Aprire una pensione per cani: tutto quello che c’è da sapere

Volete conoscere un business in costante crescita? Quello relativo ai nostri amici animali: sono infatti più di 5 milioni in Italia le famiglie che ne possiedono uno. Perché allora non aprire una pensione per cani? Cani, gatti e altri animali domestici, i nostri amici a 4 zampe – e non solo! – sono infatti i protagonisti di un settore economico oggi in forte espansione. In Italia una famiglia su due possiede un cane, ma il numero delle strutture turistiche e alberghiere che accettano di buon grado i nostri cuccioli non sono numerose allo stesso modo.

Per una famiglia che possiede uno o più animali, tra cui dei cani, le vacanze estive o quelle dislocate durante altre periodi dell’anno potrebbero rappresentare un grave problema, in quanto tendono a ripresentare l’ incombenza della cura e custodia degli animali. In questo contesto potrebbe quindi non essere una cattiva idea lanciarsi in un tale business, che possiede tutte le carte in regola – una forte domanda a fronte di una offerta ancora molto limitata – per essere una promettente attività per il futuro.

aprire una pensione per cani

Secondo alcuni recenti ricerche sono più di 7 milioni i cani che vivono nelle case degli italiani, ragione per cui quel settore dell’economia dedicato a servizi e bisogni degli animali da compagnia, la cosiddetta “pet economy“, giocherà un ruolo sempre più importante in futuro.

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Come aprire una pensione per cani

Per aprire una passione per cani occorre in primo luogo avere la stoffa per essere un buon gestore. Questo implica, almeno in minima parte, che l’imprenditore nutra una sincera passione verso i migliori amici dell’uomo, li conosca e li ami in tutti i loro aspetti, perché soprattutto in fase di avvio, ma anche in fase di gestione, si sarà costretti a trascorrere molte ore a contatto con questi animali.

E’ inoltre necessario che chi si lancia in questo tipo di attività, conosca in prima persona e in maniera approfondita le caratteristiche, il comportamento, le abitudini, l’alimentazione e le possibili malattie delle diverse razze canine, oppure sia intenzionato ad affidarsi ad una persona competente qualora non voglia occuparsene di persona. Una conoscenza approfondita dell’universo del cane è dunque un prerequisito di fondamentale importanza per chiunque abbia intenzione di aprire una pensione per cani.

Cosa serve per aprire una pensione per cani

Che cosa serve per aprire una pensione per cani? Per poter avviare questo tipo di business avrete in primo luogo bisogno di disporre di un posto adeguato. Si dovrebbe trattare di un terreno abbastanza ampio, proporzionato al numero di cani che si vuole ospitare di volta in volta, all’interno del quale possa trovare posto anche un’area libera dedicata alla cosiddetta sgambatura – uno spazio aperto in cui i cani siano liberi di muoversi, di correre, di saltare e di giocare.

In merito agli spazi ci sono poi delle prescrizioni precise anche in relazione alla grandezza dei box. Questi dovranno essere di una dimensione di almeno 4 metri quadrati per ogni ospite e dovranno prevedere anche un’area coperta per la cosiddetta cuccia. Per poter manutenere adeguatamente quest’area si dovrà prevedere inoltre anche un sistema di irrigazione della parte prato e un sistema di illuminazione che la renda più fruibile e accogliente in ogni momento.

La struttura deve avere infine una canalina di scolo per la pulizia dei box, che dovranno essere facilmente lavabili, uno spazio interno per tenere a riparo i cani dal cattivo tempo ed uno esterno, per far prendere aria agli animali.

Quanto costa aprire una pensione per cani

Considerando quindi una base di questo tipo per struttura e infrastruttura, il costo per l’avvio di una pensione per cani potrebbe richiedere un impegno finanziario che si aggira intorno ai 30 – 40 mila euro. In questa cifra non sono inclusi ancora il vitto, cioè le spese per l’alimentazione dei cani – per il quale bisognerà ricordare che ogni razza prevede una dieta specifica che potrebbe persino variare da un esemplare all’altro – e i costi relativi al servizio medico – veterinario, che deve essere offerto in modalità 24 ore su 24 ed è ritenuto indispensabile da tutti i potenziali clienti. Si tratta dunque di elementi che andranno messi a budget nella stesura di un business plan o di un piano di fattibilità per l’apertura di una pensione per cani.

Il migliore consiglio, infine, per tutti gli investitori che hanno intenzione di sviluppare il loro business a livello locale è fare un’analisi dei cani presenti nella propria zona, fermo restando che il target ufficiale di una pensione per animali è costituito in senso lato da tutti gli animali da compagnia posseduti dai clienti italiani. Per avere un buon ritorno di investimento in questo settore la cosa migliore da fare è puntare su un numero medio di box, che va da 50 a 60. In questo modo si avranno dei buoni profitti e si riusciranno a coprire agevolmente le spese di gestione.

Aprire una pensione per cani: requisiti e norme

Esistono diverse norme da rispettare nell’aprire una pensione per cani. Alcune di queste le abbiamo anticipate nei paragrafi precedenti. Oltre ad una misura minima per i box, la legge italiana prescrive che la pensione venga ubicata ad una distanza minima dal centro abitato “affinché l’abbaiare dei cani non arrechi disturbo ai residenti” – si parla in genere di una distanza minima di 500 metri dal centro abitato. Questa distanza minima deve essere decisa sulla base del Piano Regolatore del Comune che ospiterà la pensione stessa. I piani regolatori, poi, di volta in volta, conterranno le prescrizioni edilizie e urbanistiche di base per la realizzazione di questo tipo di strutture.

Oltre ad avere una larghezza di 4 mq, i box che ospiteranno gli animali dovranno essere muniti di un sistema di abbeveraggio automatico per i cani, ma si deve anche prevedere che l’acqua usata per la pulizia delle strutture – che dovranno essere lavate almeno una volta al giorno – confluisca direttamente all’interno della fognatura, al fine di non inquinare il terreno e di conseguenza le falde acquifere. Il nulla osta in tal senso viene concesso dall’Ufficio Tecnico dell’ARPA, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, che dietro vostra richiesta emanerà una specifica concessione edilizia.

La struttura dovrà sorgere inoltre in un’area adeguatamente ombreggiata e ventilata. Se si vuole aprire una pensione per cani di livello elevato, considerabile a 5 stelle nel range internazionale, si possono includere infine nel servizio anche riscaldamento e aria condizionata.

I permessi per aprire una pensione per cani

Per poter aprire una pensione per cani bisognerà dunque disporre di alcuni documenti, come ad esempio il nullaosta da parte dell’Ufficio Servizi Veterinari, di Igiene e Sanità Pubblica della ASL del Comune in cui sorge la struttura. Per poterlo ottenere sarà necessario presentare un modulo di richiesta corredato della planimetria della struttura e una relazione che descriva in modo dettagliato come saranno smaltiti i rifiuti e in particolare le deiezioni canine – documenti che possono essere entrambi redatti dal vostro geometra di fiducia con una certa facilità.

I documenti da richiedere per aprire una pensione per cani sono quindi costituiti da:

  • la licenza comunale per l’apertura dell’attività
  • la certificazione di idoneità della struttura rilasciata dalla ASL e dal servizio di igiene dopo il sopralluogo di ispezione.

Passiamo quindi alla forma giuridica. Una pensione per cani può costituirsi in genere come azienda o come società di persone, cosa che offre il vantaggio di dividere le spese di investimento in quote proporzionali tra i diversi soci. La formula normale è quella dell’impresa, individuale o meno, la cui costituzione di norma prevede:

  • l’iscrizione presso la Camera di Commercio
  • l’apertura di una Partita Iva
  • l’iscrizione all’INPS e all’INAIL.

Tra le formalità burocratiche a cui i proprietari di pensioni per cani devono prestare attenzione c’è anche quello di tenere un dettagliato registro di tutti gli ospiti a quattro zampe che vengono accolti nella struttura, riportando in modo accurato sia il numero del tatuaggio e del microchip, sia le generalità dei rispettivi padroni, identificati attraverso il proprio documento di identità.

Una buona regola per i gestori sarebbe poi quella di tenere un ulteriore registro in cui annotare per ogni animale le relative abitudini alimentari (ad esempio per non incorrere in problemi gastrointestinali, intolleranze e allergie), il carattere individuale dell’animale e le esigenze specifiche.

Aprire una pensione per cani: guadagni e profitti

Veniamo infine ai possibili guadagni, ai profitti che si presuppone di ricavare da una simile attività, di cui abbiamo già rilevato in apertura le attuali condizioni di favore offerte dal mercato. Non è facile dire a quanto possano ammontare i guadagni di una pensione per cani, perché, come immaginabile, la forbice può variare molto in virtù del servizio offerto e del tipo di prestazione ricevuta, o del luogo in cui la si riceve.

Ad ogni modo i proprietari di cani che vogliono usufruire di qualche giorno di pensione pagheranno una cifra che va da circa 15 euro ai 35 euro al giorno ad animale. Non è dunque proprio immediato fare dei calcoli sui possibili proventi della struttura ma questi ultimi saranno sempre proporzionati al flusso di ospiti accolti nella stessa.

I diversi tipi di pensione per cani

Al giorno d’oggi esistono diverse tipologie di strutture che possono essere considerate pensioni per cani. Da una parte ci sono infatti le strutture tradizionali, quelle in cui gli animali trascorrono la maggior parte del loro tempo semplicemente soggiornando. Dall’altra ci sono invece gli asili per cani, oggi molto di moda, ovvero delle strutture in cui gli animali non solo soggiornano tutto il tempo necessario, ma sono anche intrattenuti con attività ludiche e ricreative. Questi ultimi offrono un servizio all inclusive ad un prezzo leggermente superiore a quello delle pensioni per cani tradizionali.

> Come aprire un asilo per cani: il business più promettente della pet economy

Aprire una pensione per cani in casa

Se si ha del terreno a disposizione, una soluzione più che vantaggiosa per avviare questo business potrebbe essere quella di aprire una pensione per cani in casa, mettendo a profitto un bene che già si possiede senza incorrere in costi aggiuntivi di acquisto o locazione dello spazio necessario. Questo potrebbe costituire un ottimo vantaggio soprattutto in fase di avvio dell’attività, perché richiederà solo un investimento minimo per adeguare la struttura nel modo che abbiamo suggerito.

Aprire una pensione per cani franchising

In conclusione vi vogliamo suggerire anche un’altra soluzione per arrivare ad aprire una pensione per cani. Oltre alla possibilità di aprirne una in casa, utilizzando uno spazio che già si possiede, c’è quella di affiliarsi ad un marchio già esistente, sottoscrivendo un contratto di franchising.  Come altre attività di questo tipo, quello del franchising è un buon metodo se si vuole sfruttare il vantaggio della notorietà e dell’autorevolezza di un brand già famoso sul mercato.
Ci saranno però anche in questo caso delle commissioni da pagare e un minimo investimento iniziale da compiere per entrare nella rete del marchio a cui ci si affilia. Oltre ai diritti sull’uso del marchio, ci saranno dei costi specifici relativi alla pubblicità da pagare ogni anno.

Aprire una pensione per cani: finanziamenti e aiuti pubblici

Prima di compiere il proprio investimento e aprire la pensione per cani dei propri sogni è sempre utile infine informarsi se la regione dove si vuole aprire la stessa eroghi dei finanziamenti a tasso agevolato e conceda delle agevolazioni economiche e fiscali ad attività di questo tipo (si può ad esempio fare riferimento ai cosiddetti POR – Piani operativi regionali).

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