Forex, le valute: l’Euro

L’euro è stato progettato per diventare la più importante moneta nel trading, semplicemente essendo quotata in “termini americani”.

Proprio come il Dollaro, l’Euro ha una forte presenza internazionale derivante di membri dell’Unione Monetaria Europea. In un primo tempo, la valuta europea restava menomata da una crescita non omogenea all’interno della Comunità, alto tasso di disoccupazione e resistenze dei singoli governi ai cambiamenti strutturali.

Tra il 1999 e il 2000 molti investitori, specialmente giapponesi, hanno abbandonato l’Euro a causa di perdite su investimenti in Euro. Tuttavia, quando i “money managers” europei hanno riequilibrato il loro portafoglio in euro, ed hanno ridotto la loro esposizione in euro secondo le loro esigenze di copertura in valuta, il rischio in Europa è notevolmente diminuito, e la moneta unica ha recuperato credibilità.

Teniamo presente che si trovava agli inizi, ed una performance negativa come quella che stava riportando presso gli investitori mondiali, non aiutava certo a dare sicurezza nell’acquisire Euro nel proprio asset.

Tutto questo dopo il 2000 sembra aver preso un’altra piega, e negli ultimi anni si è assistito ad un progressivo avanzamento dell’Euro nei confronti del Dollaro USA, il quale si è deprezzato non poco rispetto alla valuta europea.

Dopo 3 anni dall’introduzione dell’euro si è assistito ad incertezze, a speranze, a ipotesi anche da parte della Federal Reserve nella persona di Alan Greenspan, che si è pronunciato sul tema “Ruolo dell’Euro come moneta internazionale”.

Le incertezze dei primi tre anni di vita dell’euro sono almeno parzialmente svanite con la circolazione al dettaglio che rende irreversibile l’unificazione monetaria dell’Europa e richiede di accendere i riflettori sul ruolo internazionale dell’euro, moneta della prima area economica del pianeta.

Ma perché euro moneta internazionale? E che cosa comporta?

Una valuta assume un ruolo internazionale, prima di tutto se viene usata di frequente negli scambi di altri paesi (quindi tra due stati che non hanno l’euro come moneta nazionale), ad esempio, se la Turchia (finché non sarà ammessa nell’area Euro) fattura esportazioni verso l’Arabia Saudita in euro. In secondo luogo, se è moneta veicolo, ovvero se la Turchia richiede il pagamento in euro all’Arabia, pur non essendo l’euro la moneta di nessuno dei due paesi.

In terzo luogo, se è presente con una quota cospicua nelle riserve valutarie mondiali.

Infine, se una buona parte delle obbligazioni pubbliche o private nel mondo sono in euro e se è veicolo nei mercati finanziari non europei.

Il dollaro è moneta internazionale. Adempie a tutti questi ruoli. Ha quasi il monopolio, naturale, negli scambi commerciali e nelle riserve valutarie (circa il 75% delle riserve a livello mondiale). E’ naturale, perché più una moneta è diffusa e più alta è la sua liquidità.

Avere una sola moneta internazionale conviene anche agli operatori che godono di minori costi rispetto al caso in cui ve ne siano due o più. Nell’ultimo secolo abbiamo avuto due monete internazionali solo tra le due guerre mondiali, un primato diviso tra sterlina prima e dollaro successivamente. Precedentemente alla prima guerra mondiale lo era la sterlina, dopo la seconda il dollaro.

Oggi potremmo di nuovo avere due monete internazionali: euro e dollaro. Il “condominio” è già nelle emissioni di titoli obbligazionari, per circa metà in euro.

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