Per vivere emozioni vere la tecnologia non basta. Lo spot Wind firmato Ogilvy

Spot Una grande giornata Wind Ogilvy

Sei un ragazzo come tanti che se ne sta al buio, sdraiato sopra il suo letto, a giocarsi l’ennesima sfida contro gli invasori spaziali imprigionati nel suo tablet. Devi difendere la Terra ma in realtà è una lotta contro se stesso. Probabilmente l’ennesima. Sul telefono ti appare un invito. E’ dei tuoi amici. Ti aspettano al campetto per giocare. Non ti va, sei affossato nella tua partita e di alzarti hai davvero poca voglia. Gli alieni sono di fronte a te, anche se forse l’alienato sei tu. Sbuffi, però alla fine ti alzi, ti vesti e scendi le scale di casa. Attraversi la luce calda delle strade che conducono a quel campo abbracciato da palazzi di cemento e da una rete metallica che però significa aria aperta.

Spot Una grande giornata Wind Ogilvy 01

Tocca a te stare in porta. Non ti va. Invece la sorte ha un regalo in serbo per te. Fai il fenomeno e all’ultimo minuto c’è un rigore contro. Lo pari. Sei l’eroe della giornata. Una giornata che non dimenticherai più, nemmeno quando sarai tu ad avere un figlio della tua età.

Esci dal campo felice, scherzi con i tuoi amici, incroci la ragazza che ti piace, rientri a casa stanco ma felice. Prima di chiudere il portone un’ultima occhiata ai tuoi amici che se ne vanno. Li rivedrai, perché è stato bello.

Sali le scale, ritorni nella penombra della tua camera e ritrovi te stesso disteso sul letto. Scendi al campetto? E se fossi rimasto? La partita con il tuo device non ti avrebbe reso così felice, non avrebbe fatto di te un eroe e non ti avrebbe fatto vivere questa giornata meravigliosa che ricorderai per sempre.

E’ un piccolo pezzo di cinema quello filmato (e firmato) da Giuseppe Capotondi, musicato dalla epica “Rocket Man” di Elton John (scelta non casuale: “È solitario qui fuori nello spazio… Marte non è il posto adatto in cui crescere i tuoi figli, infatti è freddo come l’inferno e non c’è nessuno qui che li tirerebbe su se li facessi”) e realizzato da Wind in collaborazione con l’agenzia Ogilvy & Mather Advertising, capace di esplorare con poche ma illuminanti sequenze la vicinanza e il rapporto fra uomo e tecnologia. L’agenzia parafrasa il claim firmato dall’agenzia McCann Erickson e utilizzato dal 1990 con successo dalla Mastercard per evidenziare l’altra dicotomia contemporanea: uomo e soldi (“Ci sono cose che non si possono comprare, per tutto il resto c’è Mastercard”). Ci sono avventure, infatti, che non possono essere vissute attraverso un tablet perché la vita vera sarà sempre in grado di offrire esperienze più complete.

Così, nel piccolo film “Una grande giornata” Wind mette in scena la contrapposizione fra vita reale e vita virtuale, fra tecnologia amica che aiuta a vivere (il cellulare che viene usato dagli amici per stanarlo da casa) e tecnologia che isola (il videogioco alienante sul tablet). E, naturalmente, a vincere sarà la tecnologia amica.

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Anche quest’anno, il tema messo in scena da Wind e Ogilvy è quanto mai attuale e sensibile. La “deriva” virtuale dei nativi digitali (E-Generation) continua a essere preoccupante perché i ragazzi rischiano di dimenticare che fuori dai device il mondo reale continua a esistere.

Il computer, nelle sue molteplici sembianze, è il nuovo amico immaginario. Onnipresente nelle vite dei ragazzi, è diventato il mezzo per superare solitudini e barriere e spesso rischia di sfociare nella dipendenza (Internet Addiction Disorder, termine coniato nel 1995 da Ivan Goldberg, psichiatra e docente alla Columbia University di New York).

La rete, al di là dei suoi evidenti pregi, ha anche la capacità di illuderci. Pensiamo possa rispondere ai nostri bisogni facendoci vivere nuove emozioni e tenendoci al riparo dal mondo reale. Naturalmente le fasce di età più a rischio sono proprio quelle nativi digitali. Coetanei, se non più giovani, dei PC (o meglio della loro diffusione di massa), considerano le tecnologie un elemento naturale con il quale convivere al punto da cambiare il loro modo di concepire le relazioni. Fondamentale quindi diviene la gestione dei mezzi e dei tempi.

Contenenti (pc, smartphone e tablet) e contenuti (internet e videogiochi), possono migliorare o facilitare la vita reale. Ma mai sostituirsi ad essa: “L’invito che rivolgiamo agli spettatori – spiega infatti Maximo Ibarra CEO di Wind – è quello di usare la tecnologia con intelligenza e buon senso per essere più vicini alle emozioni vere”.

Per Wind un passo indietro che vale tre passi avanti. Bel lavoro!

Buzzoole

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