Gravidanza extrauterina: sintomi, cause, diagnosi e test

La gravidanza extrauterina è uno dei casi più frequenti di gravidanza ectopica che si possono riscontrare in una donna in stato interessante. Le gravidanze ectopiche si realizzano quando l’embrione si impianta in un luogo diverso dall’utero, dove dovrebbe normalmente avvenire l’impianto. I luoghi in cui si può verificare questo impianto anomalo dell’ovulo fecondato sono le tube di Falloppio – nella maggior parte dei casi -, il collo dell’utero, le ovaie stesse o l’addome. 

Le gravidanze extrauterine si verificano in genere solo nell’1 o 2 per cento dei casi: si tratta di una anomalia che spesso coglie di sorpresa la donna incinta, soprattutto se diagnosticata già dopo diverse settimane di gravidanza oppure viene rilevata su pazienti che in quel momento ancora non sanno di essere incinte. Nell’uno e nell’altro caso può essere fonte di un grave trauma per la donna, perché si tratta di una gravidanza che non può essere portata a termine. 

Gravidanza extrauterina

Le gravidanze extrauterine si realizzano nel 98-99 per cento dei casi nelle tube di Falloppio, in casi meno frequenti in posti non corretti dell’utero – gravidanza ectopica intrauterina – mentre in percentuali ancora più basse nell’addome – è la cosiddetta gravidanza addominale.

gravidnza extrauterina sintomi

E’ necessario sapere che l’insediamento dell’ovulo fecondato all’interno della tuba produce un ingrandimento della stessa che a lungo termine non può essere sopportato dai tessuti. Se non si interviene in tempo il tessuto della tuba tende a lacerarsi dopo alcune settimane di gravidanza, provocando un’emorragia potenzialmente letale per la donna.

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Gravidanza extrauterina: sintomi

Vediamo quindi quali sono i sintomi di una gravidanza extrauterina, che si dividono in sintomi precoci e sintomi tipici.

I sintomi precoci di una gravidanza extrauterina sono:

  • ritardo o irregolarità del ciclo mestruale – in maniera del tutto identica a quelli di una gravidanza normale.

I sintomi tipici da cui in genere viene diagnosticata una gravidanza extrauterina sono invece:

  • bassi livelli di HCG – gonadotropina corionica – rispetto alla norma nelle prime settimane di gravidanza
  • dolori al basso ventre e nella zona pelvica, che si verificano in maniera continua o irregolare
  • sanguinamenti vaginali irregolari  – diversi da quelli mestruali, con flussi più scuri ed acquosi dovuti alle perdite emorragiche.

Se si verificano alcuni di questi sintomi e si ha la certezza o si sospetta di essere incinte si consiglia di consultare subito il proprio medico per scongiurare il rischio di una gravidanza extrauterina, anche se i sintomi tendono ad attenuarsi o scompaiono completamente.

Gravidanza extrauterina: test e diagnosi

Al di là dei sintomi descritti in precedenza, tuttavia, uno degli esami scientificamente più accurati e utilizzati per la diagnosi di una gravidanza extrauterina è l’ecografia, attraverso la quale si riesce ad identificare o individuare la mancanza dell’ovulo fecondato nel contesto uterino all’interno del quale lo si aspetterebbe.

A differenza di diversi anni fa, oggi la diagnosi di una gravidanza extrauterina avviene in tempi precoci e non più dopo la sesta o ottava settimana di gravidanza come accadeva un tempo, prima ancora che la donna sviluppi i più importanti sintomi della patologia.

Le tecniche, i test e gli esami utilizzati nella diagnosi di una gravidanza extrauterina sono:

  • la misurazione dei livelli ematici della gonadotropina corionica (HCG) e/o del progesterone
  • l’ecografia transvaginale e addominale
  • la laparoscopia
  • la dilatazione e il raschiamanto (D&C, o “dilatazione e curettage”).

I livelli di HCG, ormone prodotto dalla placenta, in presenza di una gravidanza normale dovrebbero raddoppiare circa ogni 48 ore. Se questo non avviene potrebbe verificarsi un aborto spontaneo o nascondere la presenza di una gravidanza extrauterina. Gli stessi tipi di esami si possono effettuare anche sulla quantità di progesterone presente nel sangue: livelli inferiori alla norma possono suggerire la presenza di una gravidanza anomala.

L’ecografia è il sistema diagnostico che si utilizza già nel corso delle prime 3-5 settimane di gestazione, al fine di capire se l’embrione si è correttamente impiantato all’interno dell’utero e in posizione corretta. A questo scopo l’ecografia transvaginale offre una maggiore sensibilità di risoluzione rispetto a quella addominale. L’ecografia è anche in grado di rilevare l’eventuale presenza di liquidi o sangue nella cavità addominale che potrebbe nascondere la presenza di una gravidanza ectopica.

La laparoscopia è utilizzata come strumento diagnostico di una gravidanza extrauterina solo in un numero ridotto di casi. Si tratta di un intervent chirurgico effettuato in ospedale in anestesia totale durante il quale viene inserito nella cavità addominale un piccolo strumento ottico chiamato laparoscopio per mezzo di una piccola incisione pratica a livello dell’ombelico o del pube. Con questo tipo di esame, oltre ad avere la correttezza della diagnosi è possibile rimuovere anche l’embrione impiantato nel luogo a rischio.

Nel caso in cui gli altri esami riscontrino la presenza di un embrione non vitale impiantato non correttamente lungo le pareti dell’utero si può procedere ad un piccolo intervento chiamato D&C (dilatazione e curettage), o revisione o “raschiamento”, che è eseguito in anestesia, in ospedale o in ambulatorio, con il quale si ripuliscono le pareti dell’utero.

Gravidanza extrauterina: cause

Diverse sono le cause che possono portare al verificarsi di una gravidanza extrauterina. Le più frequenti in genere riguardano la preesistenza di malattie da parte della donna o di problemi localizzati a livello delle tube di Falloppio, come ad esempio la presenza di lesioni nel tessuto delle tube.

Queste lesioni alle tube a loro volta possono essere provocate da:

  • infezioni ginecologiche come la gonorrea
  • infezioni ginecologiche come la clamidia
  • altre malattie sessualmente trasmissibili
  • endometriosi
  • appendicite
  • precedenti interventi chirurgici ginecologici
  • esposizione al dietilstilbestrolo (DES).

Anche le donne che concepiscono un figlio dopo la legatura delle tube o l’intervento di riapertura delle stesse corrono maggiori rischi di sviluppare una gravidanza extrauterina.

Tra le altre cause si possono ricordare anche le terapie contro l’infertilità o la fecondazione in vitro (IVF) che inducono la donna ad un rischio leggermente maggiore della norma.

Anche una precedente gravidanza extrauterina può essere considerata un possibile motivo di rischio per il verficarsi di una seconda gravidanza di questo tipo.

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