Adozione di un bambino

Adozione

Diventare genitori non è solo il naturale esito del processo biologico, ma anche il punto di arrivo di un percorso di maturazione, personale e di coppia, che si completa nel desiderio di avere un figlio.

La decisione di adottare un bambino, da questo punto di vista, non si differenzia dalle motivazioni che spingono le coppie a progettare dei figli naturali (spesso le coppie che ‘progettano’ le nascite per soddisfare i propri sensi di incompletezza o per salvare un rapporto coniugale in crisi, rappresentano spesso una triste premessa di fallimento).

Paura dell’abbandono (da parte del bambino)

Oggi più che mai è evidente che l’adozione risponde a un bene sociale (anche se non è questa ovvietà che spinge le coppie ad avanzare la richiesta di adozione). Nel desiderio di adottare risiede il bisogno psicologico, vivo e cocente, di dare alla propria vita quel proseguimento naturale, esorcizzando così l’angoscia della morte quale limite ultimo dell’essere. L’adozione si configura come una ‘procreazione affettiva’ che mette in luce il rapporto genitore-bambino basato sul dare amore e prendersi cura a vicenda.

Il bambino che i genitori immaginano durante la gravidanza non corrisponderà mai alla realtà e nel caso dell’adozione quella sensazione di estraneità risulta ancora più accentuata a causa dell’assenza del legame biologico e delle somiglianze fisiche. Imparare a riconoscere e amare la diversità del bambino non avviene in modo automatico ma sarà il frutto di un’elaborazione mentale che permette di riconoscersi nel proprio figlio non biologicamente ma sul piano affettivo e simbolico.

► Sviluppo del legame di attaccamento del bambino

Genitori adottivi e genitori naturali svolgono le stesse funzioni per lo sviluppo psicologico dei propri bambini. Nell’adozione ovviamente quella relazione di fusione tra madre e figlio, che caratterizza i primi mesi di vita dopo la nascita, è assente: questo rappresenta si un limite, ma anche una grande potenzialità. Se la funzione paterna nella prima infanzia consente al bambino di ‘uscire’ dallo stato fusionale con la madre e di raggiungere l’autonomia, nella nascita naturale c’è il rischio che il padre venga escluso perché la madre è troppo concentrata su di se e sul bambino; nell’adozione, proprio grazie all’assenza del vissuto della gravidanza, la funzione del padre è maggiormente tutelata poiché è meno probabile che sia annullata dalla relazione privilegiata tra madre e bambino.

 

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