“The Martian”: chi è Andy Weir, l’autore del libro usato da Ridley Scott per il suo ultimo film

Lo scorso anno, Andy Weir era solo un ingegnere del software che scriveva racconti di fantascienza nel tempo libero. Questa settimana, una di quelle storie, “The Martian“, prende vita nell’ultimo blockbuster di Ridley Scott. E’ per questo motivo che da un giorno all’altro Andy Weir si è ritrovato in una spaziosa sala cinematografica nel sud della California per dividere il palco con Ridley Scott, Matt Damon, alcuni pezzi grossi della NASA, e persino un astronauta in carne ed ossa.

Weir ha infatti partecipato alla promozione del film “The Martian”, programmato in uscita per oggi, 1 ottobre, in Italia e per il 2 ottobre negli Stati Uniti. Il film, il cui titolo in italiano è “Sopravvissuto –  The Martian“, è stato tratto dal suo romanzo omonimo, L’uomo di Marte.

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La storia di Andy Weir come scrittore, come ha scherzato egli stesso qualche tempo fa davanti ai microfoni di BuzzFeed, potrebbe essere paragonata solo a quella di Cenerentola. Perché nella sua anonima e quasi frustrante vita di ordinario impiegato è alla fine arrivato uno di quei momenti che sono soliti capitare solo nelle favole.

Nel 1999, quando aveva 27 anni, Weir venne purtroppo licenziato per la prima volta. In quel tempo lavorava come ingegnere del software presso AOL, e anche se un po’ deluso, in seguito ha deciso di prendere tre anni “sabbatici” per dedicarsi alla scrittura e vedere se riusciva a sfondare come scrittore. Ha completato un manoscritto, ma non è riuscito a trovare neanche un agente editoriale che lo prendesse in considerazione. Ha capito così che il suo sogno di diventare romanziere era inverosimile almeno quanto quello di un astronauta incagliato su Marte che volesse far ritorno vivo sulla Terra.

Ora, a 16 anni di distanza, Weir è riuscito a scrivere uno dei più chiacchierati racconti di fantascienza della sua generazione. Dopo il suo deludente periodo sabbatico, infatti Weir è tornato a lavorare nel ramo dell’ingegneria del software. Ma nel corso degli anni successivi, solo per divertimento, ha iniziato a postare sul suo blog personale storie di fantascienza, costruendo un piccolo ma fedele seguito di fan. Una di quelle storie era “The Martian”. “Pubblicavo un capitolo di tanto in tanto, quando ne avevo voglia”, ha detto Weir in una conferenza stampa. Così fini per accumulare circa 3.000 assidui lettori in una mailing list vecchio stile.

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E quando, nel 2012, ha pubblicato il capitolo finale de L’uomo di Marte sul suo sito personale, ha pensato che era semplicemente il momento di passare ad un nuovo progetto. Ma poi ha cominciato a ricevere delle email dai suoi fan.

Dicevano cose del tipo: ‘Ehi, ho apprezzato molto la tua storia http://www.theblog.it. ma odio il tuo sito web, perché è proprio brutto,'” ha detto Weir, ammettendo davanti al pubblico che il suo sito faceva veramente schifo. I suoi fan avrebbero voluto una semplice versione e-book del libro, così ne ha fatto uno. Il libro è diventato presto un best-seller su Amazon.

All’insaputa di Weir, un agente letterario di nome Julian Pavia della Crown Publishing, una divisione della società Random House, ha preso nota, e si è presentato da lui insieme al suo collega, David Fugate. Weir, stentando a credere al fatto di vedere un agente editoriale proprio davanti a lui, dopo averne cercato uno senza successo per anni, con entusiasmo ha subito firmato il contratto.

Sorprendentemente, però, la Random House, non è stata l’unica società ad interessarsi alla storia di Weir. “Mentre David e Julian stavano negoziando l’accordo per i diritti del libro, la Fox si è presentata da me per i diritti cinematografici“, ha detto Weir. Le due offerte, sono state fatte a quattro giorni di distanza l’una dall’altra.

Così la versione a stampa del libro è stata pubblicata nel mese di febbraio 2014 ed è balzata subito in cima alla classifica dei best-seller del New York Times. Più tardi, la Fox ha dato il suo via libera al progetto del film, dopo che Ridley Scott ha accettato di dirigere l’adattamento cinematografico interpretato da Matt Damon e Jessica Chastain.

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Simon Kinberg, il produttore che ha sviluppato “Il marziano” per la 20th Century Fox, nonché diversi film della serie X-Men, ha detto che è estremamente raro per uno studio fare un film trato da un libro che non era nemmeno stato pubblicato. “I grandi film tendono a basarsi su un materiale sottostante ben noto, sia che si tratti di fumetti, o del remake di un altro film”, ha detto Kinberg. “E ‘raro che qualcosa arrivi da un posto davvero originale come internet, come è capitato con il libro di Andy.”

A pochi giorni di distanza dal sensazionale annuncio scientifico del ritrovamento di prove che testimoniano la presenza di acqua salata su Marte, libro e film non potevano trovare un’accoglienza migliore. Gli scienziati hanno infatti da pochi giorni scoperto che le linee presenti sulla superficie del pianeta conosciute come “linee ricorrenti di pista” si formano quando l’acqua salata scivola su un terreno in discesa e hanno pubblicato i loro risultati su Nature.

Romanzo e film si erano comunque già da tempo presentati come due lavori dalla consistente accuratezza scientifica, tali da non deludere gli appassionati del genere fantascienza, strizzando al tempo stesso un occhio alla scienza vera. Nella realizzazione del film ha lavorato come consulente scientifico anche James L. Green, direttore della Planetary Science Division della NASA e lo stesso Weir, prima di lui, ha compiuto numerose ricerche nelle fasi di stesura del libro.

Tanto che alcune tecniche menzionate, come il processo di elettrolisi usato da Watney per produrre acqua o il generatore termoelettrico a radioisotopi citato nel libro sono effettivamente usate dall’Agenzia spaziale americana nei suoi test per possibili viaggi su Marte.

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Dalla favola, alla science fiction, alla vera scienza: la carriera letteraria di Andy Weir non avrebbe potuto chiedere di meglio.

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