lo può facilmente individuare attraverso alcuni segni di riconoscimento. Penna da cronista in bocca, taccuino in mano, sguardo assorto e interessato, il suo obiettivo è sempre stato quello di mimetizzarsi tra i colleghi giornalisti, soprattutto nella calca che si crea attorno ad un personaggio importante. Ma il suo fine è leggermente diverso. Non inseguire la notizia, né tanto meno esserla: semplicemente apparire.

Il suo scopo, o meglio il suo sogno, è infatti quello di entrare nel Guinnes dei primati per le sue apparizioni televisive, di cui a casa detiene uno sterminato e completo archivio. L’inizio della sua “carriera”, non a caso, risale ai tempi del VHS, quando ancora c’erano le videocassette e i televisori col tubo catodico. Le prime “comparsate” sui canali pubblici, nel dicembre del 1998, lo ritraggono al fianco di un ancora giovane Gabriele Paolini, con il tempo divenuto il re dei disturbatori televisivi. Poi le loro strade si sono divise. Paolini verso la strada della lotta ad oltranza e le querele, Mauro verso quella del presenzialismo silenzioso, che gli ha valso col tempo il lusinghiero titolo di “disturbatore che non disturba”. E i suoi fan di recente gli hanno anche dedicato una pagina Facebook.

10 foto di Mauro Fortini con la penna in bocca

Sì, perché si possono bucare le telecamere anche stando semplicemente in silenzio, come fa Fortini. Non a caso la pagina del suo block notes è sempre la stessa e bianca da anni, nel registratore vintage che a volte tiene in mano non vi sono batterie e, vogliamo scommettere, la penna che appoggia alle labbra potrebbe anche non scrivere.

La conquista di un posto in prima linea nel capannello dei cronisti d’assalto – che chiama laconico “colleghi” – non serve a porre una domanda o a carpire un’informazione prima che lo facciano gli altri, ma quasi a farsi beffe di un sistema che ha fatto dell’immagine la sua essenza, di un sistema in cui tutti si ritrovano ad essere vittime più o meno inconsapevoli dell’apparire. Tutti, forse, tranne lui, che ha trasformato un gioco in un mestiere.

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