Indiegogo: tutta la storia di una delle più famose piattaforme di crowdfunding

Oggi è una delle più famose piattaforme di crowdfunding esistenti al mondo. Stiamo parlando di Indiegogo, che dal 2014 tiene più di 100.000 campagne sotto la sua ala protettiva, e può vantare nove milioni di visitatori unici mensili, per un totale di oltre 16 milioni di finanziamenti erogati. 

A partire dal suo lancio, avvenuto nel gennaio del 2008, quando si parlava ancora, e in maniera massiccia, di crisi economica – e la Sharing Economy non era che un pallido miraggio – la società di San Francisco ha investito tutto il suo potenziale per arrivare ad applicare una tecnologia innovativa a cause e campagne che alimentano la creatività.  Sin da quel lontano momento, tuttavia, l’azienda, nata anch’essa come una start up, ha certamente vissuto in modo fedele al suo motto, che recita orgoglioso “Permettiamo alle persone di finanziare ciò che conta.”

Pienamente d’accordo con questa visione erano i suoi fondatori, tra cui l’attuale CEO, Slava Rubin, insieme ai suoi soci Danae Ringelmann e Eric Schell, che sin dal primo istante hanno fermamente voluto aiutare le persone a trasformare le loro idee in realtà.

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La loro missione originaria era stata infatti quella di aiutare gli altri. Per puro altruismo, per pura passione. Anche se la prima cosa che l’azienda ha dovuto fare, al momento della sua nascita, è stato aiutare se stessa. 

Le origini di Indiegogo

Come ha raccontato Slava Rubin in una intervista rilasciata qualche tempo fa a TheEntrepreneur, la società aveva visto il suo lancio nell’inverno del 2008, e aveva programmato di completare la sua raccolta fondi nell’autunno dello stesso anno. Quando il mercato si è schiantato, però, in quei difficili mesi dell’economia americana, la loro unica opzione è stata quella di capire come diventare sostenibili per proprio conto, come essere autosufficienti dal punto di vista finanziario. Era nata la necessità della sopravvivenza, che di lì a poco si sarebbe tramutata in una modalità.

I creatori di Indiegogo hanno così dovuto lavorare molto per migliorare il loro prodotto, mettere a fuoco i problemi in maniera più rapida per monetizzare al meglio. Hanno dovuto cioè trovare una soluzione delle criticità in modo mirato – sapendo tuttavia che c’era un potenziale enorme nella loro visione del mondo, che avrebbe sicuramente portato a risultati migliori in un momento futuro, in un periodo più roseo.

La loro reazione è stata così quella di circondarsi di mentori e di altri operatori che avevano vissuto le loro stesse esperienze, perché avrebbero potuto parlare con loro e capire la loro situazione, magari offrire dei consigli. A distanza di anni dai quei momenti di difficoltà iniziale, il co-fondatore Rubin ha così commentato le incertezze di quel periodo:

“Sono contento di non aver saputo all’epoca che il mercato stava per schiantarsi, o quanto fosse difficile e volatile creare una start up e come fosse estremamente difficile creare un mercato. Altrimenti, probabilmente, non lo avrei fatto”.

Un’esperienza, ad ogni modo, che ha fatto sviluppare a Slava Rubin il suo migliore, personale consiglio in fatto di business: Pensare in grande, partire in piccolo, ripetere rapidamente.

Il successo mondiale del crowdfunding

La nascita di Indiegogo ha avuto per fortuna dalla sua parte l’emergere di un importante fenomeno mondiale. Il crowdfunding, ancora oggi trend di portata globale e in forte crescita, è stato un ambito del business che si è evoluto rapidamente nel corso dell’ultimo decennio. Nel 2013 già c’erano circa 600 piattaforme dedicate al reperimento delle risorse, che aiutavano gli utenti – start upper e piccoli imprenditori – a raccogliere piccole somme di denaro da un gruppo di sostenitori, ovunque fossero, in tutto il mondo.

La modalità del crowdfunding si è così evoluta e specializzata: si è imposta in breve soprattutto la variante in cui un capo progetto poteva richiedere una donazione in cambio di una ricompensa, come partecipare al progetto o ricevere un prodotto. Si è sviluppata però anche una varietà meno nota dove un investitore poteva aspirare direttamente ad un ritorno finanziario dal suo contributo a una campagna.

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Il ritorno finanziario poteva a sua volta essere di tipo equity, basato su prestito o su royalty. Così nel crowdfunding equity-based, un imprenditore poteva commissionare parte della sua compagnia per avere i soldi. Nel crowdfunding basato sul prestito poteva richiedere il rimborso. Nel crowdfunding basato infine sulle Royalty gli investitori potevano ricevere una quota delle entrate percepite dall’investimento in una campagna.

Campagne di crowdfunding aperte a tempo indeterminato

Dopo i primi timidi inizi, una pietra miliare nella storia di Indiegogo è stata quella del settembre del 2014, quando la piattaforma ha concesso agli investitori la possibilità di lasciare aperta una campagna a tempo indeterminato, cioè anche dopo la data di scadenza inizialmente preventivata. Come tutti sanno infatti, in genere, un progetto lanciato su una piattaforma di crowdfunding resta attivo per un periodo fisso di tempo.

Questa nuova funzionalità ha consentito invece alle campagne di rimanere aperte al di là di tale scadenza fissa, e ha dichiarato con maggiore forza il fatto che il più prezioso vantaggio del crowdfunding non stava tanto nel denaro raccolto, ma nell’attenzione ricevuta da una certa campagna, che permetteva a più persone di attingere ad un prodotto o ad una causa sociale e al tempo stesso al feedback che ne fornivano i sostenitori. Insomma una vera manna dal cielo per aziende, artisti e attivisti che cercavano di attrarre e sviluppare un nuovo pubblico.

5 imperdibili lezioni di business derivate dal successo di Indiegogo

Così oggi le campagne di Indiegogo, che rimangono aperte oltre la data di scadenza, possono continuare a raccogliere denaro, ma possono anche continuare utilizzare il traffico di ricerca, le analisi e il forum di comunicazione con i loro sostenitori. Attraverso questa apertura Indiegogo ha realizzato una specie di primato di flessibilità, che l’ha portata ad acquisire un vantaggio competitivo sul suo principale competitor della East Coast, la piattaforma di crowdfunding Kickstarter, ancora oggi una delle più utilizzate in termini di finanziamento.

I proprietari delle campagne su Kickstarter hanno infatti al contrario, una sola opzione: raggiungere il loro obiettivo di raccolta fondi entro il termine stabilito o non ottenere alcuna parte dei soldi raccolti. Su Indiegogo, invece, i proprietari delle campagne hanno l’opzione di scegliere una forma di “finanziamento flessibile”, il che significa una commissione leggermente superiore, ma la possibilità di ottenere tutti i fondi che si acquisiscono.

L’integrazione di Apple Pay

Sempre il 2014 è stato l’anno in cui è diventato ancora più facile sostenere le campagne attivate su Indiegogo. L’azienda ha infatti integrato nel suo sistema la possibilità dei pagamenti Apple Pay, per cui i clienti sono diventati presto in grado di finanziare le campagne con un semplice tocco dei loro pulsanti ID Touch. L’opzione è diventata in breve disponibile per tutte le campagne, realizzando ancora meglio la missione societaria principale di democratizzare l’accesso ai finanziamenti, rendendo il processo più semplice possibile.

Il lancio di Indiegogo Life

Dalla democratizzazione dei finanziamenti alla pratica attiva della solidarietà il passo è stato breve. Nel mese di dicembre 2014, infatti, la società con sede a San Francisco ha annunciato il lancio di Indiegogo Life, un sito gratuito che ha permesso alle persone di raccogliere fondi per crisi mediche, monumenti, emergenze e altri eventi o accidenti della vita, senza pagare la normale tassa a Indiegogo. O più esattamente, non proprio le tasse governative, ma le tradizionali commissioni richieste dalla società per il servizio.

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Come è forse noto, infatti, Indiegogo è solita caricare le campagne di crowdfunding di successo di una commissione pari a circa il 4 per cento. Le campagne che non soddisfano il loro obiettivo dichiarato pagano invece una commissione pari a circa il 9 per cento sulla somma che hanno raccolto.

La particolarità del progetto consisteva quindi nel fatto che tutti coloro che stavano raccogliendo fondi per esigenze mediche, emergenze, feste, monumenti, animali domestici o altri animali, iniziative religiose, sport, attività di volontariato, istruzione e programmi scolastici, avrebbero potuto farlo finalmente in maniera gratuita. Una buon progetto per una buona causa.

L’approdo su InDemand

Per tanti imprenditori, i siti web delle proprie campagne di crowdfunding sono dove nascono i sogni. Sono il luogo dove gli imprenditori dell’ultim’ora lanciano le loro prime aziende e gli imprenditori seriali testano nuove idee. Due funzioni indispensabili per un corretto dialogo economico. Una delle ultime mosse di Indiegogo è stata quindi quella di permettere alle nuove attività di muovere i primi passi proprio attraverso la sua piattaforma.

Nel 2015 ha infatti dato vita ad un nuovo programma chiamato InDemand, con cui i proprietari delle campagne di crowdfunding di successo possono mantenere in vita per sempre sulla piattaforma Indiegogo i siti web utilizzati per la raccolta. Per continuare a pensare in grande. Per permettere ai sogni – di tutti – di tramutarsi in realtà.

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