Lo Short Selling

Lo short selling: la vendita allo scoperto e le sue diverse strategie.

Lo short Selling può tradursi più semplicemente come “vendita allo scoperto”. Tale strategia viene raramente applicata da sola. Solitamente la ritroviamo affiancata ad altre strategie allo scopo di svolgere una funzione di copertura o “hedging” dei rischi assunti. I venditori allo scoperto scommettono sulla diminuzione del valore di titoli attualmente sopravvalutati dal mercato.

 

L’operatore vende titoli di cui non è in possesso (li prende a prestito da un altro intermediario autorizzato, al quale dovrà restituirli alla scadenza del contratto), nella speranza di poterli riacquistare ad un prezzo più basso.

Il ricavato della vendita viene depositato sul conto vincolato del broker  che presta le azioni e remunerato al tasso monetario, dal quale l’intermediario trattiene alcune commissioni.

La brokerage house che presta le azioni, le preleva da un cliente e il gestore è tenuto ad istituire una garanzia sui titoli presi a prestito che può essere rappresentata da semplice denaro contante o da strumenti di diversa natura. Durante le fasi ribassiste una parte del margine può essere svincolata e riutilizzata da parte del gestore mentre durante le fasi rialziste il margin account deve essere reintegrato.

Alla scadenza il manager è tenuto a restituire le azioni prese a prestito obbligandosi a comprarle al prezzo corrente di mercato. Nel caso le ipotesi ribassiste si siano realizzate, il gestore consegue un guadagno. Il risultato netto dell’operazione viene calcolato sommando al guadagno dalla transazione l’interesse percepito sulla liquidità generata dalla vendita allo scoperto e sottraendo il dividendo eventualmente maturato sull’azione.

 

Oltre alle macro categorie sopra brevemente descritte, esistono alcune strategie di hedging minori, tra cui:

–       strategie orientate ai fondi in crescita (growth funds o aggressive growth funds) che consentono di costruire portafogli in rialzo mentre le posizioni assunte vengono coperte con le opzioni;

–       strategie fondate sul tempismo di muoversi sul mercato (market timing), esse vengono realizzate da fondi systems/trend following e attuate da managers  esperti che spostano gli investimenti dai fondi comuni aperti ai mercati monetari (e viceversa) seguendo il trend in corso;

–       strategie miste (multistrategies), che consistono nella realizzazione contemporanea di svariate tecniche di impiego;

–       strategie su materie prime e valute. Nel primo caso si stipulano contratti sulle commodities, mentre nel secondo si scommette sulla volatilità di breve periodo dei cambi;

–       strategie di cambio a breve termine (short term trading). Consistono nello scambio a breve di azioni e talvolta di strumenti di debito;

–       strategie che investono sulla volatilità (volatily investing). Si scommette sulla volatilità dei mercati, ma non sulla direzione delle quotazioni (in rialzo o in ribasso).

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