Violenza domestica, la storia di Patrizia e Roberto (sesta parte)

Roberto torna, ma…

Pochi giorni dopo Roberto apparse a casa dei miei genitori, chiedendo di parlare con me. Mio padre si rifiutò di lasciarlo entrare in casa. La notte seguente i miei genitori ed io fummo svegliati da un forte rumore fuori. Quando diedi un’occhiata fuori dalla finestra della camera da letto al piano di sopra, vidi l’auto di Roberto in fondo alla strada. Cominciai a gridare: “È Roberto, è tornato.”

Mio padre ci ordinò di rimanere in casa e di contattare la polizia. Si sentiva mio padre mettere le cose in chiaro con Roberto sul prato lì davanti. Era anche evidente che Roberto aveva bevuto. Quando mio padre si voltò per tornare in casa, sentimmo un forte rumore come lo scoppio di un auto. Poi tutto fu tranquillo. Chiamai di nuovo il 118, cercando di ricevere assistenza. Sentii mia madre sussurrare di non muoversi. Quando arrivò la polizia, trovarono mio padre inerte disteso con una ferita da proiettile alla schiena. Roberto non era in vista. La polizia lanciò immediatamente l’allerta alla radio.

Ci bombardarono di domande. Volevano una descrizione di Roberto, dell’auto, di quello che avevamo visto. Alcuni minuti dopo una chiamata di risposta arrivò alla radio della polizia. Sembrava avessero avvistato Robertoche andava a 90 miglia all’ora sulla statale. Sembrava un inseguimento come nei film della televisione. Sembrava che ci fossero diverse auto alla ricerca di mio marito tutte in una volta. Quando arrivò l’ambulanza, mia madre andò con mio padre in ospedale.

Un’ora o poco più tardi una macchina della polizia si fermò davanti alla casa. L’ufficiale mi si avvicinò,  “La signora Tamburi?”

“Sì”, risposi.

“Stiamo verificando, ma crediamo di aver individuato Roberto Dorelli. Lo sapremo tra pochi minuti”.

Il giorno seguente, i medici tolsero mio padre dalla terapia intensiva e lo misero in un reparto standard. Ero ancora sotto shock per la notizia che Roberto era morto.

Secondo la polizia, durante l’inseguimento di Roberto che stava andando ad alta velocità, la sua auto andò fuori controllo, uscendo di strada giù da un ponte. Fu dichiarato morto sul colpo.

Anche se se n’era andato, la memoria della violenza e la rabbia le sentivo ancora dentro di me. Si potrebbe pensare che vanno via, ma non è così. Ho imparato che dovevo lottare con tutto ciò.  Ciò significava che doveva esserci una conclusione per tutto questo. C’è voluto più di un anno di terapia per superare la violenza e il perché lo facesse. Ho ancora una lunga strada da percorrere e con l’aiuto della consulenza professionale, c’è speranza che io mi riprenda e ricominci a ricostruire la mia vita.

La storia di Patrizia si conclude con la tragica morte del marito, ma lei ha ancora molto da soffrire per l’abuso che ha subito così come per la sua morte. Da allora si è risposata e fa la volontaria in un centro d’accoglienza locale per le donne.

La storia di Patrizia e Roberto (prima parte);

La storia di Patrizia e Roberto (seconda parte);

La storia di Patrizia e Roberto (terza parte);

La storia di Patrizia e Roberto (quarta parte)

La storia di Patrizia e Roberto (quinta parte);

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