Come aprire un’attività di riciclo rifiuti informatici: tutto quello che c’è da sapere

La tecnologia ogni giorno compie passi da gigante e ogni giorno vengono introdotti nuovi prodotti nel campo dell’elettronica, dell’informatica e dell’ingegneria. I device digitali comprati l’anno prima possono diventare già obsoleti l’anno seguente. In che modo smaltire allora tutti i prodotti informatici ed elettronici che vengono mano a mano sostituiti da prodotti più nuovi ed efficienti? Lo smaltimento dei rifiuti informatici, il riciclo rifiuti informatici, può rappresentare uno dei business del futuro e trasformarsi in una attività anche molto redditizia per coloro che vogliono avviare una ditta in proprio.

Ma che cosa significa lavorare in una azienda di riciclo rifiuti informatici? Intraprendere questo tipo di business significa entrare in un sistema che permette di dare nuova vita a degli oggetti, che, se separati e trattati nei loro componenti in modo adeguato, possono servire a produrre nuove materie prime.

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Se siete quindi interessati a proseguire in proprio questo tipo di business e aprire una attività di riciclo rifiuti informatici, in questa piccola guida abbiamo raccolto tutte le informazioni, le indicazioni normative, i consigli e i suggerimenti per diventare imprenditori di se stessi in questo settore. Ecco cosa potete fare.

Come aprire una attività di riciclo rifiuti informatici

Una azienda che si occupa del riciclo dei rifiuti informatici avrà bisogno, per essere avviata, di una serie di componenti e facilitazioni logistiche, come ogni altra attività industriale del settore produttivo. Vediamo di quali si tratta.

Per avviare il vostro business nel settore del riciclo dei rifiuti informatici avrete in primo luogo bisogno di uno spazio adeguato per l’installazione delle macchine e lo stoccaggio dei materiali da riciclare. Questo spazio potrà essere preso in affitto per il tempo necessario attraverso un contratto di locazione, potrà essere comprato o potrà essere già di proprietà. Sarà preferibile inoltre avere a disposizione anche uno o più spazi coperti, in modo tale da non compromettere i delicati materiali elettronici che aspettano di essere smaltiti. Non è importante che la vostra azienda abbia un posizione centrale all’interno del tessuto urbano: sarà sufficiente uno spazio comodo per il trasporto e lo stoccaggio dei materiali anche in una zona industriale vicino alle principali arterie di comunicazione.

Si dovrà poi pensare agli strumenti produttivi veri e propri. I macchinari dovranno essere acquistati da ditte specializzate e in numero sufficiente a compiere il lavoro che pensate di svolgere in un determinato periodo di tempo. Per farli funzionare al meglio si dovranno al tempo stesso individuare le tecnologie che permettono di avere una maggiore efficienza del sistema e una maggiore resa, riducendo i costi.

Per poter svolgere al meglio il vostro lavoro e smaltire la più grande quantità di materiale informatico possibile, e seguire da vicino tutte le fasi di lavorazione e i processi richiesti, ci sarà bisogno probabilmente della collaborazione di uno o più dipendenti, che dovranno avere le caratteristiche personali e le competenze necessarie al loro compito.

Per poter far funzionare al meglio la propria ditta di riciclo di rifiuti informatici sarà opportuno infine conoscere i potenziali utilizzatori dei materiali riciclati e trattati e la loro disponibilità all’acquisto degli stessi, in modo tale da avere a disposizione dei clienti fissi sul posto, così come sarà opportuno conoscere i potenziali fornitori di rifiuti informatici e tecnologici da smaltire presenti in zona. A tale proposito i comuni e le aziende che si occupano dello smaltimento rifiuti possono essere degli ottimi fornitori di prodotti da smaltire, anche se, per una azienda piccola e ancora ai suoi inizi, non sarà molto facile accedere agli appalti pubblici legati a queste realtà. In alternativa, per far prosperare il vostro business potreste anche sottoscrivere accordi con aziende private presenti nella vostra realtà locale, che possono essere ad esempio i negozi di informatica, i centri commerciali e tutte le realtà anche in catena che vendono prodotti commerciali.

Come aprire una azienda di riciclo rifiuti informatici: norme e burocrazia

Vediamo quindi quali sono le norme da seguire a livello nazionale e gli adempimenti burocratici da completare per avviare una azienda di riciclo rifiuti informatici.

Una prima buona notizia è che per gestire questo tipo di business un imprenditore non avrà bisogno di possedere alcun titolo di studio o attestato di corso di formazione specifico, con l’unica eccezione di alcuni ambiti territoriali specifici. Si dovranno però seguire una serie di norme che permettono lo svolgimento di questa attività sul territorio italiano.

È necessario ad esempio sapere che i supporti informatici contengono diversi tipi di metalli il cui costo è abbastanza elevato sul mercato dell’usato, tra cui l’oro, così come altre materie che possono essere nuovamente lavorate e trovare altre applicazioni in seguito. Esistono quindi precisi processi e norme da rispettare per poter recuperare queste materie prime.

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Per poter avviare una attività imprenditoriale in questo settore sarà quindi necessario espletare tutti gli adempimenti burocratici in genere richiesti per l’avvio di una nuova attività, come ad esempio inviare apposita comunicazione al proprio Comune di riferimento, iscrivere la propria impresa al Registro delle Imprese depositato presso la Camera di Commercio locale e ovviamente aprire una partita Iva. Si dovrà inoltre effettuare una domanda specifica all’Ufficio Ambiente e Rifiuti della provincia competente. Una volta ricevuto il benestare della provincia, è necessario per l’azienda richiede l’accreditamento presso il centro RAEE, che si occupa del coordinamento degli impianti per la gestione dei rifiuti elettronici ed informatici. Come si può vedere dalle precedenti indicazioni, la procedura per l’apertura di un centro di riciclaggio è più complessa rispetto a quella necessaria per avvaire un altro tipo di attività, ma è richiesta dal fatto che i materiali trattati necessitano di procedure specifiche.

Riassumendo, quindi, in merito ai requisiti da possedere per avviare una impresa di questo tipo, ci saranno da portare a termine le seguenti attività:

  • notificare l’avvio delle propria attività di riciclo rifiuti al Comune di riferimento
  • iscrivere la propria impresa nel Registro delle Imprese depositato presso la Camera di Commercio locale
  • aprire la Partita Iva
  • presentare domanda di apertura all’Ambiente e Rifiuti della Provincia competente
  • far accreditare la propria azienda presso il centro RAEE nazionale
  • ottenere il rilascio dell’attestazione di fedina penale pulita
  • certificare l’assenza di procedure fallimentari pregresse.

Per quanto riguarda invece le altre norme da seguire a livello nazionale, si dovrà provvedere a essere in regola in merito allo stoccaggio e al riciclo dei rifiuti, nonché essere in regola anche con il trasporto degli stessi. L’ azienda deve quindi ottenere i permessi per il trasporto di rifiuti considerati speciali, che necessitano di un numero di documenti superiore rispetto alle merci ordinarie.

In Italia esiste attualmente anche il progetto di elaborare un sistema informatizzato per la gestione dei rifiuti, ma ancora non è operativo su base nazionale, ragione per cui sarà necessario consultare di volta in volta le specifiche burocratiche della provincia di appartenenza o quelle dell’azienda sanitaria territoriale – ASL. Tutte queste raccomandazioni sono utili in virtù del fatto che le merci trattate sono considerate comunque abbastanza pericolose.

Aprire una attività di riciclo rifiuti informatici: costi

Quanto costa aprire una attività di riciclo rifiuti informatici? Non è mai troppo facile definire questi costi con stime esatte, soprattutto trattandosi di attività oggi ancora all’inizio e molto differenziate tra loro, ma si possono tuttavia fare alcune previsioni. Per poter avviare una attività di questo tipo si avrà bisogno di un certo capitale iniziale volto a sostenere tutti i costi del momento, tra cui si dovranno certo considerare almeno:

  • i costi per la locazione, l’allestimento o l’acquisto del locale e del sito di stoccaggio
  • i costi per gli adempimenti burocratici richiesti
  • i costi per l’acquisto dei macchinari
  • i costi per gli stipendi degli eventuali collaboratori.

Come aprire una azienda di riciclo rifiuti informatici: aiuti, agevolazioni e finanziamenti

L’ apertura di una attività di riciclo rifiuti informatici, come ogni altro tipo di azienda, richiede dunque la disponibilità di un capitale iniziale adeguato a sostenere tutti i costi che si dovranno affrontare in fase di avvio. Se volete affrontare questo momento in maniera più tranquilla, potere sempre pensare di rivolgervi preventivamente alla Regione di appartenenza o alla Provincia, per vedesse se esiste la possibilità di accedere a agevolazioni, aiuti economici e finanziamenti, al fine di accedere ai fondi di cui avete bisogno.

Il vostro business è infatti un business legato alla tutela dell’ambiente e dunque potreste approfittare di particolari iniziative dedicate alla ecologia oppure, se le vostre tecnologie sono particolarmente innovative, potreste pensare di accedere ai fondi destinati alle start up e alle attività imprenditoriali giovanili. I luoghi istituzionali che possono fornire informazioni su questo tipo di aiuti sono le Camere di Commercio locali e le associazioni di categoria eventualmente presenti sul territorio. Se il vostro business nel settore di riciclo è particolarmente innovativo o utilizza tecnologie innovative, potreste anche pensare di lanciare una campagna di crowdfunding online attraverso i siti nazionali e internazionali al fine di ottenere le risorse economiche per lo sviluppo del vostro business.

Per ottenere invece la liquidità necessaria all’avvio della vostra attività, senza offrire delle garanzie in cambio, o meglio senza offrire tutte quelle garanzie di norma richieste dalle banche e dagli istituti di credito che concedono finanziamenti, potreste pensare di richiedere un prestito d’onore. Il prestito d’onore è infatti un particolare tipo di prestito che non richiede tutte le garanzie richieste da altri tipi di prodotti finanziari.

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