Il presunto plagio di Starway to Heaven: i Led Zeppelin ne hanno davvero copiato l’inizio?

I Led Zeppelin, una delle più celebri rock band della storia, sono impegnati in un processo per un presunto plagio di “Starway to Heaven”, la loro canzone più famosa. O meglio del suo inizio, la cui composizione è stata rivendicata dagli Spirit, un gruppo strumentale americano degli anni ’70, che due anni prima ha composto una melodia simile.

Una coltre di nebbia. Un paesaggio nordico che si intravede all’orizzonte. Un fitto senso di attesa. Quando si ascoltano le note iniziali di “Starway to Heaven” – la più famosa canzone dei Led Zeppelin, assunta presto a poetico inno della storica band degli anni ’70 – l’impressione non può che essere questa. Ma come nacque davvero una delle canzoni che hanno fatto la storia del rock?

L’argomento è di stringente attualità. E dagli anonimi e ovattati studi di registrazione si è spostato nelle più affollate (e rumorose) aule dei tribunali. In questi giorni infatti autentiche leggende del rock come i Led Zeppelin stanno affrontando un processo per un presunto plagio di Starway to Heaven, la loro canzone più famosa. O meglio del suo inizio.

plagio di starway to heaven

Il presunto plagio di Starway to Heaven

Quella struggente sequenza di arpeggi che Jimmy Page era solito far sussurrare alla sua chitarra acustica nel riff iniziale, carezzando con le sue lunghe dita una scala cromatica discendente in La minore, poi resa più corposa da quattro tracce registrate dal polistrumentista Jones, tra cui si distingue il lamento celestiale di un flauto, è divenuta ora oggetto di un dissonante contenzioso.

E le vicende della sua composizione, nel 1970, sono tornate di colpo alla mente di critici e fan. A richiamarle all’attenzione degli appassionati e dei giudici della corte federale “Edward R. Roybal” nel cuore di Los Angeles sono stati i componenti di una band strumentale americana coeva agli idoli britannici, gli Spirit, che qualche tempo prima avevano composto un pezzo – rimasto più o meno oscuro fino ad oggi – dal titolo “Taurus“. Il suo inizio – un tema di chitarra su un tessuto orchestrato d’archi che fonde suoni della natura e altri motivi di sintesi e rievoca atmosfere rinascimentali e modi della musica barocca – sembra possa aver fornito ispirazione a Page per comporre l’inconfondibile intro di Starway to Heaven.

Come nacque allora l’ipnotica canzone che, suonata per un lungo numero di anni a chiusura di ogni concerto, ha contribuito a cristallizzare l’essenza stessa dei Led Zeppelin?

Come nacque Starway to Heaven dei Led Zeppelin

Secondo i componenti della band inglese, il brano più metafisico, complesso e completo della loro produzione, aveva visto i natali in tutt’altro modo. La tradizione vuole che il tema fosse stato composto da Jimmy Page e Robert Plant, il cantante, nel corso di un ritiro a Bron-Yr-Aur, nel Galles, in un cottage isolato tra quelle montagne mistiche del Regno Unito dove la famiglia di Page era solita andare in vacanza quando Jimmy era ragazzo.

In quel periodo i Led Zeppelin erano ancora impegnati nell’incisione del loro terzo disco, anche se il pezzo sulla biblica scala verso il paradiso venne pubblicato solo nel 1971 all’interno del quarto album (il futuro Led Zeppelin IV, uno dei 20 album da ascoltare prima di morire secondo NME). Così generazioni di fan, supportati da alcune dichiarazioni e interviste rilasciate dai membri stessi della band, hanno per anni immaginato la storica coppia di musicisti intenta far scaturire le prime note di Starway to Heaven davanti ad un camino acceso, in un luogo in cui cielo e terra sembrano fortuitamente incontrarsi.

Pochi giorni dopo John Paul Jones venne frettolosamente convocato per ascoltare e provare dal vivo il motivo che era nato tra i crinali erosi di Bron-Yr-Aur. Che presto trovò compimento nella suite cosmica sull’inestricabile complementarità di bene e male.

Il falso mito di Bron-Yr-Aur

Ma forse sull’origine “ancestrale” della melodia iniziale di Starway to Heaven non è ancora stata detta l’ultima parola. In questi giorni, in occasione del processo, nuove dichiarazioni sembrano poter riscrivere la storia della composizione di quell’inno in tre atti che ha vestito d’immortalità la fama dei Led Zeppelin. Anche a dispetto dei ricordi del bassista John Paul Jones (ad oggi tra i 10 bassisti più ricchi del mondo), che aveva affermato sotto giuramento di aver incontrato i suoi due colleghi al ritorno dal ritiro di Bron-Yr-Aur, con in tasca l’epico inizio della canzone.

Ritornando di recente sull’argomento, invece, Jimmy Page ha dichiarato che l’origine della melodia deve attribuirsi alla sua sola creazione, e, a differenza di quanto racconta la leggenda sulla nascita del pezzo e della creazione del mito di Bron-Yr-Aur – divenuto successivamente uno dei più venerati luoghi di pellegrinaggio per i fan della band – la prima delle tre sezioni del brano venne fatta ascoltare per la prima volta a Jones e Plant a Headley Grange, nell’Hampshire, nello studio di registrazione privato che il gruppo era solito utilizzare in quel periodo.

Il processo per i diritti di Starway to Heaven

La contesa sui diritti di copyright relativi all’inizio di Starway to Heaven è stata presentata poco più di un anno fa, ma, almeno sul suolo americano e nel web, questa disputa ha indugiato per decenni. Non è difficile infatti imbattersi in riviste online di musica rock e forum di settore che citano la questione della presunta ispirazione, non facendo ancora riferimento al contenzioso.

A dare corso legale alla vicenda, più di recente, sono stati gli eredi della famiglia di Randy Wolfe, alias Randy California, il chitarrista degli Spirit autore del riff di “Taurus“, morto tragicamente nel 1997, mentre cercava di salvare il giovane figlio da un annegamento in mare. Nel corso di questi anni, forte delle sue convinzioni, Wolfe ha spesso fatto notare che i Led Zeppelin, prima del 1970, avevano compiuto un tour in America insieme agli Spirit e in quella occasione avevano sicuramente sentito suonare il loro brano, che era stato registrato due anni prima, nel 1968.  Ma pur convinto di questo, il musicista aveva sempre confessato di non possedere le risorse necessarie per montare un caso giuridico.

Dal canto suo, invece, il chitarrista – compositore dei Led Zeppelin Jimmy Page ha sempre affermato di aver partorito la canzone simbolo della band come un progetto unitario, sulla base di una struttura suddivisa in tre parti, alle quali si adattarono subito perfettamente le parole – “medianiche” per alcuni – buttate giù da Plant durante un volo, quasi in stato di trance.

Indipendentemente da chi secondo la legge americana avrà torto o ragione in questa lunga vicenda processuale sui diritti di copyright musicale (circostanza non rara, se si pensa ad altre storiche querelle come quella sul pluripremiato compositore John Williams e il main theme di Star Wars), una cosa è certa: per il mondo della musica la scala di “Starway to Heaven”, costruita dal sussurro del vento, è fatta di una pietra inscalfibile, una roccia che non rotola. Anche a dispetto della giustizia: ’cause, you know, sometimes words have two meanings.

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