Tradimento in amore, perché soffriamo tanto

Soffrire per amore è una delle esperienze che più accomunano tipologie differenti di persone. L’esperienza dell’analisi in psicoterapia, così come la stessa esperienza personale, ci dice quanto possa essere intenso e doloroso il vissuto d’amore quando questo viene tradito e deluso nelle sue aspettative.

Solitamente si lega, si annoda il discorso d’amore al discorso della felicità, della soddisfazione e della completezza. Eppure nelle relazioni d’amore è frequentissimo incontrare storie di persone che sentono di cadere letteralmente in rovina per le problematiche affettive.

Una delle pene d’amore più frequente sembra essere il problema del tradimento vissuto spesso come egoismo da parte dell’altro, come mancanza di amore, rispetto e desiderio.

Non a caso molto spesso si sentono dire frasi quali “Gli uomini sono tutti uguali” e “Delle donne non ci si può fidare” facendo cadere in definitiva il discorso del legame affettivo nel discorso della diffidenza e dell’impotenza nel costruire un rapporto comune.

Il tradimento evoca sempre il sentimento della doppiezza: “mentre diceva di amarmi, pensava all’altro, all’altra”. Il tradito (o la tradita) vive la violazione di un patto come una violenza subita e perpetuata senza sentimenti d’amore. Chi è tradito spesso si sente solo e abbandonato, pieno di rabbia per l’offesa subita. Dall’altra parte il traditore si vive le relazioni sempre in una dimensione di clandestinità, di dover tenere nascosta la relazione.

Chi è tradito molte volte si rivolge allo psicologo con l’attesa di una comune indignazione, di potersi lamentare per l’imbroglio subito sperando nella complicità dello psicologo.

Lo psicologo è quindi investito di un’attesa legata al poter riprodurre una rabbia e un senso di impotenza nel vissuto di non aver saputa tenere a sé l’altro.

Bisogna, in psicoterapia, poter fare un passo in avanti rispetto alla domanda portata da chi è stato tradito: chi è tradito può iniziare a pensare alla relazione d’amore che ha instituito con l’altra persona cercando di uscire dalle strettoie della colpevolizzazione. Il tradimento, nella sua stessa connotazione etimologia, ha difatti una connotazione legata alla colpevolizzazione dell’altro.

Eppure il tradito insieme allo psicologo può iniziare a ripensare alla sua storia d’amore analizzando come si sia costruita una relazione di controllo, controllo che evidentemente viene bypassato attraverso storielle clandestine ed infantili.

Il traditore difatti sembra che molto spesso releghi la propria vita affettiva e sessuale a scappatelle che hanno il sapore della trasgressione infantile.

Soffrire per il tradimento in amore, significa insomma rivivere il fallimento del controllo dell’altro, laddove non si riesce ad avere un rapporto di scambio ma solo di pretesa di possesso.

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