Autonomia del bambino (dopo l’ottavo mese)

Autonomia ottavo mese

Solo attorno all’ottavo mese di vita il bambino è in grado di riconoscere il volto materno e di iniziare così a strutturare la differenziazione. In questa fase non è più immerso nel mondo ovattato in cui si sente in simbiosi con la propria madre, ma non è ancora capace di camminare, parlare, muoversi autonomamente; ora è attratto dalle cose non familiari, distingue i visi delle persone e ne avverte le differenze. Per la prima volta non si limita a reperire nei volti adulti qualcosa che gli è familiare, ma ne coglie le differenze e ne ha paura (ad esempio, la pura dell’abbandono).

Lo svezzamento costituisce una delle esperienza fondamentali per il distacco del bambino dalla madre, ma anche per l’uscita dello stato fusionale in cui vive con la madre a partire dalla gravidanza e che si protrae con l’allattamento. Durante il periodo dell’allattamento, per necessità di vicinanza pressoché continua al lattante, la madre spesso tende a isolarsi e a occuparsi in maniera esclusiva del figlio. L’introduzione dello svezzamento quindi consente alla madre il distacco dal legame esclusivo con il figlio e la ripresa dei rapporti sociali che aveva progressivamente abbandonato. Si creano così delle dissonanze nella perfetta corrispondenza precedente che aprono un vuoto tra madre e bambino, e lasciano in entrambi la sensazione della perdita, della rinuncia alla dolce fusione precedente.

Per tollerare l’assenza della madre e riprodurre illusoriamente la sua presenza in modo da colmare il vuoto da lei lasciato, i bambini impiegano degli oggetti che investono di forte valore affettivo. Nella delicata fase dello svezzamento spesso la madre riprende i normali ritmi relazionali con il marito e il bambino inizia a scoprire il padre; è proprio la presenza del padre che colma questo vuoto e placa la sensazione di perdita che vivono sia la madre sia il bambino.

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