Come diventare amministratore di condominio: tutto quello che c’è da sapere

Diventare amministratore di condominio può essere la soluzione professionale che fa al caso vostro. Si tratta di una professione seria e sempre richiesta, soprattutto alla luce dell’ultima riforma del settore, emanata qualche anno fa. Se infatti in passato la figura dell’amministratore di condominio era ritenuta superflua in alcuni casi o contesti, la riforma della gestione dei condomini ha reso praticamente indispensabile la presenza di un professionista esperto a cui affidare l’amministrazione comune di case e immobili, in quanto non è sempre facile trovare un punto di accordo nella gestione di uno spazio condiviso.

Inoltre, sempre alla luce dei diversi compiti che vengono ora affidati agli amministratori, svolgendo bene questo tipo di lavoro si può arrivare ad ottenere anche interessanti soddisfazioni economiche. Se siete quindi interessati a mettervi in proprio e a diventare amministratori di condominio in questa piccola guida abbiamo raccolto tutte le informazioni necessarie, le indicazioni normative e i consigli più utili per iniziare a svolgere tale professione.

Come diventare amministratore di condominio

Come diventare amministratore di condominio: requisiti professionali

La professione dell’amministratore di condominio prevede il possesso di un diploma di scuola superiore e, in seguito alla più recente riforma del settore, il conseguimento di un apposito attestato, oltre al possesso di un casellario giudiziario pulito. Dunque il futuro amministratore di condominio deve possedere una buona istruzione di base, una formazione specifica nella sua materia e essere un cittadino oltre che un professionista incensurato ed onesto.

Dopo aver conseguito il diploma di scuola superiore per poter accedere a questa professione si può seguire uno dei tanti corsi professionalizzanti organizzati dalle diverse associazioni di categoria presenti sul territorio nazionale. Associazioni come l’Anaci – l’Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari – o l’Anammi – l’Associazione Nazional-europea AMMinistratori d’Immobili – organizzano periodicamente corsi dalla durata variabile, da poche settimane a diversi mesi, per la formazione dei nuovi professionisti del settore.

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Un’altra delle associazioni a cui si può chiedere assistenza è necessario l’Unai, l’Unione Nazionale Amministratori di Immobili, la cui sede principale si trova a Roma. In alternativa ci si può rivolgere anche all’Arai, l’Associazione Amministratori Immobiliari e di Condominio oppure all’Anaip, l’Associazione Nazionale Amministratori Immobiliari Professionisti, che offre l’interessante opportunità di un corso di formazione al termine del quale vengono rilasciati anche 10 crediti formativi universitari spendibili in altro campo.

I corsi di formazione per amministratori di condominio prevedono in genere la frequenza di lezioni frontali e prove in itinere, oltre al sostenimento di un esame finale. È necessario sapere, tuttavia, che al momento la professione di amministratore si può svolgere anche senza il possesso di questi attestati in quanto non ancora regolata da un albo ufficiale. A volte singole associazioni di categoria possiedono registri privati in cui sono iscritti tutti i professionisti certificati.

Come diventare amministratore di condominio: requisiti personali

Oltre alle conoscenze delle norme giuridiche, delle norme tecniche, di quelle amministrative e fiscali, un buon amministratore di condominio deve possedere anche alcune capacità personali, come delle buone doti organizzative e gestionali, ma anche competenze amministrative e nozioni di contabilità.

I corsi di formazione per amministratore di condominio

I corsi di formazione per amministratore di condominio possono avere oltre che una durata, anche un costo variabile, che va da poche centinaia di euro a oltre mille euro, ma sono molto utili per capire cosa è meglio fare per intraprendere questa professione e per intraprenderla nel migliore dei modi. Frequentare un corso vi farà anche diventare membri di una associazione nazionale che vi terrà costantemente aggiornati sulle novità di settore, sul cambio delle normative in vigore e vi fornirà consulenza o supporto in caso di dubbio. Anche questo tipo di affiliazione può avere costi variabili annui che si aggirano intorno ai 100 euro o poco più.

Scegliere un corso di amministratore di condominio è oggi però anche una necessità prevista dalla legge, entrata a regime a partire dal 20142015. Il punto di riferimento normativo è il Decreto Ministeriale n. 140 del 2014. Il decreto prevede una formazione obbligatoria minima per chi andrà a svolgere questo lavoro, della durata di almeno 72 ore, di cui un terzo dedicate ad esercitazioni pratiche oltre al fatto di prevedere ogni anno un corso di aggiornamento della durata di almeno 15 ore. Il nuovo amministratore di condomino deve dunque ricevere una formazione obbligatoria minima perché da qualche anno tra le sue responsabilità c’è anche quella legale: deve cioè saper risolvere le liti di condominio prima che arrivino ad affollare le aule dei tribunali. Inoltre il nuovo amministratore di condomino deve saper risolvere i conflitti, gestire varie tipologie di contratti, avere conoscenze base di informatica, urbanistica e relazioni istituzionali.

amministratore di condominio

Oggi i corsi per amministratore di condomino si possono svolgere anche in modalità online, attraverso le piattaforme di e – learning, come accade già per altre tipologie di corsi, tra cui quello per Rspp – Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione.

Per quanto riguarda i costi effettivi di un corso per amministratore di condominio, il prezzo si aggira intorno ai 350 – 450 euro nel migliore dei casi, cifra che di norma include anche il materiale didattico, un tutor dedicato, e una quota di iscrizione associativa di durata annuale.

È opportuno a conclusione di ogni corso che si segue, sia in forma base che in forma professional, richiedere sempre la consegna di un attestato di conformità, anche per le attività di aggiornamento annuali.

Diventare amministratore di condominio: compiti e responsabilità

Vediamo più da vicino quali sono i compiti di questo professionista una volta conclusa la formazione. L’amministratore di condominio deve occuparsi di gestire le parti comuni degli stabili a lui affidati per conto dei proprietari degli appartamenti collocati all’interno dell’edificio stesso.

Tra i suoi compiti c’è quello di occuparsi delle spese e di realizzare gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, effettuando la loro supervisione. Ovviamente un amministratore di condominio non deve essere necessariamente sul posto ma può lavorare da fuori, gestendo più stabili.

diventare amministratore di condominio

Secondo l’articolo 1130 del Codice Civile tra i compiti specifici di un amministratore di condominio compare:

  • l’esecuzione delle delibere assembleari e la loro attuazione
  • il far rispettare il regolamento di condominio
  • la stesura del regolamento dell’uso delle cose e degli spazi comuni, in modo che tutti i condomini possano usufruirne
  • la riscossione delle quote condominiali, che hanno lo scopo di finanziare la manutenzione ordinaria delle parti comuni
  • l’acquisto delle materie prime necessarie al funzionamento delle parti comuni, come ad esempio il gasolio per l’impianto di riscaldamento centralizzato
  • il  pagamento delle bollette e l’ascolto delle richieste specifiche dei condomini
  • la rendicontazione annuale e la redazione del bilancio condominiale.

Ogni fine anno è necessario quindi rendicontare sulla propria gestione e informare i condomini.

Diventare amministratore di condominio: norme e burocrazia

Oltre alla norma citata in precedenza, secondo cui all’amministratore di condominio si richiede un certo numero di ore di formazione obbligatoria, esistono altre leggi e regole a cui coloro che vogliono svolgere questa professione devono sottostare.

Una seconda prescrizione riguarda ad esempio l’apertura della Partita Iva. Si tratta infatti di un professionista che lavora in modo autonomo e ha un proprio profilo fiscale.

C’è poi l’articolo 1129 del Codice Civile, il quale prescrive che sia nominato un amministratore di condominio ogni qual volta ci sia un condominio con più di quattro condomini. La nomina di quest’ultimo deve avvenire attraverso l’assemblea condominiale. Nel caso in cui non si riesca a procedere alla nomina, ogni condomino si può rivolgere all’autorità giudiziaria. Nel primo caso la nomina può essere conferita ad un partecipante o ad un estraneo, purché abbia ricevuto la maggioranza dei voti espressi in millesimi – secondo la normale prassi.

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