Sophia Loren riceveva il Premio Oscar alla carriera 25 anni fa: vita meravigliosa di una diva

20 anni fa, il 25 marzo 1996, riceveva il Premio Oscar alla carriera la bellissima Sophia Loren, l’attrice più premiata della storia del cinema italiano e una delle attrici più apprezzate di tutti i tempi a livello internazionale. Con alle spalle più di 40 anni di carriera, era l’interprete femminile più premiata della storia del cinema. Lo è ancora oggi. E questa è la biografia che l’ha resa, meravigliosamente, la Sophia che ha incantato il mondo.

Per Sophia Loren il Premio Oscar alla carriera, la prestigiosa riconoscenza che le venne assegnata il 25 marzo 1996 sul palco del famoso teatro di Los Angeles in cui si celebra l’attesissima Notte degli Oscar, tra l’entusiasmo dell’elegantissimo pubblico e il plauso generale, era la seconda statuetta dorata della sua vita.

La prima le era stata infatti assegnata nel 1962 per la sua straordinaria interpretazione del film di Vittorio De Sica La ciociara. In quell’occasione il Premio Oscar alla miglior attrice protagonista non però venne ritirato direttamente dalla Loren, ma da Greer Garson.

I premi Oscar miglior attrice protagonista dal 1960 al 1969 (con VIDEO)

In seguito fu presente alla cerimonia di premiazione dell’anno successivo, il 1963, per premiare, secondo una delle più antiche tradizioni dell’Academy, il miglior attore protagonista di quell’anno, Gregory Peck, per il suo ruolo in Il buio oltre la siepe. In seguito sarà presente molte altre volte alla cerimonia degli Oscar, madrina della settima arte come poche.

I premi Oscar miglior attore protagonista dal 1960 al 1969 (con VIDEO)

Il Premio che venne assegnato a Sophia Loren nel 1996 era dunque un premio celebrativo alla sua lunghissima carriera nel modo del cinema, che durava allora da più di 40 anni, dalle sue prime comparse nelle commedie del cinema anni Cinquanta alle interpretazioni storiche che l’avevano resa famosa e ammirata in tutto il mondo.

Sophia Loren Oscar alla carriera

Sophia Loren alla Notte degli Oscar 1991

Sophia Loren, vita meravigliosa di una diva del cinema

L’esordio nel mondo dello spettacolo

I primi passi nel mondo dello spettacolo Sophia Loren li aveva mossi anche grazie all’intraprendenza della madre, che, poco prima della nascita di Sofia, aveva vinto un concorso di bellezza per sosia di Greta Garbo e sarebbe dovuta volare ad Hollywood. Alla fine, però, essendo incinta, rinunciò al viaggio negli Stati Uniti. Ma dove non riuscì la madre ebbe successo la figlia. A soli 15 anni Sofia vinse il suo primo concorso di bellezza, che la portò a trasferirsi da Pozzuoli, dove aveva passato la sua infanzia, in provincia di Napoli, a Roma, dove trascorrerà la sua giovinezza, per essere più vicina al mondo dello spettacolo.

Nella capitale d’Italia, infatti, nei primi anni del dopoguerra la meravigliosa avventura del cinema era già ricominciata. Neanche le operazioni belliche avevano lasciato gli spettatori senza film. La Loren poté così partecipare al concorso nazionale di Miss Italia, nel 1950, vincendo un titolo che venne creato appositamente per lei, Miss Eleganza, e cominciò a comparire in alcune pellicole cinematografiche costruite appositamente su di lei, oltre che su belle riviste patinate, nelle quali veniva messa in risalto la sua bellezza e le sue giunoniche forme.

Dopo una quindicina di piccole parti arrivo l’occasione che aspettava da tempo. Il produttore cinematografico Carlo Ponti la notò in un concorso di bellezza e da allora la volle come sua attrice di punta, facendole sottoscrivere un contratto di sette anni. Fu così che Sofia Villani Scicolone cambiò il suo nome in Loren, per darsi un accento più internazionale – il suo padrino di “battesimo” fu il produttore Goffredo Lombardo, proprietario della Titanus, la più antica e importante società cinematografica italiana. Le sue origini, le sue radici erano profondamente legate alla città di Napoli, dove aveva vissuto anche la sua infanzia, non sempre felice.

L’ infanzia tra Pozzuoli e Napoli

Sofia Villani Scicolone era nata a Roma, il 20 settembre del 1934, da Romilda Villani, una maestra di pianoforte che l’aveva avuta da un imprenditore immobiliare, agrigentino, Riccardo Scicolone, di nobili origini siciliane. Il padre riconobbe la bambina e le diede il suo cognome, ma non volle mai sposare la madre, la quale fu così costretta a vivere in condizioni piuttosto difficili i primi anni. Decise così di trasferirsi con la piccola a Pozzuoli, in provincia di Napoli, dove si trovava la sua famiglia. Le operazioni belliche della Seconda guerra mondiale resero poi necessario un secondo trasferimento, questa volta a Napoli, più nell’interno, poiché il porto di Pozzuoli sul Mar Tirreno veniva frequentemente bombardato dalle forze alleate.

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Sophia Loren in una scena di “L’oro di Napoli” (1954)

Gli anni trascorsi a Napoli saranno fondamentali per lo sviluppo dell’identità culturale della futura attrice, che in molti suoi film reciterà appunto anche in napoletano, e si troverà così a commentare, con un pizzico di ironia, le sue origini partenopee in un’intervista: “Non sono italiana, sono napoletana! È un’altra cosa!”

Nel mondo del cinema: la commedia anni Cinquanta

L’incontro con il produttore Carlo Ponti significò per Sophia, ribattezzata Loren e con un’acca in più, un’intensa stagione nel mondo del cinema anni Cinquanta, nel quale le furono assegnati numerosi ruoli nelle commedie brillanti che venivano prodotte in quegli anni. Una serie di film che volevano comunicare ottimismo e spensieratezza, anche quando citavano gli anni bui da poco trascorsi, ingenuo e popolare ma soprattutto vero, spesso diretti dagli stessi registi che avevano dato il loro meglio nel filone neorealista.

Sophia Loren biografia

Sophia Loren e Alberto Sordi in “Due notti con Cleopatra” (1953)

E’ in questi anni che Sophia si trova a lavorare spalla a spalla con Alberto Sordi (Due notti con Cleopatra di Mario Mattoli, 1953; Un giorno in pretura di Steno, 1953), con Walter Chiari, con Paolo Stoppa, con il grande Totò (Tempi nostri di Alessandro Blasetti, 1953). Uno dei film di maggior successo interpretati in questo periodo è però L’oro di Napolidel 1954, di Vittorio De Sica, che la dirigerà anche in seguito. Per un altro grande regista di quegli anni, Dino Risi, recita invece ne Il segno di Venere del 1955, fino ad incontrare sul set un giovane Marcello Mastroianni, che diventerà negli anni successivi uno dei suoi partner professionali preferiti. La pellicola che li fece conoscere fu Peccato che sia una canaglia, di Alessandro Blasetti (1954), ma di lì a poco, nel 1956, Mario Soldati li farà rincontrare sul set di La fortuna di essere donna.

Sophia Loren vita

Sophia Loren e Marcello Mastroianni sul set di “Peccato che sia una canaglia” (1954)

Nel frattempo Sophia Loren aveva però già prestato la sua prorompente bellezza ad uno dei film della fortunata serie anni Cinquanta che ebbe inizio con il Pane, amore e fantasia di Luigi Comencini, per poi trovare altri validi registi nei successivi quattro lavori. E’ infatti ancora una volta Dino Risi a dirigere la Loren (che aveva preso il posto della Lollobrigida, sua storica rivale tra le “maggiorate” anni ’50) nella pellicola a colori Pane, amore, e… del 1955, della quale rimarrà celebre nella storia del cinema la scena in cui balla, davanti agli occhi sbigottiti di un Vittorio De Sica in divisa, un focoso mambo italiano in un sensuale abito rosso.

Sophia Loren conquista Hollywood

Fu a quanto pare una copertina di Life, a spalancare alla giovane Sophia Loren le porte del cinema americano. Hollywood venne dapprima incantata dalla sua bellezza, poi conquistata dalla sua bravura. Negli anni d’oro del cinema a stelle e strisce, nonostante l’incontrastato dominio delle dive di quegli anni – tra cui si potevano incontrare i nomi immortali di Marilyn Monroe, Elizabeth Taylor, Audrey Hepburn, Ingrid Bergman e Shirley Temple – anche l’italiana Sophia Loren seppe ritagliarsi un proprio spazio e venne impegnata in numerose produzioni made in USA che la videro lavorare al fianco di altrettanto grandi attori, tra cui Frank Sinatra, Cary Grant, Anthony Quinn, John Wayne.

Sophia Loren

“Un marito per Cinzia” (1958)

Con Cary Grant (nella foto), con il quale ebbe anche un piccolo flirt, recitò, oltre che in Orgoglio e passione (di Stanley Kramer, 1957) anche in Un marito per Cinzia, di Melville Shavelson nel 1958.

Uno dei film interpretati dalla Loren di maggior successo negli Stati Uniti fu però Orchidea nera, del 1958, per la regia di Martin Ritt, che fruttò all’attrice anche diversi riconoscimenti in Italia, tra cui il primo David di Donatello e la Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia. Il successo americano aprirà a Sophia, ormai attrice di grande fama, le porte di quello internazionale.

I meravigliosi anni Sessanta

Gli anni più prolifici della carriera di Sophia Loren furono appunto quelli del decennio che va dal 1960 al 1969. In questi anni lavora con i più grandi registi del tempo, sia in Italia che negli Stati Uniti. Uno dei suoi mentori più assidui sarà però Vittorio De Sica con il quale girerà otto film, in molti dei quali sarà ancora al fianco di Marcello Mastroianni. Tra questi film vi sarà anche quello che la consacrerà una volta per tutte al suo successo internazionale e le farà conquistare l’Oscar come migliore attrice protagonista nel 1962.

La ciociara nasce da un romanzo di Alberto Moravia, scrittore già famoso negli anni Sessanta, che aveva cominciato la sua produzione nel periodo tra le due guerre. Il produttore di questo film era di nuovo Carlo Ponti, nel frattempo diventato marito dell’attrice. Il ruolo della protagonista avrebbe dovuto essere assegnato a Anna Magnani, ma la grande attrice rifiutò il ruolo sembra proprio per non recitare in coppia con la giovane Loren, che avrebbe dovuto vestire invece i panni della figlia Rosetta (poi interpretata da un’attrice americana, la giovanissima Eleonora Brown).

oscar miglior attrice

La ciociara (1960)

In seguito la parte drammatica della protagonista venne affidata alla Loren stessa, anche se nel romanzo Cesira è una donna matura, madre di una figlia adolescente, mentre la Loren nel 1962 non aveva ancora compiuto trent’anni. La scommessa sulle sue doti di attrice drammatica fu ampiamente ripagata oltre che dal Premio Oscar alla miglior attrice, anche da un BAFTA, dalla Palma d’oro di Cannes, un David di Donatello e un Nastro d’argento per la sua interpretazione. Con Vittorio De Sica tornerà a lavorare ancora in La riffa, episodio del film collettivo Boccaccio ’70.

Nel 1963 è la volta di Ieri, oggi e domani, film celebre per il fatto di vedere la Loren interpretare tre diversi ruoli – quello della popolana Adelina quello di Anna, signora borghese di Milano, e quello della prostituta romana Mara – e per la scena che la presenta senza veli mentre si spoglia davanti agli occhi famelici di Marcello Mastroianni.

Un altro grande successo di quegli anni sarà Matrimonio all’italiana, del 1964, sempre di Vittorio De Sica, in cui interpreta il ruolo di Filumena Maturano, protagonista dell’opera omonima di Eduardo de Filippo. Questa sua interpretazione le farà guadagnare una seconda nomination all’Oscar come migliore attrice. Arriva quindi anche il terzo David di Donatello come migliore attrice protagonista.

“Dummì, lo sai quando si piange? Quando si conosce il bene e non si può avere. E io bene non ne conosco: la soddisfazione di piangere non l’ho mai potuta avere”.
(Filumena rivolta a Don Domenico che l’accusava di non averla mai vista piangere)

Reciterà ancora in coppia con Marcello Mastroianni ne I girasoli, del 1970, prima della storica reunion in tempi ancora più recenti.  Nel frattempo erano anche nati i suoi due figli, Carlo ed Edoardo, avuti con il marito e produttore Carlo Ponti.

I mitici anni Settanta

Negli anni Settanta, forte del suo grande successo internazionale continua a girare con registi italiani e stranieri. Lavora ancora nella commedia all’italiana con registi del calibro di Mario Monelli o Dino Risi, realizzando lavori come La Mortadella La moglie del prete. Con Bianco, rosso e… di Alberrto Lattuada questi sono i titoli dei film più visti di questi anni, per poi concludere il suo sodalizio con il grande De Sica con Il viaggio, del 1974 che le farà ottenere il suo quinto David di Donatello.

Negli ultimi anni del decennio Sophia Loren ha ancora grandi interpretazioni da offrire. A dirigerla è questa volta Ettore Scena, nella pellicola del 1977 Una giornata particolare, in cui l’interpretazione della casalinga Antonietta in coppia ancora con un bravissimo Marcello Mastroianni le farà ottenere il suo sesto David di Donatello.

"Una giornata particolare" (1974)

“Una giornata particolare” (1977)

Verso la fine degli anni Settanta il grandissimo successo dell’ attrice napoletana si scontra però con alcuni problemi fiscali. In un primo momento insieme al marito Carlo Ponti vengono accusati di aver sottratto al fisco italiano e esportato all’estero 10 miliardi di lire, poi viene tenuta addirittura in carcere 17 giorni sempre per problemi contabili rilevati dalla Guardia di Finanza. Solo molto dopo (nel 2013) la Corte di Cassazione ha stabilito che ogni responsabilità dei fatti era da imputare al suo commercialista.

Lo sbarco nella televisione

Negli anni Ottanta la nuova stella di Sophia Loren diventa la televisione. Non più il cinema iridato, che negli anni ’80 subisce una piccola battuta d’arresto a livello globale, ma il piccolo schermo casalingo, che diventa l’alleato numero uno della società di massa. Si impegna così in alcune produzioni televisive, molte delle quali di carattere autobiografico. Oltre a Madre coraggio e Mamma Lucia anche un fortunato remake di uno dei suoi maggiori successi, La ciociara del 1988 ad opera di Dino Risi e poi Qualcosa di biondo, nel 1984, film in cui recita accanto al figlio Edoardo.

Gli anni Novanta

Come accennato all’inizio, gli anni Novanta si aprono con la consegna del Premio Oscar alla carriera, nel 1991. Sul palco della cerimonia di premiazione, a Los Angeles, a consegnare il premio ad una più che commossa Sophia c’è Gregory Peck, l’attore a cui la Loren aveva consegnato a sua volta il Premio Oscar come miglior attore nel 1963. Le sue parole di riconoscenza si concludono con un frase simbolica e oltremodo significativa: “Grazie, America”.

Per gli oltre 50 anni di carriera della diva che ha incantato il mondo, l’Academy dedicherà inoltre una serata speciale alla Loren nel 2011.

Qualche anno dopo, nel 1993, sarà lei a consegnare il Premio Oscar alla carriera al grande maestro del cinema italiano Federico Fellini. Tra le cerimonie di consegna degli Oscar è rimasta celebre poi quella del 1999, in cui è sempre la Loren a chiamare sul palco Roberto (Benigni), per La vita è bella, sventolando con gioia la busta del vincitore, pronunciando, in modo quasi familiare, solo il nome del vincitore.

La carriera a due di due grandi divi del cinema italiano e internazionale, la bellissima Sophia e il grande Marcello Mastroianni si “conclude” per così dire nel 1994 quando Robert Altman li vuole entrambi, ancora una volta insieme, sin dai tempi del sodalizio artistico stretto con Vittorio De Sica, per il suo Prêt à porter, in cui si diverte a citare con ironia la scena del celebre strip-tease di Ieri, oggi e domani.

Gli anni più recenti

Tra i film degli ultimi anni ci sono That’s Amore – Due improbabili seduttori e Soleil, seguiti da Cuori estranei, del 2002 e Peperoni ripieni e pesci in faccia (del 2004) di Lina Wertmüller. Gli anni Duemila vedono la Loren ancora attiva nel mondo dello spettacolo, dove la più nota e popolare attrice del cinema italiano incontra l’astro nascente delle fiction televisive. Recita quindi in Francesca e Nunziata, nel 2001 e in La terra del ritorno, del 2004. Gli scatti più celebri degli ultimi anni non sono però sul set quelli del Calendario Pirelli del 2007, in cui posa – quasi – senza veli a oltre sessant’anni. Uno degli ultimi film girati dalla Loren è il musical Nine, un omaggio al felliniano 8 e mezzo.

Una delle ultime imprese artistiche in cui la Loren si è cimentata di recente è stata la sua autobiografia, uscita nel 2015 e intitolata, programmaticamente, Ieri, oggi e domani. La mia vita. Quella vita, meravigliosa, di una delle più grandi dive della storia del cinema.

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