Aumentano i musulmani che si convertono al cristianesimo

Sono state date negli anni delle spiegazioni “psicologiche” alla conversione di molti cristiani all’Islam: una religione che appare all’esterno molto rigorosa e che con i suoi numerosi paletti, offre un rifugio per chi è in cerca di una strada maestra. Ma la conversione dei musulmani al cristianesimo è un fenomeno nuovo. 

Nuovo nella misura in cui stanno aumentando i rifugiati nel mondo, persone che scappano da Paesi in guerra per chiedere di avere un’opportunità di vita in Occidente. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone che arrivano da Paesi musulmani e una volta ottenuto lo status di rifugiati, chiedono anche di convertirsi al cristianesimo. Un fenomeno sempre più consistente che sta creando dubbi nella comunità religiosa internazionale.

Un interessante articolo del The Daily Beast si chiede come mai siano così numerosi i musulmani che “soltanto” in Europa trovano Gesù. È tutto frutto della convinzione oppure bisogna far riferimento alla convenienza? Fatto sta che nell’ultima settimana, ad Amburgo in Germania, centinaia di rifugiati di origine pakistana e afghana, si sono messi in fila in una piscina locale per essere battezzati. Un movimento analogo può essere osservato anche in Olanda e in Danimarca dove i nuovi cristiani sono in aumento. Il lato positivo di questa conversione di massa è nel fatto che si stanno riempiendo di nuovo le chiese che i cristiani della prima ora hanno abbandonato, vuoi per un incremento del laicismo della società, vuoi per una disaffezione alla religione.

Alcuni politici, senza entrare nel merito delle questioni spirituali, si chiedono se la legge che disciplina il trattamento dei rifugiati sulla base della loro fede religiosa, sia chiamata a valutare anche la qualità della conversione. Per esempio, in America, qualora vincesse Trump e qualora fosse davvero vietato ai musulmani di entrare nei bar, si estenderebbe il divieto anche ai cristiani recentemente convertiti? In fondo a fare paura non è la fede ma i dati anagrafici dei potenziali terroristi.

E mentre in America è tutta una questione legata alla sicurezza interna, diverso è quel che accade in Europa dove si sta vivendo una nuova inquisizione e un clima da vera crociata. Gli europei per tradizione ed esperienza, sanno che la conversione deve essere libera, non costretta dalle circostanze, tra cui, certamente, c’è anche la possibilità di ottenere asilo.

Molti responsabili delle chiese europee evidenziano due ordini di problemi per i convertiti: in primo luogo, tornando in patria, potrebbero essere perseguitati come cristiani ed incappare in torture e problemi che l’Islam gli aveva risparmiato; e poi non è detto che la conversione sia una garanzia per l’ottenimento dell’asilo. Nei Paesi Bassi per esempio, l’essersi convertiti al cristianesimo addirittura riduce le probabilità di essere accolti, mentre le aumenta in Germania.

Per ora, siccome non possono essere fatte delle stime ufficiali, si sa soltanto che sono migliaia i musulmani che hanno scoperto la Buona Novella ma ognuno di loro ha una storia che vale la pena raccontare. E non servirà a nulla valutare la qualità delle conversioni o giudicarle, come fa molta stampa, del tutto inaffidabili, creando un clima di diffidenza e malumore. Meglio è capire e rendere efficace il messaggio di libertà che il cristianesimo custodisce da più di mille anni. Riuscirà il prelato nell’impresa?

 

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