Stanislaw Lem moriva 10 anni fa. Da medico a scrittore di fantascienza, una biografia dell’autore di “Solaris”

10 anni fa, il 28 marzo 2006, moriva a Cracovia Stanislaw Lem, lo scrittore polacco che tutti ricordano come l’autore di uno dei più apprezzati romanzi di fantascienza del Novecento: “Solaris”, da cui sia Andreij Tarkovskij, nel 1972, che Soderbergh, trent’anni dopo, hanno tratto ispirazione per un omonimo film. La sua è la biografia di uno dei padri della science fiction che ha saputo mirabilmente fondere il rigore scientifico con l’introspezione filosofica.

Da medico a scrittore di fantascienza di fama internazionale. La vita di Stanislaw Lem, romanziere polacco che nel corso della sua carriera ha venduto più di 45 milioni di libri, ha delle specificità che non si trovano in altre. La maggior parte delle persone lo ricorda come l’autore di Solaris, il romanzo del ’61 universalmente considerato la sua opera più completa. Nell’anima di questo autore di science fiction, in effetti, hanno sempre convissuto tre diversi cuori: l’intelligenza biologica, quella poetica e quella filosofica. 

Una biografia di Stanislaw Lem, padre della fantascienza moderna

Sono proprio le tre anime di Lem ad aver sempre attratto il suo pubblico. Nei primi tempi della sua produzione, quando verso gli anni ’50 comparvero i primi lavori sull’astronautica e la cibernetica, aveva da poco abbandonato la medicina. O almeno, la sua pratica attiva. A livello scientifico, invece, continuava ad interessarsi di scienze biologiche e ad utilizzare le sue rigorose conoscenze per la struttura di fondo dei suoi romanzi. Per Lem non vi poteva essere infatti narrazione (e narrativa) che non fosse anche scientificamente accurata.

Stanisław_Lem biografia

Gli studi in medicina

Figlio di un medico polacco, quando si trovò a dover decidere la sua futura carriera universitaria, fu quasi costretto a ripercorrere le orme paterne. Lui, che era nato a Leopoli, il 12 settembre del 1921, una città che oggi appartiene all’Ucraina, ma che allora aveva una chiara vocazione culturale in Polonia, avrebbe voluto studiare filosofia. Intraprese gli studi da filosofo, ma non li portò a termine, e si iscrisse alla facoltà di medicina. Anche se gli studi da medico non furono parimenti così fortunati da essere compiuti senza problemi.

Nato in una famiglia di origini ebraiche fu costretto a sospendere gli studi quando la Polonia passò sotto la dominazione nazista e, per mantenersi, durante gli anni del secondo conflitto mondiale, lavorò come meccanico. Un apprendistato tecnico che gli sarebbe stato senza dubbio utile qualche anno più tardi, quando cominciò ad interessarsi ai viaggi spaziali.

Una volta terminata la guerra, nel ’46, poté riprendere gli studi interrotti e si laureò finalmente in medicina presso l’Università Jagellonica.

L’esordio come scrittore di romanzi di fantascienza

Il primo romanzo di Stanislaw Lem a vedere la luce è Il pianeta mortodel 1951. Sono bastati pochi anni dalla fine della guerra perché nel mondo si creasse quel falso equilibrio di blocchi contrapposti con cui USA e URSS avevano stretto una convivenza formalmente pacifica. In realtà la guerra fredda era appena cominciata. Ed è proprio in questo contesto che Lem comincia a guardare altrove, ad una civiltà intergalattica che vive quasi cento anni dopo la propria e in cui sulla Terra si vive un periodo di relativa pace. La definitiva sconfitta del capitalismo aveva dato agli uomini la possibilità di instaurare una convivenza serena dopo anni di lotte sanguinose. Ma qualcosa mette in discussione la stabilità dell’equilibrio ritrovato quando viene scoperta un’astronave aliena che conserva i resti, le tracce, di una civiltà più evoluta proveniente dal pianeta Venere.

E’ Venere in realtà il pianeta morto. Uno sviluppo tecnologico più avanzato l’ha portato alla distruzione per la supremazia incontrastata nello spazio. Pur avendo a disposizione la tecnologia necessaria a far volare navi da esplorazione alimentate da sistemi a propulsione, la conquista dello spazio non è mai iniziata, perché la civiltà capitalistica e tecnologicamente evoluta si è autodistrutta prima, attraverso una serie di lotte fratricide e conflitti tra i partiti.

All’inizio della sua carriera, quello di Lem è quindi un grave momento di riflessione sui rapporti presenti e futuri di Russia ed America e della loro ossessiva corsa alla conquista dello spazio. L’Unione Sovietica era effettivamente impegnata in quegli anni in una serie di esperimenti per il lancio di satelliti sul pianeta Venere. Ma la sua scrittura è anche sperimentazione dotta di sistemi che diventeranno negli anni futuri sempre più popolari nei romanzi di fantascienza, come quelli della propulsione spaziale, vero prodigio tecnologico poi ripreso da tutti i padri del genere.

Stanisław_Lem vita

Nonostante la sua coltre di documentazione cibernetica e scientifica e la spessa patina filosofica, nelle pagine del primo romanzo di Stanislaw Lem venne ravvisato un messaggio troppo esplicitamente politico da parte del governo, che mette l’autore sotto osservazione e lo costringe quasi ad abbandonare le sue velleità di scrittore.

In questi anni, in effetti, Lem smette di scrivere e si dedica a capofitto all’attività lavorativa. Diventa un puntiglioso assistente di laboratorio, ma la passione per la scrittura lo colpirà ancora e gli farà superare il periodo di astensione dall’attività letteraria. Ci vorrà il 1953 perché lo scrittore polacco sia pronto a dare alla luce nuovi romanzi di fantascienza insieme ad una serie di contributi scientifici.

I romanzi degli anni Cinquanta

I romanzi degli anni Cinquanta sono quelli che contribuiscono alla formazione della sua fama di scrittore di fantascienza, almeno in patria. Con la pubblicazione di opere come La nube di Magellano, nel 1955, Lindagine Pianeta Eden nel 1959 e Ritorno dall’Universo (1961) consolida la sua capacità di creare mondi futuri possibili in cui si intravedono tratti che li avvicinano al presente.

Resta infatti sottesa tra le righe delle sua storie una critica, a volte molto dura, all’età a lui contemporanea, come tra le pagine del suo romanzo di fine decennio, Pianeta Eden, in cui viene criticata aspramente l’esasperante volontà di controllo dell’informazione imposta dalla forma di vita predominante sul pianeta sconosciuto in cui sono approdati i naufraghi protagonisti dell’opera, e con essa le dinamiche tipiche della comunicazione nei regimi sovietici.

La pubblicazione di Solaris (1961)

Nel 1961 Lem arriva a pubblicare l’opera che lo porta alla fama internazionale: esce il romanzo Solarische diventa subito un grande successo in patria e fuori da confini polacchi, viene tradotto in più di trenta lingue e in breve tempo diventa anche un film per la tv sovietica. Al centro di questo romanzo c’è un protagonista informe: è l’oceano vivente di Solaris, quel mare superficiale dalla consistenza gelatinosa che ricopre tutto il pianeta e sembra avere una propria natura senziente, come quando si esprime attraverso la produzioni di strutture colloidali, variamente definite dagli umani, che possono assumere anche forme umanoidi.

Stanislaw lem

Solo dopo diversi tentativi e studi gli scienziati terrestri da tempo impiegati sul pianeta riescono a scoprire che l’oceano vivente è in grado di creare materializzazioni antropomorfe estratte dal subconscio delle persone, dare vita ai ricordi degli esseri umani vivificando corpi composti di neutrini che hanno la caratteristica, all’occorrenza, di rigenerarsi all’infinito. Eliminare le “presenze” dalla superficie di Solaris è praticamente impossibile. Come per gli uomini eliminare alcuni ricordi o eventi del proprio passato che continuano a sopravvivere nei recessi della propria coscienza.

E’ da questi presupposti ideologici e scientifici che prende le mosse il romanzo che ha fatto la storia della fantascienza europea, che ha definito il nuovo paradigma della fantascienza filosofica e inaugurato quello della meta – fantascienza, in cui la riflessione filosofica si fonde con il romanzo di avventura.

La trasposizione cinematografica di Solaris: il film di Andrej Tarkovskij

Nel 1972 il regista sovietico Andrej Tarkovskij decide di portare sullo schermo la versione cinematografica del romanzo di Lem, dopo un prima versione realizzata per la tv. Una pellicola della durata di quasi tre ore, girata, oltre che in studio, anche a Mosca e in Giappone, in location che tendono ad esaltare l’atmosfera metafisica e avveniristica del romanzo. Il film, distribuito sia nell’unione sovietica che in Europa, è subito un grande successo, come era già stato per il libro e riceve un premio speciale dalla giuria di Cannes.

In Occidente qualche anno prima, nel 1968, era uscito 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick che aveva segnato una svolta epocale nella cinematografia di fantascienza. Solaris viene ad essere interpretato dalla critica come la sua risposta sovietica, in linea con il clima teso di quegli anni in cui lo spazio era il teatro privilegiato delle manovre ascrivibili alla Guerra fredda.

stanislaw lem solaris

Nonostante le recensioni positive da parte della critica e il grande successo di pubblico, Stanislaw Lem non fu mai troppo contento di questo adattamento, in particolar modo della sua versione italiana, dove la pellicola apparve nel 1974 in una forma abbreviata di 40 minuti, epurati  dalla parte iniziale, taglio che secondo l’autore comprometteva la comprensione dei successivi dialoghi.

Anche il doppiaggio venne reso in maniera più che originale nel nuovo copione, privilegiando voci dialettali e gergali, così come suggeriva l’ideologia di Pier Paolo Pasolini, il quale per l’occasione doppiò il padre di Kelvin. Dopo aver visionato in anteprima la pellicola alla Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia, nel 1972, Lem chiese, senza successo, alla distribuzione italiana di cancellare il proprio nome dai titoli di testa, perché il film in quella versione veniva stravolto rispetto all’originale.

Il remake di Solaris di Soderbergh (2002)

Non migliore successo nelle parole dell’autore ebbe la versione cinematografica di Solaris presentata a trent’anni di distanza da Steven Soderbergh nel 2002. Non un vero e proprio remake, in effetti, ma un nuovo adattamento del romanzo, almeno nelle intenzioni del suo regista, che per l’occasione, si dedicò anche alla direzione della fotografia e al montaggio del girato.

Nell’adattamento di Soderbergh, tuttavia, così come già era capitato nella pellicola degli anni Settanta, lo scrittore polacco non vede espressi in maniera convincente alcuni grandi temi o figure del romanzo, come quello dell’oceano vivente o l’approfondimento filosofico dei limiti della mente e della ragione umana.

stanislaw lem solaris soderbergh

Il film prodotto da James Cameron e con George Clooney nei panni dell’attore protagonista, lo psicologo Kelvn, ebbe un grande successo sia negli Stati Uniti che all’estero, ma non seppe conquistare le simpatie di Lem, che lo definì poco più che una storia d’amore ambientata nello spazio.

La filmografia tratta dalle opere di Lem

Sin dai tempi del Pianeta morto le opere di Lem, soprattutto in patria, erano state oggetto di diversi adattamenti cinematografici e televisivi. Le prime prove si erano avute proprio con l’adattamento del primo romanzo, all’inizio degli anni Sessanta, quando apparve Sojux 111 Terrore su Venere, un primo adattamento non riconosciuto dal suo autore.

Più fortunati dei lungometraggi, invece, i cortometraggi di animazione, che si prestavano bene a farsi interpreti delle storie dello scrittore polacco e gli adattamenti televisivi, famosi soprattutto in patria e nell’unione sovietica.

Gli ultimi anni

La produzione narrativa di Stanislaw Lem non si interruppe con la pubblicazione di Solaris ma continuò anche durante tutto il decennio successivo, negli anni Settanta, con opere che consacrarono la sua fama di scrittore internazionale. La Polonia gli conferì nel 1973 un premio di stato come scrittore e successivamente, nel 1977, candidò il più famoso scrittore nazionale del Novecento alla consegna del Premio Nobel per la Letteratura. Quell’anno il premio venne però assegnato al poeta spagnolo Vicente Aleixandre. Una piccola consolazione per i cittadini polacchi fu forse quella di vedere, l’anno successivo, la prestigiosa riconoscenza andare ad un altro famoso scrittore nato in Polonia, Isaac Bashevis Singer, naturalizzato cittadino americano, per i suoi viventi affreschi storici sulla cultura yiddish.

Gli ultimi anni della vita di Stanislaw Lem videro addirittura un distacco dalla narrativa in se stessa. A partire dal 1987, infatti, il celebre romanziere di fantascienza, lo scrittore europeo di science fiction più letto nel mondo, decise di ritirarsi dalla scrittura. Morì quindi a Cracovia nel 2006, forse con la certezza di aver detto, sull’uomo, tutto ciò che aveva da dire.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.