Come aprire un orto a km 0: tutto quello che devi sapere

Se state pensando di mettervi in proprio e avviare una attività imprenditoriale che possa regalarvi interessanti soddisfazioni nel tempo, un’ idea originale potrebbe essere quella di aprire un orto a km 0. Si tratta di una attività nuova, che si è fatta strada negli ultimi anni ed ha tutte le potenzialità per arrivare ad essere un buon successo.

È indubbio infatti che negli ultimi anni l’eccessiva trasformazione delle materie prime e degli alimenti a fini commerciali abbia fatto riscoprire il desiderio e il piacere di cibi genuini, coltivati e prodotti in maniera artigianale, idonei a ricomporre il gusto che solo la cucina tradizionale possiede. È il business, tuttora fiorente, dei sapori di una volta, della frutta e della verdura che arriva direttamente dalle mani del contadino sulla tavola delle persone, che punta a valorizzare la cultura dei cibi sani e poco lavorati.

È da questo fenomeno e dall’iniziativa di tanta piccola imprenditoria italiana che ha rivalutato l’hand made e il fatto in casa che nasce l’idea di avviare un orto a km zero, piccole produzioni agricole situate a pochi passi da casa da cui si possono ottenere prodotti agricoli genuini, buoni e sostenibili. Questa nuova tendenza economica negli ultimi anni ha coinvolto sempre più persone e imprenditori, non solo nel ramo produttivo, ma anche in quello della ristorazione e della somministrazione degli alimenti, i cui attori hanno cercato sempre più materie prime di alta qualità e prodotti genuini provenienti da piccole coltivazioni per preparare piatti glocal e in linea con la tradizione.

aprire un orto a km 0

Se avete quindi intenzione di avviare una realtà imprenditoriale, potrebbe non essere una cattiva idea seguire questa tendenza del nostro mercato, biologica e totalmente sostenibile, per diventare un piccolo produttore locale di frutta e verdura che voglia aprire un orto a km 0. Se questo business vi interessa, in questa piccola guida scoprirete come farvi rientrate la vostra attività, in quanto vi abbiamo raccolto tutte le informazioni necessarie, le indicazioni normative, i suggerimenti e i consigli per avviare un orto a km 0.

Come avviare un orto a km 0

La prima cosa necessaria per avviare un orto a km 0 è un terreno agricolo, meglio se un buon terreno fertile e adatto alla coltivazione, perché ricco di sostanze nutritive. Per poter disporre di questo terreno sarà possibile comprare o prendere in affitto un appezzamento di terra. Di conseguenza, coloro che ne possiedono già uno partono di certo avvantaggiati, perché non dovranno affrontare i costi iniziali in relazione a questa voce. Coloro che invece non possiedono ancora un terreno possono pensare alla locazione di un fondo agricolo, o meglio all’affitto di un appezzamento di terreno di grandezza sufficiente per avviare una piccola produzione di ortaggi.

Per quanto riguarda le dimensioni, infatti, il terreno non dovrà essere necessariamente molte vasto. Si può iniziare con un terreno di estensione ridotta per avviare una coltivazione limitata e poi via via aumentare la propria produzione, anche sulla base della richiesta effettiva dei clienti e delle potenzialità di resa del terreno. A tal proposito è opportuno ricordare, se non si è proprio del mestiere, che ogni terreno possiede un suo limite massimo di resa produttiva, dato che può variare anche nel corso dell’anno in relazione alla esposizione solare e alla composizione della terra.

Come avviare un frutteto a km 0: tutto quello che devi sapere

Ed ecco alcuni consigli per la scelta del vostro appezzamento. Per quanto riguarda il terreno da scegliere, i due fattori di principale importanza dei quali si dovrà tenere conto saranno la sua estensione, la sua esposizione prevalente e la sua fertilità e composizione, fattori in base ai quali potrete decidere quale tipo di produzione importare sulla sua superficie. A seconda della redditività si potrà infatti decidere la coltura migliore da produrre, quella che offre la migliore redditività.

È infine utile ricordare che a seconda della grandezza del terreno dedicato alla produzione di ortaggi si potrà avere bisogno di una o più persone come aiutanti, nel caso in cui si decida di effettuare la coltivazione in proprio. In caso contrario si dovrà invece ricorrere ad altro personale, braccianti agricoli di professione o persone disposte a lavorare in modo stagionale, quando le coltivazioni richiedono un maggiore impegno.

Quanto costa avviare un orto a km 0

Veniamo quindi a considerare i costi e le spese che si dovranno affrontare al fine di avviare un orto a km zero. La buona notizia per i giovani imprenditori è che una attività di questo tipo consente di essere avviata in modo graduale, anche da chi non possiede un capitale iniziale piuttosto ingente. In questo business si può partire infatti con una piccola somma di denaro e una coltivazione dimensioni ridotte per poi reinvestire i primi profitti e i propri guadagni in un ampliamento delle coltivazioni.

Ecco quali saranno dunque, in dettaglio, le spese da affrontare per avviare un orto a km zero. In primo luogo si dovrà sostenere i seguenti costi:

  • le spese per l’acquisto o l’affitto dell’ apprezzamento di terreno destinato alle coltivazioni
  • le spese per l’allestimento di un efficiente sistema di irrigazione delle colture
  • le spese per l’acquisto delle sementi o delle piantine da piantare per la produzione degli ortaggi – per l’acquisto delle quali è possibile oggi fare riferimento al fiorente mercato delle sementi biologiche, che sicuramente sapranno dare un valore aggiunto alla vostra produzione
  • le spese per l’acquisto di fertilizzanti e concimi per lo sviluppo delle coltivazioni –  anche a questo proposito sarà meglio individuare dei fornitori di fertilizzanti e concimi organici e sostenibili, prodotti attraverso sistemi bio certificati, al fine di non inficiare la buona riuscita dei vostri prodotti a km zero
  • le spese per l’acquisto delle attrezzature necessarie alla coltivazione, che potranno essere più o meno all’avanguardia, più o meno numerose. Per conseguire un certo risparmio sulle attrezzature necessarie alla coltivazione si può anche pensare di acquistarle usate ma ancora in buono stato.

come aprire un orto a km 0

Tra gli attrezzi minimi che si dovranno almeno possedere per avviare una produzione di ortaggi a km 0 dovranno essere:

  • una motozappa per dissodare il terreno
  • una macchina seminatrice o strumenti per la semina
  • diverse ceste o cassette per la raccolta dei prodotti agricoli
  • attrezzi di uso quotidiano per i lavoro di manutenzione come vanghe, zappe, rastrelli, palette, cesoie, etc
  • un pick up o un altro veicolo commerciale di questo tipo per il trasporto e la consegna dei prodotti.

Alla luce di tutto questo, coloro che hanno già avuto modo di intraprendere questa attività produttiva in proprio indicano che per aprire un orto a km 0 occorre stanziare una cifra iniziale che si aggira intorno a 20 – 25 mila euro, che serviranno soprattutto per installare un buon impianto di irrigazione e per l’acquisto del mezzo di trasporto. Ovviamente in alcuni casi l’ammontare dell’investimento iniziale dipenderà molto dalle dimensioni del terreno e dal suo tipo di produzione.

I requisiti per aprire un orto a km 0

Veniamo quindi ai requisiti richiesti per aprire un orto a km 0. Non è necessario possedere alcun titolo specifico per avviare questo tipo di attività, come ad esempio diplomi o certificati, ma sarà meglio vantare una discreta esperienza nel campo agricolo, come ad esempio conoscere la stagionalità degli ortaggi, i periodi in cui effettuare la semina, quelli in cui effettuare la raccolta e le diverse caratteristiche delle coltivazioni e delle piante, comprese le possibili malattie o i parassiti da cui possono essere attaccate.

Esistono però diversi requisiti soggettivi per avviare un orto a km zero. Tra questi ci sono una spiccata passione per l’agricoltura e il mondo agricolo, una buona dose di costanza, spirito di sacrificio e una manifesta predisposizione al contatto con il pubblico.

Quanto rende un orto a km 0

Dopo aver considerato i costi e le spese, vediamo quanto può rendere un business di questo tipo e quali possono essere gli effettivi guadagni di un orto a km 0. Lo facciamo analizzando un po’ di numeri del settore, frutto dell’esperienza di produttori agricoli che hanno già avviato questo tipo di attività.

Gli imprenditori che vogliono avviare un orto a km 0 devono sapere che i prodotti agricoli di questo tipo sono venduti in genere ad un prezzo di vendita al pubblico leggermente superiore rispetto a quelli dell’agricoltura intensiva. Si parla infatti di circa 2 – 3 euro a kg a seconda del tipo di coltura. Considerando che un appezzamento di terreno dell’estensione di circa 2 ettari ha una resa media di 100 – 200 quintali di prodotto l’anno, il valore complessivo della produzione annua per due ettari di terreno si aggirerà intorno ad una cifra compresa tra gli 80mila e i 100mila euro l’anno. Di conseguenza, tolte le spese, un imprenditore agricolo che ha intenzione di avviare un orto a km 0 può aspirare ad un guadagno pari al 30 – 40 per cento dell’utile.

Come vendere gli ortaggi del proprio orto online

Come anticipato avviare un orto a km 0 vuol dire arrivare prima o poi anche al momento della raccolta. Dopo aver raccolto i frutti del proprio lavoro, gli ortaggi saranno pronti per essere distribuiti e dunque venduti. In questo tipo di produzione prettamente localizzata, sarete voi stessi ad occuparvi della consegna e della distribuzione. Avrete quindi bisogno di un mezzo di trasporto abbastanza capiente per farlo a meno che non facciate in modo che siano i vostri clienti a trovare i vostri prodotti quando ne hanno bisogno.

Ma l’idea di avviare un orto a km zero potrebbe risultare vincente all’interno del mercato attuale anche per altre ragioni. Negli ultimi anni si è assistito infatti ad un fenomeno particolare, che ha premiato le forme più innovative di business agricolo grazie al sodalizio stretto con le nuove tecnologie. I nuovi imprenditori agricoli devono infatti ricordare che come strada alternativa alla vendita offline possono sempre sfruttare l’eterogenea realtà del web. Anche la vendita dei prodotti agricoli ha trovato uno sbocco interessante nel commercio online: la tradizionale vendita al dettaglio o all’ingrosso dei prodotti agricoli può infatti essere affiancata dalla più moderna vendita online. E ogni volta che la tradizione ha sposato l’innovazione i risultati sono stati più che positivi.

avviare un orto a km 0

In altri casi, invece, aprire un orto online può darvi la possibilità di elaborare forme di acquisto alternative con i vostri clienti: c’è infatti la possibilità per gli utenti di internet di affittare delle piccole porzioni di terreno per prendere parte ad una produzione in cui si scelgono determinati ortaggi da coltivare e una volta pronti li si ricevono raccolti direttamente a casa.

Come aprire un negozio online: tutto quello che devi sapere

Queste forme di vendita dei prodotti ortofrutticoli rispondono all’esigenza crescente di un avvicinamento tra la domanda e l’offerta. Una produzione locale di ortaggi di questo tipo ha il vantaggio di offrire non solo materie di prima qualità ma anche prodotti ad un prezzo concorrenziale. Grazia alla assenza di altri intermediari nella vendita e nella distribuzione si potranno infatti tenere bassi i prezzi degli ortaggi, eliminando molti anelli della catena commerciale. Nella maggiore parte dei casi sarete infatti voi produttori a vendere direttamente il vostro prodotto sul posto. In questo modo verranno ad essere eliminati i costi logistici.

L’idea in più per il proprio orto a km 0

Dopo aver avviato il proprio orto a km 0 ci sono una serie di idee aggiuntive che possono prendere vita attorno al vostro business. In un secondo momento si può infatti anche pensare di allestire un piccolo laboratorio per la trasformazione in loco di alcuni alimenti stagionali in prodotti artigianali, tra cui confetture, sughi pronti e conserve.

Come aprire un laboratorio di trasformazione ortaggi – VegLab

Per poter accogliere meglio i propri clienti e promuovere in maniera più efficace i propri prodotti si potrebbe invece pensare di ricavare all’interno del laboratorio un’area dedicata alla degustazione e all’assaggio in loco, una sorta di piccolo chiosco, al fine di far provare i propri prodotti ai potenziali clienti prima di comprarli.

Una volta avviata la propria attività si potrà infine pensare di mettere a frutto la propria esperienza anche in altri ambiti. Perché ad esempio non organizzare workshop per insegnare a trasformare gli ortaggi, o tenere corsi di horticultural therapy e visite didattiche destinate alle scuole e alle famiglie per far conoscere meglio il bello della produzione artigianale fatta con metodi tradizionali? L’orto a km 0 può diventare un luogo in cui, oltre agli ortaggi, si coltiva la creatività in tutte le sue forme: gli spunti e le idee non mancano.

Il trend degli orti a km 0 negli Stati Uniti

E per concludere ecco un piccola curiosità sul mondo degli orti. La più famosa sostenitrice degli orti cittadini e non solo a livello internazionale è stata la First Lady americana in persona, una delle prime ad avviare il suo progetto. Stiamo parlando di Michelle Obama e della sua iniziativa di allestire un orto nel vasto giardino della Casa Bianca, un’idea che la coppia presidenziale coltivava già dal 2009. Con questa iniziativa Michelle Obama non voleva solo promuovere un maggiore consumo di verdura fresca all’interno dell’alimentazione americana, deteriorata dall’imperante tradizione dei fast-food e dei cibi ipercalorici, ma anche l’autosufficienza agricola della popolazione dal punto di vista commerciale. L’esempio dell’autarchia produttiva nelle sue intenzioni doveva fare in modo che tutti gli americani capissero di avere una chance contro il caro prezzi sempre più insostenibile e, soprattutto, comprendessero la possibilità di ridiventare padroni della propria salute. Dagli Stati Uniti questa “moda” ha avuto una diffusione capillare e si è estesa anche alla nostra penisola.

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