Dieta di eliminazione per il bambino

Tra le diete esistenti per individuare allergie e sensibilizzazioni relative ai bambini va sicuramente citata la dieta di eliminazione.

Nella fase iniziale sono da evitare i cibi sospetti. Se non si ha una lista di alimenti “incriminati”, allora è bene cominciare con quelli che più frequentemente causano le reazioni allergiche: grano, noci, arachidi, agrumi (intese anche le spremute), prodotti caseari, mais, e i derivati da soia e uova.

L’eliminazione degli alimenti dalla dieta va fatta per un periodo di circa due settimane, avendo cura di controllare sempre gli ingredienti dei prodotti industriali perchè molti di questi contengono sostanze che potrebbero indurre reazioni.

Durante le due settimane è necessario osservare il comportamento del bambino, per poter poi verificare se respira più facilmente, se è più sereno e più energico, gli occhi sono meno irritati.

Terminato questo periodo si può cominciare lentamente a reintrodurre gli alimenti sospesi ed osservare se nei giorni successivi si verifica una reazione. Se si ha la percezione che eliminare tutti assieme gli alimenti sia una scelta troppo drastica, si può scegliere di eliminare solo specifiche classi o alimenti singoli un pò per volta (ad esempio, esclusione dei derivati del grano) e osservare le reazioni. Si procede in questo modo fino al miglioramento dei sintomi evitando di dare al bambino l’alimento (o la classe) incriminata. Quando le condizioni del bambino miglioreranno, si potrà ritenere che sia sensibile all’alimento più recentemente eliminato.

Pian piano si potranno reintrodurre i cibi sospesi, sempre facendo attenzione a qualsiasi segno di reazione o sensibilità.

E’ molto utile tenere un diario alimentare dove poter annotare tutto quello che il bambino mangia, quando e le eventuali reazioni. Un mese dovrebbe essere sufficiente per determinare le risposte del bambino ai vari elementi.

 

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.