Adozione: una scelta consapevole

adozione una scelta consapevole

L’inevitabile attesa a cui si sottopongono le coppie che richiedono l’adozione non è affatto vana e in un certo senso è paragonabile ai 9 mesi biologici che impone la gravidanza.

Tuttavia nella gravidanza i tempi sono scanditi dalle regole immodificabili della natura, mentre l’attesa dell’adozione di un bambino si configura come un tempo illimitato: si sa quando inizia ma si ignora la fine. La precarietà nella quale viviamo e i lunghissimi tempi burocratici spesso generano uno stato d’ansia. Anche questa attesa in realtà, come per la gravidanza, può costituire un atto germinale dell’adozione, che permette a chi è in gioco di riflettere a fondo sulla scelta.

La legge n. 184 del 4 Maggio 1983 sull’adozione prevede la cosiddetta consultazione psicologica, un breve intervento specialistico che ha un duplice scopo: valutare l’idoneità psicologica della coppia che richiede l’adozione e un’offerta di aiuto nel comprendere ed elaborare i problemi implicati in questa scelta.

► Processo di identificazione del bambino

Può accadere, a volte, che alcuni genitori si sentano ‘pressati’ da questo giudizio sul quale verrà deciso l’esito della loro richiesta e in più queste coppie si trovano a vivere una condizione estremamente stressante, per cui è comunque auspicabile un supporto psicologico (anche solo magari di un amico o di un parente).

E’ molto importante ricordare che il tempo di attesa e il lavoro psicologico che precedono l’adozione sono condizioni importanti per una sana collaborazione delle reali motivazioni che animano la scelta di adottare un bambino e per la completa maturazione dei processi di cambiamento soggettivo che permettono di diventare genitori adottivi.

 

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