Come aprire un pub: tutto quello che devi sapere

Se amate stare a contatto con le persone e volete intraprendere una attività in proprio, un’idea attraente potrebbe essere quella di aprire un pub, un locale che, se ben posizionato e ben gestito, potrebbe portare anche ad interessanti soddisfazioni di tipo economico. Il pub è un tipo di locale di somministrazione giunto in Italia solo in un secondo momento rispetto ai più tipici bar. È arrivato infatti dal nord, dai climi umidi e freddi, in particolare da zone quali la Gran Bretagna e l’Irlanda verso gli anni Settanta. Si trattava infatti di una attività tipica di queste zone, deputata a servire diversi tipi di birra e di alcolici oltre che ad essere luogo di incontro e ritrovo per le persone dopo il lavoro.

Con il passare del tempo, soprattutto nel nostro paese, questa attività si è arricchita, si è specializzata in tante piccole sottocategorie, per diventare un locale in cui si offrono in parte i servizi di un bar, con la somministrazione di qualsiasi tipo di bevanda, anche analcolica, e di cibo pronto o cucinato come panini, pizzette, patatine e arachidi.

aprire un pub

Se la vostra idea imprenditoriale è quella di aprire un’attività come questa, qui di seguito troverete tutte le informazioni, le indicazioni e i consigli per aprire un pub.

Come aprire un pub

Vediamo quindi di cosa è necessario disporre per aprire un pub. Per aprire un pub sarà necessario in primo luogo disporre di un locale adeguato, che dovrà essere arredato e allestito secondo le caratteristiche che si vogliono dare al pub stesso. Se infatti avete intenzione di aprire un pub inglese o di aprire un pub irlandese, dovrete attenervi strettamente allo stile british o irish nell’arredamento del vostro locale.

Per quanto riguarda il locale stesso, si potrà utilizzare sia un locale che già si possiede, cioè un locale di proprietà, cosa che rappresenta un indiscutibile vantaggio economico, perché non si dovranno affrontare le spese per l’affitto del fondo commerciale, sia prendere un locale in locazione. In alternativa, se se ne ha l’opportunità, si potrebbe anche pensare di acquistare il proprio locale. Nella scelta tra queste possibili soluzioni sarà opportuno considerare il fatto che l’allestimento di un pub inglese tradizionale comporta un considerevole investimento iniziale, ragione per cui sarebbe più opportuno disporre di un locale di proprietà, in modo da non incorrere prima o poi nei tipici problemi relativi all’affitto – ad esempio la scadenza del contratto di locazione, il suo mancato rinnovo, la vendita del locale da parte del proprietario e così via.

Oltre ad un locale adeguato, per aprire un pub sarà necessario prendere contatti con dei buoni fornitori di birra, la vostra bevanda principale, che potrà essere anche prodotta a livello artigianale, e di altre bevande. Attraverso una buona ricerca su internet si potranno individuare i fornitori che operano nella vostra zona e farsi fare un preventivo per il contratto di fornitura. A tal proposito si potrà anche decidere di prendere contatti con un unico fornitore specifico, se ad esempio si vuole aprire un pub Guinnes – dal nome della nota marca irlandese di birra.

Per aprire un pub sarà necessario inoltre avere, come proprietario o imprenditore, anche delle precise doti caratteriali, che dovranno comportare una buona dose di iniziativa e capacità organizzativa, nonché tanta socialità, oltre al non avere timore di fare tardi la sera. Prima di avviare questo tipo di attività, infatti, è bene tener presente che si tratta di un locale che lavora per lo più nelle ore serali e notturne, di conseguenza i suoi gestori non dovranno subire troppo lo stress di fare tardi la sera o lavorare fino ad ore piccole. Se si pensa di gestire in proprio questa attività si tratterà dunque di invertire almeno un po’ i propri ritmi di vita e lavorare nelle ore notturne per poi riposare di giorno.

Come tutte le attività commerciali, anche per aprire un pub sarà necessario compilare una serie di pratiche burocratiche, richieste dalla normativa in vigore in Italia per l’apertura di ogni negozio o attività di somministrazione.

Per avere successo con il proprio locale, inoltre, sarà necessario mettere anche a frutto tutta la propria creatività al fine di differenziare la propria offerta da quella già presente sul territorio. Non è consigliabile infatti aprire un pub irlandese in una zona in cui ne esistono già altri cinque, ma si dovrà cercare il più possibile di differenziare il proprio locale da quello degli altri, offrendo qualche caratteristica o servizio in più, come ad esempio della musica dal vivo.

Per poter aprire un pub sarà inoltre necessario fare affidamento sulle giuste risorse umane. Un pub è un locale che di norma richiede la presenza di camerieri svelti e precisi che possano gestire in rapidità il servizio ai tavoli. Stessi standard di efficienza ci vorranno anche per la gestione della cucina e per le persone che lavorano al suo interno.

Quanto costa aprire un pub

Veniamo dunque a considerare i possibili costi dell’apertura di una attività del genere, cercando di capire quanto costa aprire un pub. Come si può immaginare, l’apertura di un pub richiede ad un imprenditore uno sforzo finanziario considerevole, data la necessità di far fronte a tutte le spese che abbiamo anche noi considerato necessarie alla sua apertura. Tra le voci di costo cui si dovrà far fronte ci saranno appunto:

  • le spese per l’affitto o l’acquisto del locale
  • le spese per l’arredamento degli interni
  • le spese per le insegne e l’allestimento esterno
  • almeno sei mesi di fornitura relativa a bevande e agli altri prodotti di somministrazione
  • le spese per il personale – a questo proposito si dovranno prendere in considerazione almeno un paio di persone solo per iniziare.

Alla luce di tutto questo, coloro che hanno già avuto modo di intraprendere questa attività commerciale indicano che per avviare un pub occorre stanziare una cifra iniziale che va dai 60mila agli 80mila euro. Ovviamente il range è abbastanza ampio perché molto dipenderà dalle dimensioni del locale e dalla sua ubicazione.

Una soluzione alternativa all’allestimento del locale potrebbe essere quella di comprare una attività già avviata. Anche per le attività già avviate i costi potrebbero essere però elevati, perché il pub in questione potrebbe già avere una clientela affezionata ed essere ben avviato. In questo caso il proprietario non venderebbe ad un possibile acquirente solo la cosiddetta “licenza” per la gestione dell’attività – che oggi, come noto, è un istituto giuridico non più esistente – ma anche il valore che l’attività stessa ha raggiunto nei precedenti anni di gestione. Se non avete molti soldi da investire provate a considerare la differenza esistente tra la possibilità di rilevare un’attività già allestita ma non bene avviata e l’allestirne una da zero, optando per la soluzione che risulti più conveniente.

Alle spese da mettere a budget all’interno di un business plan per l’apertura di un pub ci saranno infine anche da inserire i costi di promozione, cioè della pubblicità necessaria per far conoscere il proprio locale, al fine di differenziare il proprio pub dai molti altri che esistono nella stessa zona e farlo conoscere al più ampio numero di potenziali clienti.

Requisiti per aprire un pub: norme e burocrazia

Tra gli adempimenti necessari per aprire un pub c’è sicuramente quello di sbrigare una serie di pratiche burocratiche, con le quali il proprietario si mette in regola nei confronti di quanto previsto dalla legislazione e dalla normativa italiane. Come accennato in precedenza, per procedere all’apertura di un pub ci saranno in primo luogo da redigere una serie di documenti che sono prescritti dalla legge.

La prima cosa da fare è consegnare al Comune di riferimento una pratica denominata Segnalazione Certificata di Inizio Attività o SCIA e un documento denominato Dichiarazione di Attiva Produttiva o DIAP. Poiché si tratta inoltre di una attività di somministrazione, in cui si servono bevande e cibi freschi, il gestore del pub e l’eventuale personale che vi sarà impiegato dovranno possedere la certificazione HACCP – o Hazard Analysis and Critical Control Points, letteralmente Analisi dei Pericoli e dei Punti Critici di Controllo, cioè la certificazione che dimostra il rispetto di quanto previsto dalle Leggi in materia di igiene alimentare, sia a carattere nazionale sia a carattere europeo – e la certificazione denominata SAB -ICAL, che sarà obbligatoria per il solo proprietario.

L’attestato SAB-ICAL è quello che deve possedere ogni Imprenditore Commerciale per la Somministrazione di Alimenti e Bevande, abilitante all’esercizio dell’attività. Quest’ultima certificazione, tuttavia, non sarà necessaria nel caso in cui il proprietario già possieda un diploma di istituto alberghiero oppure abbia svolto nel corso della sua vita dai 2 ai 5 anni di lavoro – il numero esatto dipende dalla Regione interessata – in una struttura simile o in un’altra attività di somministrazione. In ogni caso l’attestato può essere conseguito solo da persone maggiorenni che abbiano assolto all’obbligo scolastico.

come aprire un pub

Sempre in merito alla possibilità di somministrare bevande e cibi freschi e al fatto di aprire una nuova attività commerciale di servizio pubblico, si dovrà richiedere all’ASL il nullaosta per la certificazione della salubrità e sicurezza dei locali, sbrigando tutte le pratiche burocratiche richieste.

E’ opportuno ricordare che la legislazione in materia di contaminazione alimentare e di sicurezza degli esercizi pubblici è abbastanza stringente e sottopone gli esercenti ad una serie di controlli periodici durante il corso dell’anno. Non ottemperare a queste prescrizioni di legge significa andare incontro a sanzioni piuttosto salate nonché ad una serie di problemi burocratici, che possono portare persino alla chiusura dell’attività. E’ quindi consigliabile come futuri imprenditori essere sempre molto ligi al rispetto delle normative e dei requisiti per aprire un pub.

Come ogni altra attività di tipo commerciale, per calcare la strada dell’imprenditorialità, è necessario anche assolvere i propri obblighi dal punto di vista commerciale e fiscale. Sarà quindi necessario aprire una Partita Iva e iscrivere la propria attività alla Camera di Commercio, inserendo la propria attività nel Registro delle Imprese.

Si dovrà infine ricordare che se si sceglie la strada di differenziare il proprio locale attraverso l’offerta di musica dal vivo, di dovranno pagare anche i diritti SIAE di riferimento a seconda del tipo di musica suonata.

Riassumendo, quindi, ecco in sintesi quali sono i requisiti per aprire un pub:

  • aprire una Partita Iva
  • far registrare la propria attività presso il Registro delle Imprese della Camera di Commercio
  • consegnare la SCIA o Segnalazione Certificata di Inizio Attività al Comune di riferimento
  • consegnare la DIAP o Dichiarazione di Attiva Produttiva al Comune di riferimento
  • possedere la certificazione HACCP
  • possedere l’attestato SAB – ICAL
  • richiedere il nullaosta dell’ASL per l’utilizzo dei locali
  • (eventuale) regolarizzare la propria posizione con la SIAE (nel caso in cui si offra musica o musica dal vivo).

Aprire un pub in franchising

Prima di aprire una attività di questo tipo in proprio è sempre buona norma informarsi anche sulla possibilità concreta di aprire un pub in franchising. Quella del franchising è una soluzione imprenditoriale alternativa al fai da te che in molti ambiti ha offerto e continua ad offrire interessanti soddisfazioni economiche. Grazie a questa formula un imprenditore alla prime armi può avere il vantaggio di una consulenza costante nel processo di apertura della propria attività oltre alla possibilità di sfruttare tutto il valore e l’exepertise di un marchio già affermato.

Aprire un pub irlandese in franchising

Sfortunatamente per gli imprenditori italiani, l’offerta di franchising in relazione ai pub non è così ampia, anzi per così dire, soprattutto se si desidera aprire un pub irlandese o inglese, è praticamente ancora inesistente. Nel nostro paese non esistono investimenti da parte delle grandi catene di pub inglesi e irlandesi che sono presenti all’estero: ma un tale business potrebbe trovare sempre spazio per decollare.

aprire un pub irlandese

Perché allora non prendere contatti di persona per dare vita in proprio ad un originale tipo di franchise da noi ancora poco conosciuto e essere precursori in una nicchia di mercato ancora inesplorata?

Aprire un pub giamaicano in franchising

Migliori sono invece le notizie in questo ambito per coloro che vogliono differenziare la propria attività dalle altre, scegliendo un’offerta alternativa a quella tradizionalmente presente sul mercato. Perché al posto di aprire un pub irlandese non aprirne uno in stile giamaicano? Forse non tutti sanno infatti che le public house di Londra e di Dublino – i locali pubblici da cui è derivato l’attuale concetto di pub – si sono diffusi in primo luogo nei paesi anglofoni, tra cui il protettorato coloniale della Giamaica. Da qui è nata una originale forma di locale in stile caraibico che è riuscito a fondere i presupposti del tipico locale pubblico inglese con l’esuberante cultura caraibica del popolo giamaicano.

In questo campo gli imprenditori interessanti troveranno a loro disposizione l’offerta del franchisor Jamaica Happy Pub, che ha sviluppato una rete di pub in stile giamaicano.

Aprire un pub sidreria in franchising

Altra alternativa disponibile al momento in Italia per aprire un pub in franchising è quella di aprire una sidreria. Si tratta anche in questo caso di un tipo di locale prettamente differenziato da quelli già esistenti sul mercato, la cui scelta pittoresca e “a chilometro zero” in un certo senso potrebbe rivelarsi vincente. Le sidrerie erano infatti diffuse un tempo soprattutto nel nord Italia e oggi molte di queste attività sono ancora attive e servono l’autentico sidro di mele.

Per affiliare il vostro locale a questo tipo di concept e aprire una sidreria al posto di un classico pub il franchisor di riferimento è Sidreria Trentina, in realtà un vero e proprio franchising della ristorazione trentina a 360 gradi.

Aprire un pub come associazione culturale

Una delle strade da prendere in considerazione per aprire un locale di questo tipo potrebbe infine essere quella di aprire un pub come associazione culturale. Si tratta di una strada alternativa per godere a livello normativo e fiscale di tutti i vantaggi di cui godono i circoli sportivi, ricreativi e le associazioni culturali. I circoli di questo tipo sono però locali il cui accesso è riservato solo ai soci iscritti, ragione per cui tutte le persone che vi si recano devono essere munite di una tessera dell’associazione, pena il pagamento di pesanti sanzioni.

Sotto il profilo giuridico, infatti, queste attività non sono degli esercizi pubblici come gli altri pub presenti sul territorio, ma hanno un carattere molto più elitario e privato.

Agevolazioni per aprire un pub

Infine, prima di aprire il proprio locale dei sogni è d’obbligo conoscere anche quali sono, concretamente, le agevolazioni per aprire un pub, le facilitazioni e gli aiuti di cui si può beneficiare in fase di avvio della propria attività. La prima cosa da fare è informarsi sempre presso l’ufficio preposto della Camera di Commercio locale, al fine di individuare tutte le agevolazioni al momento a disposizione degli imprenditori, la possibilità di accedere a finanziamenti dedicati o a forme di credito agevolato.

E’ opportuno inoltre ricordare che, se siete sprovvisti delle certificazioni e degli attestati necessari per l’apertura di un pub o di un locale di somministrazione, le Regioni organizzano in genere con cadenza annuale o periodica dei corsi gratuiti di HACCP o dei corsi gratuiti di SAB – ICAL, che hanno una durata di circa 100 ore e sono finanziati dallo Stato. Pur essendo rivolti ad un numero ristretto di partecipanti, non è così difficile iscriversi ad essi: tutte le informazioni in merito si possono cercare sul sito della Regione di riferimento o su quello dell’ente formatore preposto.

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