Cani e gatti riducono o aumentano il rischio di allergie nei bambini?

Le allergie sono una delle patologie più antipatiche che esistono. Se ci fossero soluzioni concrete che si possono prendere per ridurre il rischio che il vostro bambino sviluppi alcune forme di allergia, è sicuro che le avreste già applicate. Ma se questo volesse dire sbarazzarsi del vostro “cucciolo” prima di avere figli – come il vostro tanto amato cane o gatto?

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Se la domanda fosse se si desidera sbarazzarsi di un animale domestico che ha morso il vostro bambino, soprattutto più volte, la risposta può essere un po’ più semplice: questi tendono ad essere responsabili di più gravi lesioni, e possono indicare un modello di sviluppo di comportamento negativo. Ma la ricerca su come gli animali domestici influenzino o non influenzino il rischio di allergie è molto più instabile.

La questione coinvolge due teorie non provate: l’ipotesi basata sull’allergene, che inizialmente ha suggerito che l’esposizione agli allergeni può sensibilizzare singoli individui nello sviluppare forme di allergia, ma ora questa teoria si è capovolta a suggerire che l’esposizione precoce può costruire una sorta di migliore tolleranza, e l’ipotesi basata sull’igiene, il che suggerisce che non avendo una esposizione regolare a un sacco di germi nell’infanzia si aumentare il rischio di allergie da adulti perché il sistema immunitario non si sviluppa completamente nel bambino.

Il problema è che entrambe queste ipotesi sono incredibilmente difficili da testare. Lo sviluppo di patologie autoimmuni è complesso e non del tutto ancora compreso, perché potenzialmente coinvolge molti diversi fattori che interagiscono tra di loro. L’unico vero fattore di rischio fino ad oggi individuato è quello della familiarità.

Non ci sono studi randomizzati e controllati in cui le famiglie sono invitate in modo casuale a possedere un animale domestico o non a non possedere un animale domestico, uno studio che è improbabile accada mai. E non possiamo utilizzare i bambini in laboratori che permetterebbero un sufficiente controllo dei fattori ambientali. Quindi siamo bloccati sul dare un senso a studi osservazionali per loro natura incompleti, che coinvolgono tante altre variabili, in cui è difficile determinare cosa contribuisce o cosa non contribuisce a scatenare o a prevenire allergie.

Decine di studi hanno indagato se cani, gatti, roditori e uccelli sono collegati ad asma, eczema, respiro sibilante, febbre da fieno, e altre forme di allergie, ma anche nei bambini ad alto rischio – quelli con una storia familiare di allergie – la ricerca è equivoca. In realtà, le famiglie con una storia di allergie alle spalle hanno già meno probabilità di avere animali domestici in casa, quindi è impossibile rendersi conto interamente della situazione, per il fatto che ciò può far sembrare che non possedere un animale domestico è comunque legato alle allergie.

Inoltre, il rischio di allergia potrebbe dipendere dai diversi tipi di animali da compagnia e dalle razze, da quanta vicinanza i bambini hanno con gli animali, e se gli animali siano interni o esterni alla casa, quali animali i vicini di casa potrebbero possedere, dall’area geografica studiata e  dagli allergeni ambientali, nonché dalla genetica dei bambini … e così via.

Ma possiamo ancora dare uno sguardo a ciò che è stato scoperto fino ad oggi, tenendo presente un paio di avvertenze importanti. In primo luogo, gli studi differiscono molto su come si misura la storia della famiglia e gli esiti delle allergie nei bambini. In secondo luogo, la dispnea è più frequente – un chiaro segno di allergia – nei bambini di età inferiore a 6 anni. Terzo, le variabili di ogni studio variano quasi quanto il numero di razze canine che si trovano là fuori.

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Una analisi che comprende 11 studi europei ha trovato una piccola quantità di prove per dimostrare che avere un animale a pelo lungo nei primi due anni di vita di un bambino riduce la loro sensibilizzazione alle allergie per via aerea – che è, appunto, il modo che rende meno probabile il fatto di sviluppare allergie. Un altro studio più vecchio sintesi di 32 studi ha scoperto che i gatti diminuiscono il rischio di asma mentre i cani sono lo fanno aumentare. Ma poi, una grande, recente e molto più ampia ricerca di 21 studi ha affermato che chi è in possesso di cani o animali domestici in generale, anche se non necessariamente gatti, vede ridotto il rischio di un tipo di eczema fino al 25 per cento.

Tutto questo mostra che non c’è unanimità tra le diverse ricerche effettuate in questo settore. L’unica cosa che porta ad un consenso tra i diversi studi è che possedere un cane, quando un bambino è neonato, sembra diminuire leggermente il rischio di alcune allergie, come eczema e / o asma, ma l’effetto è debole, e vale soprattutto per quelli senza una storia di allergie alle spalle, e ci sono ancora molti altri fattori che potrebbero avere un ruolo nel processo.

La misura in cui possedere un cane o un gatto può ridurre il rischio di allergia, poi, è ancora incerta, ma la buona notizia è che gli studi più recenti, in particolare quelli a lungo termine, non affermano che possedere un cane o un gatto nella prima infanzia aumenti il  rischio per un bambino di sviluppare allergie. Una questione diversa è se si nasce in una casa in cui si possiede un cane o un gatto e se ciò potrebbe avere un ruolo nello sviluppo delle allergie più tardi, oppure se i bambini crescono e successivamente entrano in contatto con un cane o un gatto per conto proprio. Sembra che possedere un cane o di un gatto nella prima infanzia potrebbe leggermente diminuire questo rischio, ma la prova è ancora debole.

Se un bambino non finisce con l’essere allergico a cani o gatti, ci sono una varietà di razze ipoallergeniche che potrebbero funzionare (anche se non esiste una cosa come un cane o gatto ipoallergenico al 100 per cento). Oppure, se un bambino sviluppa un’allergia a un cucciolo che è già parte della famiglia, le deliberazioni su cosa dovrebbero essere prese insieme ad un allergologo.

Oltre a queste situazioni che coinvolgono cose note e allergie diagnosticate, l’unico vero consenso della ricerca scientifica sugli animali domestici e le allergie è che le preoccupazioni circa lo sviluppo futuro di malattie non dovrebbe essere il fattore discriminante principale per decidere se tenere o rinunciare a un cane o a un gatto.

Via | doublexscience

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