Come aprire un baby parking: tutto quello che c’è da sapere

Se amate i bambini e volete avviare una attività imprenditoriale in proprio potreste pensare di aprire un baby parking. Si tratta infatti di una attività rivolta ai bambini con una età compresa tra i 13 mesi e i 6 anni, destinata per lo più ai figli dei genitori che lavorano e non sanno a chi lasciare i loro piccoli. Sopratutto nelle città, dove è più facile avere coppie di genitori che lavorano e i turni di lavoro costringono molte persone a passare molto tempo fuori casa, il baby parking offre un servizio essenziale per resistere agli orari frenetici della vita moderna, soprattutto se le famiglie non hanno nonni o parenti vicini a cui lasciare i bambini.
Il vantaggio di un baby parking consiste inoltre nel fatto che si tratta di una attività molto più semplice da aprire rispetto ad un asilo nido. Se questo tipo di scelta imprenditoriale vi interessa, se avete una grande passione per il mondo dell’infanzia e l’universo dei bambini, se avete deciso di compiere il grande passo verso l’autoimprenditorialità, qui di seguito abbiamo raccolto tutte le informazioni, i consigli e le indicazioni necessarie per aprire il vostro baby parking.

Come aprire un baby parking

Un baby parking ha la caratteristica di essere una attività che può essere organizzata in molti modi, la quale richiede però da parte di chi la gestisce alcune doti particolari. Saranno necessarie ad esempio una buona dose di competenza in materia, spirito imprenditoriale da vendere, spiccate capacità di organizzazione e una grande passione per il mondo dei bambini e dell’infanzia.

Non bisogna dimenticare, infatti, che oltre ad essere una attività abbastanza remunerativa, un baby parking svolge anche un servizio sociale di primaria importanza, perché aiuta un gran numero di genitori a vivere meglio la propria vita, offrendo un servizio alternativo a quello delle baby sitter private e degli asili nido a tempo pieno, che hanno in genere un costo più elevato.

aprire un baby parking

Uno dei vantaggi offerti dal baby parking è inoltre quello di essere un luogo in cui lasciare il proprio bambino con la certezza che si tratta di un posto frequentato anche da altri bambini, che possa essere al tempo stesso sereno e divertente, pieno di stimoli per i più piccoli, anche rispetto alla propria abitazione o ad un’altra casa privata.

Come fare per aprire un baby parking

La prima cosa da fare per aprire un baby parking è individuare il luogo in cui avviare la propria attività. Servirà quindi un locale o un fondo commerciale adibito a tale scopo. Per quanto riguarda il locale, si potrà utilizzare sia un locale che già si possiede, cioè un locale di proprietà, cosa che rappresenta un indiscutibile vantaggio economico, perché non si dovranno affrontare le spese per l’affitto del fondo commerciale, sia prendere un locale in locazione. In alternativa, se se ne ha l’opportunità, si potrebbe anche pensare di acquistare il proprio locale. Nella scelta tra queste possibili soluzioni sarà opportuno considerare il fatto che l’allestimento di una attività comporta sempre un considerevole investimento iniziale, ragione per cui sarebbe più opportuno disporre di un locale di proprietà, in modo da non incorrere prima o poi nei tipici problemi relativi all’affitto – ad esempio la scadenza del contratto di locazione, il suo mancato rinnovo, la vendita del locale da parte del proprietario e così via.

Per quanto riguarda l’ubicazione del baby parking sarà meglio posizionare la vostra attività in un luogo molto frequentato, accanto ad uffici, negozi o centri commerciali, zone di passaggio in cui le persone possono avere bisogno di lasciare per alcune ore i propri figli mentre sono impegnati in commissioni e faccende domestiche. La posizione strategica aiuterà di certo la vostra struttura ad essere frequentata dal maggior numero di persone. In fase di pianificazione è anche possibile, attraverso la redazione di un valido business plan, individuare la zona migliore della vostra città per collocare la struttura.

Particolare attenzione dovrà essere dedicata alla scelta dell’arredamento, che dovrà essere adatto alle esigenze dei bambini e omologato secondo le più recenti disposizioni di legge, oltre ad essere comodo e divertente. In merito a questo bisognerà quindi pensare ad acquistare tavoli e sedie a misura di bambino, nonché armadietti, cuscini e lettini in cui riposare, e tappeti antiscivolo oltre ad una serie di decorazioni per abbellire il locale. La scelta e le opportunità in tal senso non mancano.

Nel caso dell’apertura di un baby parking, inoltre, come spiegheremo più nel dettaglio anche in seguito, c’è infine la necessità di adeguare la struttura non solo alle esigenze dei più piccoli, ma sarà anche necessario rispettare quanto previsto dalla normativa in fatto di igiene e sicurezza.

Aprire un baby parking: normativa e legislazione

Come ogni altra attività imprenditoriale, anche i baby parking sono regolati da una serie di norme e leggi, in quanto servizi ricreativi pubblici destinati al mondo dell’infanzia, il cui rispetto è sempre consigliabile se non si vogliono affrontare problemi più complessi. La legge di riferimento per l’impianto normativo è l’art. 5, par. 1, della L.R. 20 – 2005, la quale afferma che:

“I soggetti pubblici, del privato sociale e privati, al fine di rispondere specifiche esigenze presenti sul territorio, possono promuovere e istituire servizi socio – educativi sperimentali per la prima infanzia”.

La legge li definisce quindi servizi sperimentali e afferma inoltre che (Art 5, par.1, LR 20-2005 – Vedi All. LR 20-2005)

“Possono inoltre essere attivati servizi ricreativi che offrono ai bambini opportunità educative e formative attraverso la realizzazione di laboratori e atelier affidati a personale con specifica qualifica professionale nonché occasioni estemporanee di gioco e socializzazione, con la presenza di animatori con competenze nell’ambito socio-educativo per la prima infanzia, in luoghi appositamente strutturati che garantiscano sicurezza e igiene”.

Questi sono dunque i termini di legge che autorizzano all’esercizio di questa attività, e che dovranno sempre essere rispettati dai futuri imprenditori al fine di essere riconosciuti sul piano legale e amministrativo.

Occorre, inoltre, rispettare le norme di cui alla Legge n. 104/1992 relative all’assenza di barriere architettoniche. Resta però inteso che i requisiti strutturali di un baby parking in Italia variano da regione a regione.

Nello specifico si dovranno considerare le seguenti disposizioni di legge:

  • Abruzzo: LL.RR. 14/2/1989 n. 15; 28/4/2000 n. 76; L.R. 27/12/2002, n. 32;
  • Calabria: L.R. del 26/1/1987 n. 5;
  • Emilia Romagna: L.R. del 10/1/2000 n. 1; L.R. 14/04/2004, n. 8; Deliberazione del Consiglio Regionale 20/01/2005, n. 646;
  • Friuli Venezia Giulia: L.R. 3/08/1970, n. 30;
  • Lazio: LL.RR. 16/6/1980 n. 59; 3/1/2000 n. 3; 11.07.2002, n. 18;
  • Marche: L.R. del 5/11/1988 n. 43; 13.05.2003, n. 9;
  • Molise: L.R. del 14/4/2000 n. 29, artt.2, 4 e 5;
  • Trento: L.P. 12/03/2002, n. 4;
  • Veneto: L.R. 23/04/1990, n. 32.

E’ richiesto il rispetto dei Regolamenti Edilizi, Urbanistici e Igienico–Sanitari del Comune di riferimento.

Quanto costa aprire un baby parking

La domanda che tutti gli imprenditori in erba si pongono prima di mettersi in proprio è quanto costa aprirne un baby parking. Sulla base dell’esperienza di coloro che hanno già percorso questa strada e hanno aperto un baby parking l’investimento iniziale necessario per avviare una attività di questo tipo va dai 10 ai 20 mila euro, a seconda della grandezza del locale che si sceglierà per aprire la propria attività, del numero e della qualità delle attrezzature che si acquisteranno, dei servizi offerti e del personale che si pensa eventualmente di assumere.

baby parking

Ecco dunque più nel dettaglio quali potrebbero essere le spese da affrontare per aprire un baby parking:

  • i costi di acquisto o di affitto dei locali in cui verrà svolta l’attività
  • il costo dell’allestimento e dell’arredamento della struttura
  • le spese per la messa a norma e il funzionamento dei servizi igienici
  • le spese per la messa in sicurezza dei locali – che trattandosi di esercizi aperti al pubblico avranno per lo meno bisogno di una porta antincendio.

Aprire un baby parking: agevolazioni economiche, fondi e aiuti pubblici

Vediamo infine quali sono le agevolazioni economiche a disposizione di coloro che vogliono aprire un baby parking. Se non si hanno i soldi necessari per avviare la propria attività ci sono diverse possibilità per ottenere il proprio capitale iniziale o un finanziamento adeguato. Si tratta di una ricerca che conviene sempre fare in fase di pianificazione di una nuova attività al fine di capire quali sono i possibili aiuti di cui si potrebbe beneficiare e se si può accedere o meno a credito agevolato, fondi per l’imprenditoria femminile o altri tipi di aiuti istituzionali, di competenza nazionale o regionale.

Ci si può ad esempio rivolgere ad un istituto bancario o ad un istituto di credito al fine di ottenere un prestito d’onore, che viene concesso di norma anche a coloro che non hanno da offrire tutte le garanzie richieste per un altro tipo di finanziamento.

La seconda soluzione per aprire un baby parking è quella di conoscere le leggi e accedere ai finanziamenti sull’imprenditoria femminile. Per ottenere tutte le informazioni in merito ci si può rivolgere presso i Comitati per l’imprenditoria femminile presenti in molte Camere di Commercio, chiedere delucidazioni agli Assessorati alle Attività produttive della propria Regione e Provincia o ad agenzie e associazioni di settore che offrono consulenza gratuita.

E’ sempre opportuno ricordare infine che leggi e norme possono cambiare nel corso del tempo e a secondo della regione di proprio interesse, ragione per cui è molto utile effettuare dei controlli ogni volta e restare aggiornati sull’argomento.

Quanto si guadagna con un baby parking

Non è facile rispondere alla domanda che molti imprenditori in fase di avvio della propria attività si pongono in merito a quanto si guadagna con l’apertura di un baby parking. La maggior parte del profitto dipenderà anche dal numero di bambini che si potranno accogliere. In un baby parking il numero dei bambini che possono diventare ospiti fissi della struttura può variare da un minimo di 10 ad un massimo di 25 e le tariffe applicate potranno a loro volta variare a seconda dei servizi offerti.

Più è ricca l’offerta inclusa nel servizio, più sarà adeguato aumentare il prezzo richiesto. Se siete incerti sul prezzo finale del servizio, per decidere in via definitiva l’ammontare delle tariffe potete anche chiedere consiglio o consulenza all’Assessorato alle Attività Produttive del Comune di riferimento in cui si aprirà la struttura o una consulenza ad associazioni di settore che offrono questo tipo di servizio.

Aprire un baby parking: documenti necessari

Come tutte le attività anche aprire un baby parking comporta da parte degli imprenditori assolvere ad una serie di adempimenti burocratici, dal cui completamento dipenderà anche la buona riuscita dell’impresa stessa. Per poter avviare questo tipo di attività sarà necessario svolgere una serie di pratiche burocratiche tra cui:

  • l’iscrizione della propria attività al Registro delle Imprese depositato presso la Camera di Commercio locale
  • l’apertura della Partita IVA
  • l’apertura di un conto fiscale presso l’Agenzia delle Entrate
  • l’iscrizione all’INPS
  • l’iscrizione all’INAIL
  • la richiesta della valutazione del rischio secondo i dettami della L. 626/1994
  • la sottoscrizione di una polizza di assicurazione a favore dei bambini e degli utenti della struttura contro eventuali danni
  • l’ottenimento del nullaosta del Comune di riferimento per ottenere l’agibilità dei locali
  • l’autorizzazione rilasciata dalla ASL di competenza relativa al rispetto delle normative igienico sanitarie di rito
  • la richiesta dell’autorizzazione all’installazione delle insegne e dei cartelli segnaletici stradali.

Come adempimento facoltativo, i nuovi gestori di un baby parking possono anche pensare di iscrivere la propria impresa ad una delle tante associazioni di categoria, le quali potranno essere per gli imprenditori un punto di riferimento fisso sia dal punto di vista normativo che burocratico, per richiedere consulenza o risolvere problematiche o fornire consigli.

Come aprire un baby parking in casa

Molti imprenditori che desiderano avviare questo tipo di attività sono soliti sceglierla anche per la possibilità di aprire un baby parking a casa. Un baby parking si caratterizza per essere una attività più facile da aprire rispetto ad un asilo nido privato, perché non c’è l’obbligo di somministrare i pasti come nelle altre strutture.

baby parking in casa

Oltre a quanto indicato in precedenza, tuttavia, anche per coloro che intendono gestire la propria attività a conduzione familiare dovranno rispettare quanto previsto per il personale addetto. Il personale che lavora nei baby parking deve essere in possesso del diploma di scuola media superiore, di maestra d’asilo, di maturità magistrale o di assistente o dirigente di comunità infantili o diplomi equipollenti o di un diploma di scuola media superiore e di un attestato di formazione professionale per attività socio-educative in favore di minori, riconosciuto dallo Stato o dalla Regione.

Possono, inoltre, operare anche i soggetti in possesso del diploma di laurea o di diploma universitario in materie rientranti nelle scienze della formazione o dell’educazione o in discipline afferenti la psicologia o i servizi sociali. E’ obbligatoria la compresenza di almeno 2 operatori durante tutto l’orario di apertura del servizio e l’assistenza di un numero massimo di 10 bambini per ogni operatore.

Come aprire un baby parking in franchising

Prima di aprire una attività di questo tipo in proprio è sempre buona norma informarsi anche sulla possibilità concreta di aprire un baby parking in franchising. Quella del franchising è una soluzione imprenditoriale alternativa al fai da te che in molti ambiti ha offerto e continua ad offrire interessanti soddisfazioni economiche. Grazie a questa formula un imprenditore alla prime armi può avere il vantaggio di una consulenza costante nel processo di apertura della propria attività oltre alla possibilità di sfruttare tutto il valore e l’esperienza di un marchio già affermato.

Alcuni dei brand che offrono la possibilità di aprire un baby parking in franchising sono i marchi Mini Club ScoobyArcobaleno e La bacchetta magica, che forniscono tutte le informazioni necessarie sui rispettivi siti internet.

Come aprire un baby parking di successo

A conclusione di questa guida sarà necessario spendere una attenzione particolare nell’organizzare la propria struttura se si vuole che il baby parking sia una impresa di successo e accolga il numero di bambini sperato. Per raggiungere questo scopo si deve tenere presente cosa amano i bambini, a partire dai luoghi divertenti e colorati, dove ci sia perennemente un clima di festa e di gioco. Tra le attività che il baby parking può offrire in aggiunta ai servizi tradizionali si possono proporre ai clienti corsi di disegno e pittura, corsi di teatro, laboratorio musicale, corsi di danza, giochi e tutto quanto la vostra creatività sarà capace di suggerirvi. L’importante sarà riuscire ad accudire i bambini nelle migliori condizioni possibili, sempre in allegria e serenità.

Non bisogna dimenticare, infine, soprattutto in fase di avvio, di promuovere in modo adeguato la propria struttura. In questo tipo di attività la comunicazione più efficace è quella che si sviluppa attraverso il passaparola dell’utenza stessa: una volta provati i vostri servizi e acquisita la fiducia dei vostri clienti, saranno loro stessi a suggerire il vostro baby parking ad altre persone in cerca di un servizio efficiente che possa regalare ai loro bambini una splendida esperienza che possano presto ripetere.

Commenti

  1. […] > Come aprire un baby parking: tutto quello che c’è da sapere […]

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.