Come aprire una pensione per gatti: tutto quello che c’è da sapere

Se amate gli animali e in particolar modo i felini, potreste pensare di avviare un business che oggi in Italia appare decisamente promettente. Potreste decidere cioè di aprire una pensione per gatti, un luogo in cui tutti i proprietari di questi animali possano con tranquillità lasciare i propri compagni di vita in mani sicure quando non sono in grado portarli con sé o prendersene cura. 

Alcune recenti indagini mostrano infatti che circa la metà delle famiglie italiane, il 49,7 per cento di esse, possiede almeno un gatto. Quando si avvicina il periodo delle vacanze estive, quando si deve affrontare un breve trasferimento o un viaggio di lavoro, portare con sé il proprio gatto può risultare un problema, come anche trovare amici e conoscenti disposti a prendersi cura di essi. La soluzione migliore in questi casi è quella di affidarli ad una pensione per gatti.

aprire una pensione per gatti

In Italia queste strutture non sono ancora molto diffuse, ragione per cui aprire una pensione per gatti appare ancora più appetibile a chi voglia investire nel business degli animali da compagnia. Il mercato italiano si presenta infatti a tutti gli investitori sotto una luce ideale: in mancanza di strutture adeguate, la domanda supera l’offerta, mentre il numero dei gatti che vivono insieme alle famiglie italiane è destinato ad aumentare nel tempo.

C’è infatti anche un’altra motivazione che rende l’idea di aprire una pensione per gatti un business più che promettente: si tratta della costante crescita della “pet economy”. Le tendenze macroeconomiche mostrano infatti particolarmente in crescita negli ultimi anni quel settore dell’economia dedicato ai servizi e ai bisogni degli animali da compagnia: basti pensare che le famiglie italiane spendono più di 103.000.000 euro l’anno in servizi per animali domestici (in un calcolo che comprende le cifre pagate non solo per le pensioni, ma anche per l’addestramento e la periodica toelettatura dei nostri amici a quattro zampe…).

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Meno conosciute delle più note pensioni per cani, anche le pensioni per gatti svolgono un ruolo importante all’interno della nostra società: evitano infatti che annualmente un numero molto alto dei nostri inseparabili amici venga abbandonato sulle strade quando i proprietari non possono più occuparsi di loro.

Come aprire una pensione per gatti

Uno dei primi requisiti necessari per aprire una pensione per gatti dovrebbe essere il nutrire una grande passione per tutti i felini. I futuri proprietari di una pensione per gatti dovrebbero cioè non solo amare visceralmente questi animali, dal momento che si troveranno ad accudirli e a vivere con loro per molte ore al giorno, ma anche conoscerli in maniera più che approfondita.

In particolar modo gestori e proprietari di una pensione per gatti dovrebbero essere almeno un poco esperti di tutto ciò che riguarda l’universo felino, dal comportamento dei mici alla loro alimentazione, dalle abitudini più tipiche alle più comuni malattie. E se come imprenditori sapete di non possedere questo amore viscerale per i felini, non necessariamente dovete rinunciare all’idea di aprire una pensione per gatti, ma potete sempre pensare di rivolgervi ad una persona esperta, che diventerà il punto di forza della vostra struttura, una delle vostre principali risorse umane.

Un bravo gestore di una pensione per gatti dovrà inoltre possedere buone doti organizzative e ricordare in ogni momento che ogni animale va custodito a seconda della tipologia e della specie, e può avere particolari esigenze di dieta e alimentazione che andranno scrupolosamente seguite.

Cosa serve per aprire una pensione per gatti

Vediamo quindi più da vicino cosa serve per aprire una pensione per gatti. Per aprire una pensione per gatti si avrà bisogno in primo luogo di un posto adeguato in cui i gatti possano soggiornare in tranquillità, ad esempio un terreno che si presta ad essere facilmente recintato, in quanto i gatti sono animali piuttosto indipendenti e, a differenza dei cani, devono essere tenuti al sicuro per evitare che fuggano via o si perdano facilmente una volta lontani dai padroni.

Su questo terreno si dovranno quindi realizzare delle recinzioni a misura e a prova di micio, nonché si dovrà entrare in contatto con il proprio veterinario di fiducia. Come per molte altre strutture rivolte all’accoglienza degli animali, anche nelle pensioni per gatti i clienti si aspettano di trovare un servizio di assistenza medico – veterinaria attiva 24 ore su 24, in modo tale da poter scongiurare qualsiasi pericolo di salute per il proprio felino.

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Quanto costa aprire una pensione per gatti

Non è sempre semplice definire quanto costa aprire una pensione per gatti. Come ogni attività che nasce da zero, anche l’apertura di una pensione per felini richiede un certo investimento iniziale. Questo potrebbe aggirarsi grossomodo intorno ai 40 mila euro, una cifra che può includere sia i costi per l’affitto del terreno – se non si possiede già un terreno di proprietà – sia i materiali per l’allestimento delle strutture e dei box, senza contare poi i costi di gestione.

L’investimento iniziale previsto potrebbe però sensibilmente variare in base al numero di gatti che si vogliono ospitare e dunque al numero di box che si vogliono costruire, senza considerare che ai servizi di base si potrebbe voler aggiungere anche dei servizi aggiuntivi per i propri clienti, il cui costo di allestimento dovrebbe essere analogamente messo a budget in fase di business plan.

Come costruire una pensione per gatti

Per farsi un’idea sui costi delle strutture richieste da una pensione per gatti ecco uno sguardo più approfondito sull’aspetto che dovrebbero avere. I box di una pensione per gatti, oltre ad essere abbastanza spaziosi sì da poter ospitare un singolo micio e dotati di un’alta recinzione, perché i gatti preferiscono arrampicarsi più che passeggiare. Dovranno inoltre essere tutti dotati anche di una struttura coperta in cui il micio possa rifugiarsi in caso di maltempo. Ogni box dovrà essere singolo, ma se si vuole offrire un servizio in più ai propri clienti, si dovranno prevedere anche box di dimensione più grande, adatti ad ospitare magari una piccola famigliola di gatti che sono abituati a vivere insieme.

Oltre allo spazio dedicato ai box, aprire una pensione per gatti dovrebbe richiedere anche uno spazio aperto allestito come giardino, che renda l’ambiente più confortevole e accogliente per ospiti e padroni.

Come fare per aprire una pensione per gatti

Aprire una pensione per gatti richiede da parte degli investitori l’assolvimento di tutta una serie di pratiche burocratiche che sono richieste dall’attuale normativa in materia. Per poter avviare questa attività sarà necessario in primo luogo ricevere il nullaosta da parte dei Servizi Veterinari, di Igiene e Sanità Pubblica della ASL del territorio dove sorge la pensione stessa. La normativa in materia non è molto chiara, ma a quanto pare questo permesso è necessario solo se si prevede di ospitare contemporaneamente più di 10 gatti adulti. 

Per poter ottenere il permesso sarà necessario presentare alla Asl un modulo di richiesta corredato della planimetria della struttura e una relazione che descriva in modo dettagliato come saranno smaltiti i rifiuti e in particolare le deiezioni feline – documenti che possono essere entrambi redatti dal vostro geometra di fiducia con una certa facilità.

Tra le formalità burocratiche a cui gli investitori che vogliono aprire una pensione per gatti devono prestare attenzione c’è anche quella di tenere un dettagliato registro di tutti gli ospiti a quattro zampe che vengono accolti nella struttura, riportando in modo accurato il numero dell’eventuale microchip e le generalità dei rispettivi padroni, identificati attraverso il proprio documento di identità.

La normativa per aprire una pensione per gatti

I documenti da richiedere per aprire una pensione per gatti sono quindi costituiti da:

  • la licenza comunale per l’apertura dell’attività
  • la certificazione di idoneità della struttura rilasciata dalla ASL e dal servizio di igiene dopo il sopralluogo di ispezione.

Passiamo quindi alla forma giuridica. Una pensione per gatti può costituirsi in genere come azienda o come società di persone, cosa che offre il vantaggio di dividere le spese di investimento in quote proporzionali tra i diversi soci. La formula normale è quella dell’impresa, individuale o meno, la cui costituzione di norma prevede:

  • l’iscrizione presso la Camera di Commercio
  • l’apertura di una Partita Iva
  • l’iscrizione all’INPS e all’INAIL.

Aprire una pensione per gatti: guadagni e profitti

Una pensione per gatti è un business promettente perché le strutture attualmente disponibili che già offrono questo servizio sono decisamente poche. Se si guarda a quanto viene richiesto da queste ultime per prendere in consegna ogni singolo micio, ci si può fare un’idea su quanto si potrà guadagnare una volta aperta la propria struttura. Le poche pensioni per gatti presenti in Italia richiedono ai proprietari di gatti una somma che si aggira tra i 10 e i 20 euro al giorno, che comprende vitto e alloggio.

Si tratta di un range abbastanza ampio che si differenza anche sulla base dei servizi aggiuntivi offerti da ogni struttura. Migliore sarà infatti il servizio offerto, maggiori potranno essere le richieste e dunque le possibilità di guadagno per i gestori.

Aprire una pensione per cani: tutto quello che c’è da sapere

Quanto costa mantenere una pensione per gatti

Alla luce di quanto abbiamo illustrato, diverse saranno le voci di costo e le spese cui i proprietari – imprenditori andranno incontro nella gestione di una pensione per gatti. Tra le diverse voci da inserire sotto il capitolo uscite del vostro business plan, ci saranno le spese per il personale della struttura, se non verrà gestita a livello familiare, le spese per la pulizia dei locali – che dovrà essere per legge piuttosto ricorrente, comprensiva dei periodici servizi di disinfestazione -, le spese per la manutenzione del giardino e degli spazi comuni, per utenze e servizi degli stabili e per il vitto degli animali.

Aprire una pensione per gatti in franchising

Una soluzione sempre valida per arrivare ad aprire una pensione per animali e dunque anche una pensione per gatti, è quella di aprine una in franchising, affiliandosi ad un marchio già esistente. Come altre attività di questo tipo, quello del franchising è un buon metodo se si vuole sfruttare il vantaggio della notorietà e dell’autorevolezza di un brand già famoso sul mercato. Sfortunatamente, proprio perché si tratta di un business ai suoi inizi, in Italia ancora non c’è la possibilità di affiliarsi ad un brand noto e famoso in questo campo, sottoscrivendo un contratto di franchising. Che possa trattarsi di una nicchia di mercato ancora tutta da sfruttare?

La promozione di una pensione per gatti

Nell’apertura di una pensione per gatti c’è un aspetto che non dovrebbe mai essere tralasciato, quello della promozione e del marketing. A differenza delle pensioni per cani, infatti, come abbiamo accennato, le pensioni per gatti non sono oggi ancora molto conosciute e utilizzate dalla clientela italiana, ragione per cui gli investitori dovranno sostenere un maggiore sforzo in fase di avvio per far conoscere la propria attività. Tradotto in cifre, questo può voler significare investire nella pubblicità e nella comunicazione.

Una adeguata campagna pubblicitaria multicanale sarà lo strumento più adatto per promuovere la vostra nascente attività e catturare l’attenzione dei vostri potenziali clienti. Per acquisire una propria clientela fidata è possibile, almeno all’inizio, offrire anche un servizio di pensione a domicilio (se se ne ha la possibilità utilizzando eventuali spazi che si hanno dentro e fuori casa).

In alternativa sarà possibile prendere contatti con le strutture alberghiere della zona, al fine di stipulare delle convenzioni per i turisti che vogliono arrivare accompagnati dai propri animali da compagnia ma non possono tenerli con sé.

Aprire una pensione per gatti: finanziamenti e aiuti pubblici

Prima di compiere il proprio investimento e aprire la pensione per gatti dei propri sogni è sempre utile infine informarsi se la regione dove si vuole aprire la stessa eroghi dei finanziamenti a tasso agevolato e conceda delle agevolazioni economiche e fiscali ad attività di questo tipo (si può ad esempio fare riferimento ai cosiddetti POR – Piani operativi regionali).

In conclusione, per avere informazioni sui finanziamenti e le agevolazioni fiscali di cui si potrebbe godere nell’avviare questo tipo di business ci si può rivolgere ad esempio ad associazioni ambientaliste e animaliste presenti in zona o prendere contatti con i veterinari che esercitano sul posto.

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