Trovare la persona giusta rinunciando agli stereotipi

Se il problema che vi assilla non è tanto quello di “far funzionare per bene una relazione” (tipica espressione importata dall’America, ma che trovo sinceramente senza senso), ma di avere una relazione affettiva questo è il momento di fermarvi a riflettere.

In realtà tutti quanti, a meno che non viviate sulla cima di un monte, avete moltissime relazioni, soltanto che probabilmente non ve ne prendete cura realmente.

Una tipica lamentela comune è quella di affermare:

“Sì conosco tanta gente ma non mi interessa nessuno veramente”.

Eppure se ci pensate bene, molte relazioni d’amore sono nate da un’amicizia che si è via via trasformata.

Moltissimi sono peraltro ossessionati dall’idea di trovare la “persona giusta” ma quando si interroga sul senso o significato della parola “giusta” solitamente i pazienti che mi sono davanti iniziano a balbettare, magari recuperando abusati stereotipi dell’adolescenza (capelli biondi o  cavallo al seguito).

Eppure chi si innamora, sa bene come se si sta dentro una relazione le caratteristiche della persona amata diventano elementi periferici.

Quello che inizia a contare è lo spazio intermedio tra le due persone, quello che si mette in comune.

Non a caso, i caratteri cinesi che rappresentano questo concetto indicano la trasformazione che avviene nello spazio tra le due persone. La trasformazione non è altro che il risultato, sempre unico ed imprevedibile, che avviene in quello specifico spazio.

Non si tratta mai di quanto un partner della coppia sia pieno di qualità, come la bellezza o l’intelligenza. No, non sono quelle le cose che contano. Il mondo sarebbe popolato solo di coppie piene di virtù!

Quello che realmente conta è la capacità di stare dentro la relazione, di stare in quello spazio intermedio che non è “IO” né “TU” ma è il “NOI”.

Stare in coppia vuol dire stare dentro la coppia, coltivare la relazione, farsi coinvolgere profondamente ed intensamente. Coltivare la coppia è dedizione, ma mai sacrificio o obbligo.

Il sacrificio, l’obbligo spengono ogni passione: sono all’antitesi dell’amore. Dove stanno gli obblighi non ci può essere l’amore, il dedicarsi all’altro, l’essere curiosi dell’altro.

Coltivare le relazioni vuol dire anche rinunciare ad una fantasia che è quella del piacere per questa o quella caratteristica dell’altro. Ciò, quando diventa un limite al rapporto, significa stare nel giudizio dell’altro, nel valutare l’altra persona.

Quando si arriva ad amare un’altra persona non contano più il colore dei capelli o la forma del viso. Non ci fermiamo a quanto la persona sia con gli elementi che avevamo preventivato, anzi.

Quando ci si innamora quello che capita è che ci si sorprende di se stessi. Ed allora, ogni cosa è possibile.

Commenti

  1. L’HO TROVATO INTERESSANTE, PERO’ IO CERCO UN ARTICOLO CHE INDICHI CON CHIAREZZA COME FARE AD INDIVIDUARE LA PERSONA GIUSTA PER TEMPO, AL FINE DI NON COMMETTERE ERRORI PIU’ E NON LO TROVO DA NESSUNA PARTE. COMUNQUE PER ME NON ESISTE LA PERSONA GIUSTA, GIUSTA E’ QUELLA DI CUI CI SI INNAMORA, PERO’ LA REALTA’ SPESSO MI DA TORTO PERCHE’, CI SI PUO’ INNAMORARE ANCHE DI QUELLA SBAGLIATA, MA, SE UNO CERCA UNA RELAZIONE CHE DURI NEL TEMPO E POSSIBILMENTE PER SEMPRE, QUAL E’ LA RICETTA DA SEGUIRE (SE C’E’)?

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