Il primo mese di gravidanza: tutto quello che devi sapere settimana per settimana

Cosa avviene al nostro corpo nel corso del primo mese di gravidanza? Quali sono i cambiamenti che bisogna conoscere per affrontarlo nel modo migliore? Ecco tutte le risposte e i consigli per vivere al meglio il primo mese di gestazione insieme al proprio bambino. 

Il primo mese di gravidanza: tutto quello che devi sapere

Il primo mese di gravidanza è quello che probabilmente scorre via in modo più veloce. Sarà perché quando ci si accorge di aspettare un bambino sono già trascorse almeno un paio di settimane – a volte anche tre! – dal concepimento, sarà che la novità della dolce attesa è un pensiero che assorbe tutte le nostre forze, il primo mese di gravidanza è davvero il mese più breve dei nove che ci aspettano… E alcune donne neanche se ne accorgono del tutto! Nonostante questa quasi inevitabile “inconsapevolezza” da parte della donna, all’interno del corpo femminile avvengono una serie di grandi cambiamenti, che riguardano la trasformazione di una piccola cellula in una nuova vita.

Il primo mese di gravidanza ha una durata ufficiale di 4 settimane e 3 giorni che iniziano, come noto, il primo giorno dell’ultimo ciclo mestruale. Questo periodo di circa 30 giorni è quindi formato da una quindicina di giorni in cui si è potenzialmente mamme senza esserlo e da altri quindici giorni in cui lo si è, ma molto spesso senza saperlo!

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Vediamo quindi in dettaglio quali sono i cambiamenti che intercorrono al corpo femminile nel corso del primo mese di gravidanza.

Su come calcolare le settimane di gravidanza leggi: > Calcolo settimane gravidanza: come fare

Cambiamenti nel corpo

Le prime due settimane di gravidanza: dal concepimento all’annidamento

Proprio come accade ogni mese nel corpo femminile, anche nel corso di questi 30 giorni si forma il cosiddetto follicolo ovarico, l’involucro che contiene l’ovocita, che viene poi espulso dal follicolo stesso al momento dell’ovulazione. Questa azione si verifica grazie al prezioso effetto dell’acido folico. Quando si decide di avere un bambino sarebbe dunque sempre buona regola iniziare ad assumere dell’acido folico per “promuovere” questa operazione.

Una giusta quantità di acido folico è fondamentale nel corso del primo mese di gravidanza, ragione per cui molte coppie programmano in anticipo quando avere un bambino o meglio quando concepirlo. Una volta che il follicolo ovarico, stimolato dall’acido folico, ha espulso l’ovocita, l’ovulo si dirige lungo la tuba di Falloppio, il canale che mette in comunicazione le ovaie con l’utero. Questo spostamento si verifica all’incirca nel corso della terza settimana del ciclo. E’ in questo canale che di norma avviene l’incontro tra la cellula uovo e lo spermatozoo che lo dovrà fecondare, solo uno tra i diversi milioni con cui può entrare in contatto.

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Una volta che la cellula uovo è stata fecondata da uno spermatozoo inizia la sua trasformazione in zigote, e da allora subisce progressivamente una serie di divisioni cellulari che la portano ad aumentare il proprio volume. E’ in questo periodo che viene anche a formarsi il patrimonio cromosomico del vostro bambino. Nel frattempo la cellula continua il suo viaggio dalla tuba verso l’utero, dove in genere avviene l’impianto, chiamato anche annidamento. Sono infatti da scongiurare, di norma, tutte le gravidanze in cui si ha un impianto dell’ovulo in un luogo diverso dell’utero o in luoghi dell’utero non destinati a questo insediamento. In tutti questi casi si parla di gravidanza extrauterina.

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La terza settimana di gravidanza: l’annidamento e la formazione della placenta

Una volta che sono passati circa sette giorni dalla fecondazione dell’ovulo, cioè dal momento del concepimento, la nuova aggregazione cellulare, che ora assume le dimensioni di una blastula, arriva nella cavità uterina, in un luogo favorevole per l’annidamento o l’impianto. Non tutte le blastule che arrivano in questa regione finiscono poi per impiantarsi correttamente sulle pareti dell’endometrio, ma solo una piccola percentuale di esse. Secondo le statistiche solo una blastula su 10 vi riesce o meglio solo in un caso su 3 l’operazione va a buon fine.

Nel caso in cui l’annidamento non avvenga in modalità corretta l’ovulo così formato viene spazzato via attraverso il successivo ciclo mestruale. La fase del concepimento si completa in realtà solo quando la blastula si è correttamente annidata nel posto dell’utero che le spetta.

Un volta che l’embrione si è annidato all’interno del tessuto dell’endometrio comincerà a trarre il proprio nutrimento proprio da quest’ultimo, grazie anche alla presenza dei numerosi vasi sanguigni che irrorano la parte. E’ in questo momento che inizia a formarsi anche la placenta, il tessuto attraverso il quale l’embrione entrerà in contatto con la mamma per tutta la durata della gravidanza. Nella sua fase iniziale la placenta è chiamata trofoblasto, dalla sua fondamentale funzione di nutrimento per la cellula stessa.

L’endometrio è il tessuto di rivestimento interno dell’utero, dalla natura del quale si potrà definire il proseguimento o meno della gravidanza stessa. E’ necessario considerare infatti che la maggior parte delle gravidanze che non vengono portate a termine sono causate dalla presenza di un endometrio poco ricco di nutrienti e nutrimenti per il feto. Nel caso in cui l’endometrio non sia abbastanza nutriente potrebbe anche verificarsi un aborto spontaneo, ovvero un fenomeno che si verifica sotto forma di una mestruazione che giunge “in ritardo” rispetto il tempo normale di attesa ma con un flusso più abbondante di quello normale, evento che capita frequentemente a molte donne che non sanno ancora di essere in attesa. Del resto una delle cause più diffuse di infertilità femminile è proprio la presenza di una mucosa uterina poco nutriente.

La quarta settimana di gravidanza

Durante la quarta settimana di gravidanza le cellule dell’embrione cominciano per la prima volta a differenziarsi tra di loro dopo la prima divisione iniziale. Un gruppo di esse si trasformerà nel sacco amniotico, che da lì al termine della gestazione ospiterà il bambino, una parte andrà a formare il sacco vitellino, dal quale avrà origine la parte corpuscolata del sangue – ovvero i globuli bianchi, i globuli rossi e le piastrine, mentre una terza parte delle cellule, quelle che fanno parte del trofoblasto, si trasformeranno definitivamente in placenta. Un’ultima parte di cellule, infine, saranno quelle che daranno origine al vostro bambino.

Una volta che si arriva alla quarta settimana di gravidanza è quasi impossibile non accorgersi del ritardo del proprio ciclo. E’ in questo momento dunque che la maggior parte delle donne “scopre” di essere incinta ed inizia a pensare in maniera più reattiva alla propria condizione. E’ sempre in questo periodo che molte donne compiono il primo test di gravidanza, attraverso il quale scoprono con certezza di essere in dolce attesa. I test di gravidanza che si effettuano in questo periodo vanno in genere a rilevare la presenta dell’ormone beta HCG, nelle urine o nel sangue.

Come abbiamo altre volte sottolineato, l’ormone beta HCG è un ormone prodotto dalla placenta – dal trofoblasto – che permette lo sviluppo della gravidanza non solo nel corso delle prime settimane, ma favorisce anche tutta quella serie di effetti che sono indispensabili alla prosecuzione della gestazione.

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Tra le funzioni assunte dall’ormone beta HCG c’è ad esempio quella di mantenere il corpo luteo nell’ovaio, cosa che a sua volta produce il progesterone, l’altro ormone che sovrintende alla gravidanza. E’ ad esempio suo compito ridurre l’attività della muscolatura liscia dell’utero in modo tale da evitare l’insorgere di contrazioni che potrebbero causare un aborto spontaneo. Questa funzione inibitrice delle contrazioni muscolari, però, potrebbe anche indurre una serie di problemi collaterali, come quello della stitichezza – ad esempio causato dalla attività dell’ormone sulla muscolatura liscia dell’intestino e della vescica. In seguito a questo secondo fattore si potrebbe avvertire la sensazione di dover andare sempre a fare pipì.

Tra le altre funzioni connesse alla presenza dell’omone beta HCG ci sono gli effetti collaterali classici delle prime settimane di gravidanza. Nel corso di questi giorni, infatti, l’ormone induce alcuni tipici fastidi come la nausea e il vomito, nei confronti dei quali le donne possono avere una maggiore o minore tolleranza.

Per quanto riguarda le dimensioni del feto, verso la quarta settimana di gestazione l’embrione ha una lunghezza di circa 2 mm e ha assunto la forma di un piccolo fagiolino, che tuttavia possiede un abbozzo di cervello e di colonna vertebrale.

Sintomi

Quali sono quindi i principali sintomi del primo mese di gravidanza? Da cosa ci si accorge di aspettare un bambino nel corso del primo mese? Come è noto, il primo vero sintomo dell’inizio della dolce attesa è il ritardo del ciclo mestruale. Assieme a questo fenomeno, tuttavia, la maggior parte delle donne è solita anche avvertire un maggior turgore al seno e sentire l’esigenza di andare a fare pipì più spesso. Come primo sintomo si può anche avvertire uno strano sapore metallico in bocca.

Se vi sembra di avvertire uno o più di questi sintomi, la cosa più semplice da fare per capire se si aspetta davvero un bambino è compiere il test di gravidanza. Esistono alcuni test precoci che possono essere effettuati già a soli 4 giorni di distanza dalla data prevista per l’arrivo del ciclo. Questi test sono soliti misurare la presenza dell’ormone beta HCG.

Cosa fare quando inizia una gravidanza

Qualora il risultato del test sia positivo, congratulazioni! Siete in dolce attesa. Allora la cosa migliore da fare in questo caso sarà avvertire il proprio medico o il proprio ginecologo per farsi prescrivere le analisi del sangue – utili per confermare il risultato del test – e l’assunzione dell’acido folico. Le analisi sapranno dirvi anche se siete recettive ad alcune infezioni, come la toxoplasmosi – e cosa sarà meglio evitare o non fare.

Sugli esami da effettuare nel primo trimestre di gravidanza leggi: > Esami gravidanza primo trimestre

Cosa non fare in caso di gravidanza

Il vostro medico, infatti, sulla base dei risultati delle analisi, saprà certo indirizzarvi sui comportamenti più corretti da tenere, indicandovi con esattezza cosa non fare per non correre rischi inutili.

Buona gravidanza!

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