Il lusso supera la Grande Muraglia

Considerata la recessione economica che ha colpito l’Occidente avanzato, l’asse del lusso sta spostandosi verso paesi emergenti che sembrano camminare in una direzione opposta rispetto alla media mondiale: India, Russia ma soprattutto la Cina, che si configura come il mercato più promettente per un comparto dalle antiche radici e dall’anima raffinata.

Un dato interessante per comprendere l’elevata appetibilità di questo mercato oltre la Grande Muraglia è fornitoci dalla crescita degli individui aventi un reddito disponibile superiore al milione di dollari, considerato il target ideale per chi produce beni e servizi di lusso.

Nella terra di Confucio, dunque, lentamente stanno materializzandosi i benefici del programma riformista avviato da Deng Xiaoping e, dopo la lunga parentesi della dittatura comunista, sono tornati il business ed il bel vivere.

Ed è proprio in un panorama completamente rivoluzionato e pieno di vitalità che l’alta moda irrompe bruscamente nel mercato cinese, ponendo solide basi per un costante processo di sviluppo e di ricettività dei suoi prodotti più rappresentativi. In una società cui per anni è stata preclusa qualsiasi forma di sfarzo emerge un clima dinamico ed in continuo divenire nel quale è possibile notare una popolazione desiderosa di uscire dai vecchi schemi sociali per tuffarsi in un nuovo modo di sentire la vita che trova proprio nell’estetica ed in tutto ciò che è alla moda la valvola di sfogo principale.

Ad accrescere le opportunità di mercato dell’abbigliamento di fascia alta intervengono, inoltre, fattispecie parallele alla poderosa crescita economica in atto: l’emergere di una classe sociale prima quasi inesistente, composta da imprenditori, liberi professionisti, manager bramosi di indossare abiti che diano praticità ma siano al contempo segno di distinzione sociale da parte d’entrambi i sessi, la presenza di giovani pronti ad imitare i loro coetanei occidentali enfatizzati dai media, sono tutti fattori capaci di “modellare” la popolazione verso stili di vita fino a poco tempo fa impensabili, all’insegna di una nuova filosofia del consumo tutta imperniata sull’autogratificazione e sull’individualismo.

 

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