Perché calcio e denaro sono un binomio inscindibile

Secondo un’analisi proposta dal Financial Times serve qualcosa come un miliardo di sterline per trasformare una mediocre squadra di Premier League in una delle migliori squadre d’Europa. Secondo Tim Harford, ad esempio, c’è una squadra che ha dominato il suo campionato nazionale di calcio, vincendo 17 volte negli ultimi 50 anni, molto più di qualsiasi squadra rivale. In effetti, solo 10 altri team sono riusciti a vincere il proprio campionato tra tutti dal 1965. Riuscite a indovinare di quale squadra si tratta?
Si potrebbe pensare al Real Madrid – ma no, il Real ha vinto 21 volte nel passato mezzo secolo e il Barcellona non è così indietro. La Juventus sarebbe una supposizione migliore – hanno vinto 19 titoli negli ultimi 50 anni, con i rivali del Milan che vantano 10 titoli. Il Manchester United ha 14 vittorie, proprio davanti al Liverpool che ne ha 12.

Ma no. Si tratta in realtà dell’ Havnar Bóltfelag. Affettuosamente conosciuto come HB, è il Real Madrid delle Isole Faroe. Il club ha 111 anni – solo un paio di anni più giovane del Real – e altrettanto dominante, anche se su un palco molto più piccolo. Se l’Havnar Bóltfelag dovesse mai di giocare, l’intera popolazione delle Isole Faroe potrebbe entrare all’interno dello stadio Bernabéu del Real lasciando anche un po’ di spazio libero per alcuni tifosi di casa.

La cosa curiosa è che la maggior parte dei campionati di calcio europei mostrano un modello simile di dominanza. Come spiega l’economista sportivo Stefan Szymanski nel suo libro Denaro e calcio, guardando solo la distribuzione delle vincite – tipicamente 18-22 per la squadra di primo piano nel corso degli ultimi 50 anni, e 11 o 12 per i campioni in totale.

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Ci sono alcune eccezioni (i campionati francesi e irlandesi sono stati più competitivi, e le leghe scozzesi e olandesi meno), ma la regolarità è impressionante. Cosa che potrebbe sembrare sorprendente, dato che il ricavo medio per il top-tier del club in Inghilterra, Germania, Spagna e Italia è più di 100 sterline, mentre quella delle Isole Faroe e del Lussemburgo è inferiore a 1 milione. E, nel caso ve lo stiate chiedendo, il Lussemburgo si adatta perfettamente al modello. Il Real Madrid del Lussemburgo (o forse il Havnar Bóltfelag del Lussemburgo) è il Jeunesse Esch, con poco più di un secolo di vita. Ha vinto 20 titoli negli ultimi 50 anni.

Che cosa spiega questo modello diffuso in cui solo una o due squadre tendono a dominare? Non il costo di schierare 11 giocatori, certamente. Come sottolinea Szymanski, ci sono un sacco di squadre di calcio. La gestione di una squadra di calcio non richiede scala, come una rete di telefonia mobile o di una centrale nucleare. E’ più come gestire una società bibite analcoliche: chiunque può farlo in qualsiasi scala, ma Coca-Cola in qualche modo riesce ad essere sempre la più grande. (Casualmente, la quota di mercato globale di Coca-Cola è la stessa quota degli ultimi 50 titoli del Real Madrid della Liga spagnola e quella dwella Pepsi è la stessa del Barcellona).

Qui c’è una domanda ipotetica che potrebbe far luce sul problema: perché allora l’Havnar Bóltfelag non prende in prestito dei soldi e noleggia superstar come Lionel Messi e Cristiano Ronaldo? Supponiamo che una banca sufficientemente credulona possa essere trovata – i centri bancari più vicini, Reykjavik e Edimburgo, suggeriscono che tutto è possibile.

Come funziona il modello di dominanza nel calcio

La risposta è che l’Havnar Bóltfelag non è il posto migliore per mostrare il talento dei giocatori più costosi del mondo. In parte questa è una questione di geografia. Ma il problema dell’HB è la sua reputazione: non ne ha una. Fino a quando il club non avrà un maggiore riconoscimento, i buoni giocatori saranno riluttanti a parteciparvi, e sarebbero necessari incentivi finanziari aggiuntivi per farli partecipare. Gli sponsor penserebbero lo stesso. Invece ai patiti del calcio piace guardare i grandi nomi che giocano il loro calcio attraente, e sono anche fedeli alle loro ex squadre. Anche se il Real Madrid e il Barcellona sono in qualche modo destinati a diventare club di alimentazione per l’Havnar Bóltfelag, ci vorrebbe un po del loro sostegno di riflesso per consentire all’HB di crescere.

Ora applicate la stessa logica ai club più piccoli deigrandi campionati, e il motivo del grande dominio dei club comincerà a diventare chiaro. Club come il Rayo Vallecano a Madrid o il West Ham a Londra non affrontano alcuno svantaggio geografico a sfidare il Real Madrid o il Chelsea. Ma potrebbero pagare più del dovuto per attirare giocatori, staff e tifosi e contemporaneamente guadagnare di meno da inserzionisti e diritti televisivi a livello mondiale.

E’ possibile colmare questo gap di marca se si è disposti a perdere abbastanza soldi. Come anticipato all’inizio serve qualcosa come un miliardo di sterline per trasformare una mediocre squadra di Premier League in una delle migliori squadre d’Europa, afferma Szymanski. Il Manchester City, il Chelsea e il Paris Saint-Germain sono stati trasformati in club di altissimo livello. Ora sono tutti ora in grado di fare soldi – o almeno, di non perdere più soldi di qualsiasi altro top club – ma nessuno si aspetta che i loro proprietari recuperino il costo di tale passaggio, almeno non attraverso il business del calcio.

I club con una grande base di fan, una storia lunga e un riconoscimento a livello mondiale sono i club con più guadagni da spendere cercando di vincere le partite di calcio. Per chiunque altro sfidarli richiede tasche molto profonde. Ecco perché i vincitori continuare a vincere.

Ma dovremmo allora preoccuparci di questo modello dominante nel mondo sportivo? Szymanski sottolinea che il calcio europeo con le sue leghe sbilenche ha di gran lunga superato sport americani, che vengono attentamente progettati per garantire l’equilibrio competitivo. A quanto pare, all’esercito globale dei tifosi del Real Madrid, del Manchester United e del Bayern Monaco non dispiace se le loro squadre vincono un sacco.

Via | ft

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