I premi Oscar miglior attore protagonista dal 1990 al 1999 (con VIDEO)

Quella degli Oscar è una delle più attese cerimonie del mondo della cinematografia. In quella fatidica notte, che in genere ha luogo l’ultima domenica di febbraio, vengono consegnati i più ambiti riconoscimenti a tutti coloro che, nel corso dell’anno precedente, si sono distinti nella settima arte: attori, registi, scenografi, sceneggiatori, compositori, musicisti, costumisti….Nessuno viene dimenticato. Il cinema è l’arte più completa che ci sia.

E tra i riconoscimenti più importanti che vengono assegnati c’è ovviamente l’Oscar miglior attore protagonista, uno dei cinque che conferiscono più pregio ad un lungometraggio.

L’Oscar miglior attore protagonista

Alcuni divi del cinema sono arrivati solo molto avanti con gli anni a conquistare l’ambita Academy Award for Best Actor in a Leading Role, a volte essendo dedicatari anche di un premio alla carriera. Altri hanno avuto la fortuna di arrivarvi giovanissimi. Nella storia degli Oscar sono stati abbastanza numerosi gli under 30 che sono riusciti a mettere quasi le mani sulla preziosa statuetta, ottenendo almeno una nomination. Sono invece meno numerosi coloro che sono riusciti a vincerla.

Ad essere proprio precisi, gli unici due divi di Hollywood che sono risultati vincitori di un premio Oscar al miglior attore protagonista sono stati Richard Dreyfuss nel 1978 per The Goodbye Girl di Herbert Ross e Adrien Brody con Il pianista di Roman Polanski. Avevano entrambi 29 anni.

oscar miglior attore

Ma che cosa è successo solo qualche decennio fa? Se siete curiosi di conoscere quali sono stati i vincitori dei premi oscar al miglior attore protagonista del decennio che va dal 1990 al 1999, qui di seguito vi proponiamo in una lista tutti i nomi degli attori vincitori, i film interpretati, le nomination e i video originali delle cerimonie di premiazione.

I premi Oscar miglior attore protagonista dal 1990 al 1999

Oscar miglior attore protagonista 1990: Daniel Day-Lewis – Il mio piede sinistro 

Il vincitore del premio Oscar miglior attore protagonista fu Daniel Day-Lewis per il difficile ruolo ricoperto nel film del 1989 diretto da Jim Sheridan, Il mio piede sinistro (My Left Foot), tratto dall’omonimo romanzo che raccontava la vita incredibile del pittore e poeta Christy Brown, irlandese affetto da una grave malformazione fisica che gli permetteva di muovere solo il piede sinistro. Per interpretare al meglio il suo personaggio, l’attore aveva imparato davvero a scrivere nello stesso modo. Il film si aggiudicò poi anche il premio Oscar alla Miglior attrice non protagonista, consegnato a Brenda Fricker.

Il 1990 fu un anno in cui i giurati dell’Academy si trovarono a dover compiere una scelta piuttosto difficile per assegnare il premio Oscar al miglior interprete maschile. Avevano infatti ricevuto la nomination per la stessa categoria anche Kenneth Branagh nei panni di Enrico V (Henry V), il bravo Tom Cruise di Nato il quattro luglio (Born on the Fourth of July), il puntuale Morgan Freeman di A spasso con Daisy (Driving Miss Daisy)
e infine l’indimenticabile Robin Williams de L’attimo fuggente (Dead Poets Society). Dal video della premiazione sembra di percepire che il pubblico in sala avrebbe forse preferito un altro verdetto.

Oscar miglior attore protagonista 1991: Jeremy Irons – Il mistero von Bulow

A vincere il premio Oscar 1991 come miglior attore protagonista fu poi Jeremy Irons per Il mistero von Bulow (Reversal of Fortune), film drammatico del 1990 diretto da Barbet Schroeder che aveva riadattato al grande schermo, con l’aiuto di Nicholas Kazan, l’omonima opera autobiografica di Alan M. Dershowitz, l’avvocato del protagonista. Irons vinse anche altri riconoscimenti per la sua interpretazione, tra cui anche un Golden Globe e un David di Donatello al miglior attore straniero.

Altri grandi attori nel 1992 avevano dato del filo da torcere alla performance di Jeremy Irons: possiamo ricordare almeno il Kevin Costner con Balla coi lupi (Dances with Wolves), il Robert De Niro di Risvegli (Awakenings), il bravo Gérard Depardieu nel film biografico dedicato alla figura del Cyrano di Bergerac (Cyrano de Bergerac) e infine Richard Harris per Il campo (The Field).

Oscar miglior attore protagonista 1992: Anthony Hopkins – Il silenzio degli innocenti

A vincere il premio Oscar come miglior attore nel 1992 è stato Anthony Hopkins che i membri dell’Academy hanno premiato per la sua mirabile interpretazione ne Il silenzio degli innocenti (The Silence of the Lambs), film del 1991 diretto da Jonathan Demme, in cui il bravissimo Anthony Hopkins recitava al fianco di Jodie Foster. Anche la Foster vinse il premio Oscar come miglior attrice protagonista grazie alla stessa pellicola, che quindi in totale si assicurò altri tre premi: il premio  Oscaral miglior film, quello alla miglior regia e alla migliore sceneggiatura non originale. Hopkins, che recitò in realtà in una pellicola che ebbe numerosi prequel e sequel, ispirati sempre dai romanzi di Thomas Harris, venne premiato anche con il BAFTA.

Il silenzio degli innocenti fu il terzo film in assoluto, dopo Accadde una notte e Qualcuno volò sul nido del cuculo, a vincere i cinque premi Oscar più importanti.

A concorrere per lo stesso riconoscimento all’interno della stessa categoria, nel 1992 c’erano Warren Beatty con Bugsy, la versione horror di Robert De Niro in Cape Fear – Il promontorio della paura (Cape Fear), l’applaudito Nick Nolte di Il principe delle maree (The Prince of Tides), e il Robin Williams di La leggenda del Re Pescatore (The Fisher King).

Oscar miglior attore protagonista 1993: Al Pacino – Scent of a Woman – Profumo di donna

Un bravissimo Al Pacino si aggiudicò il premio Oscar come miglior attore protagonista nel 1993 per il film Scent of a Woman – Profumo di donna (Scent of a Woman), film del 1992 diretto da Martin Brest,in realtà fortunato remake di un film italiano, Profumo di donna, uscito nel 1974, per la regia di uno dei grandi registi italiani, Dino Risi, interpretato da Vittorio Gassman e Alessandro Momo. Grande successo di pubblico in America e non solo, un piccolo budget assicurò grandi risultati alla produzione: il film fu infatti premiato con diversi Golden Globe, per film e sceneggiatura, tra cui anche quello a Pacino.

A essere nominati per la stessa categoria di Al Pacino nel corso della notte degli Oscar 1993 c’erano poi i nomi di Robert Downey Jr. per Charlot (Chaplin), del Clint Eastwood de Gli spietati (Unforgiven), quello di Stephen Rea con La moglie del soldato (The Crying Game) e infine Denzel Washington in Malcolm X.

Oscar miglior attore protagonista 1994: Tom Hanks – Philadelphia

Il grande pubblico ha conosciuto la bravura di Tom Hanks soprattutto grazie al premio Oscar per la miglior interpretazione maschile conquistato nel 1994 per Philadelphia, il film del 1993 diretto da Jonathan Demme che ebbe anche il merito di sdoganare nel cinema il grande tema dell’AIDS, che aveva raggiunto un picco senza precedenti nei primi anni Novanta. Con il discorso tenuto nel corso della cerimonia degli Oscar e vere lacrime di commozione, Tom Hanks mostrava tutta la sua partecipazione a quel lavoro che gli aveva chiesto di perdere almeno 12 chili, e che il pubblico apprezzò anche per la colonna sonora.

Sia l’interpretazione di Tonm Hanks che la famosa canzone di Bruce Springsteen che fu di supporto al film – Strees of Philadelphia – ricevettero oltre all’onore degli Oscar anche quello del Golden Globe.

Anche quella del 1994, fu, dal punto di vista delle interpretazioni maschili, quella che si potrebbe chiamare un’ottima annata. I grandi attori che avevano infatti ricevuto una nomination per il ruolo del miglior attore erano Laurence Fishburne per Tina – What’s Love Got to Do with It (What’s Love Got to Do with It), il premio Oscar Anthony Hopkins per Quel che resta del giorno (The Remains of the Day), il premio Oscar Daniel Day-Lewis con Nel nome del padre (In the Name of the Father) e infine l’ammirato Liam Neeson di Schindler’s List.

Oscar miglior attore protagonista 1995: Tom Hanks – Forrest Gump

Sul palco della cerimonia di premiazione della notte degli Oscar 1995 ritroviamo ancora il giovane Tom Hanks questa volta nei panni di Forrest Gump, iconico film del 1994 diretto da Robert Zemeckis  ispirato all’omonimo romanzo di Winston Groom del 1986. Grande successo di pubblica e di critica, è sicuramente uno dei film più rappresentativi degli anni Novanta. Riuscì infatti nell’impresa di portare a casa sei statuette – Oscar al miglior film, alla migliore regia, al miglior attore protagonista, alla migliore sceneggiatura non originale, al montaggio e agli effetti speciali – su 13 nomination che aveva conquistato.

Per la sua interpretazione Tom Hanks fu premiato più volte, ed insignito di un Golden Globe e di David di Donatello.

Altre grandi interpretazioni si erano contese il titolo di miglior attore protagonista nel corso di quella serata del 1995: dal Morgan Freeman di Le ali della libertà (The Shawshank Redemption), a Nigel Hawthorne con La pazzia di Re Giorgio (The Madness of King George), a Paul Newman ne La vita a modo mio (Nobody’s Fool), al John Travolta diretto da Quentin Tarantino nel film, poi diventato cult, Pulp Fiction.

Oscar miglior attore protagonista 1996: Nicolas Cage – Via da Las Vegas

A premiare il fortunato Nicolas Cage come miglior attore 1996 per Via da Las Vegas (Leaving Las Vegas), film del 1995 diretto da Mike Figgis, fu Jessica Lange. Il film, vietato ai minori di 14 anni, era tratto dall’omonimo romanzo di John O’Brien, che si era però suicidato il 10 aprile 1994, all’età di soli 34 anni, senza poter assistere al film.

La pellicola era stata candidata a quattro Premi Oscar: Miglior regia, sceneggiatura non originale, attore e attrice protagonisti e a quattro Golden Globe. Nicolas Cage vinse anche il premio come miglior attore ai Golden Globe.

Altre nomination per quello stesso anno e per quella stessa categoria erano state: il premio Oscar Richard Dreyfuss per Goodbye Mr. Holland (Mr. Holland’s Opus), il premio Oscar Anthony Hopkins con Gli intrighi del potere – Nixon (Nixon), il sempre bravo Sean PennDead Man Walking – Condannato a morte (Dead Man Walking) e infine il compianto Massimo Troisi di Il postino.

Oscar miglior attore protagonista 1997: Geoffrey Rush – Shine

E’ Susan Sarandon a consegnare l’Oscar come miglior attore protagonista a Geoffrey Rush per il film biografico Shine uscito nel 1996 e diretto da Scott Hicks. La pellicola narra la storia della vita del pianista australiano David Helfgott, in particolare il suo rapporto con il padre e un pezzo appartenente al suo repertorio, il famoso e difficile concerto n. 3 di Rachmaninov.

L’interpretazione di Geoffrey Rush gli valse la conquista di una serie di riconoscimenti, che partendo dall’Oscar arrivarono al Golden Globe e al BAFTA. Il film fu un grande successo di pubblico e ebbe il merito di far conoscere meglio l’opera di Rachmaninov.

A contendere con Rush l’ambito riconoscimento, nel 1997 c’erano state le nomination di Tom Cruise per Jerry Maguire, dell’insuperato Ralph Fiennes di Il paziente inglese (The English Patient), quella di Billy Bob Thornton per Lama tagliente (Sling Blade) e infine quella di Woody Harrelson con Larry Flynt – Oltre lo scandalo (The People vs. Larry Flynt).

Oscar miglior attore protagonista 1998: Jack Nicholson – Qualcosa è cambiato

Con la commedia musicale del 1998, Jack Nicholson raggiunse il suo terzo Oscar di cui due come miglior attore. Qualcosa è cambiato (As Good as It Gets), film girato nel 1997 e diretto da James L. Brooks vede Jack Nicholson recitare al fianco di Helen Hunt, anche lei insignita del Premio Oscar alla miglior attrice protagonista per l’occasione.

In lizza nel 1999 per la conquista della statuetta dorata per la miglior interpretazione maschile c’erano inoltre il giovane Matt Damon con Will Hunting – genio ribelle (Good Will Hunting), Robert Duvall nei panni de L’apostolo (The Apostle), Peter Fonda per L’oro di Ulisse (Ulee’s Gold) e infine il premio Oscar Dustin Hoffman con Sesso & potere (Wag the Dog).

Oscar miglior attore protagonista 1999: Roberto Benigni – La vita è bella

Chiude il decennio degli Oscar della cinematografia anni ’90 l’istrione di casa nostra Roberto Benigni con il suo straordinario lavoro di La vita è bella, film del 1997 da lui diretto che affronta in maniera lieve e profonda – al tempo stesso – un tema greve come quello dell’Olocausto. In un certo senso un primo record che potrebbe essere associato a molti altri: è il film italiano che ha incassato di più al mondo (229 milioni di dollari), il più premiato agli Oscar, con tre Oscar vinti – miglior film straniero, miglior attore e miglior colonna sonora originale – e sette nomination. In più fu anche l’ultimo dei 135 film che ebbero il pregio di essere curati dal direttore della fotografia Tonino Delli Colli.

Grazie a questa pellicola Roberto Benigni ottenne una maggior visibilità a livello internazionale e venne iscritto di diritto nella lista dei grandi registi italiani rinomati anche all’estero. In seguito la sua fama continuerà con altre pellicole che lo renderanno celebre anche fuori Italia.

Altri concorrenti per quella serata del 1999 al ruolo di miglior attore protagonista erano Ian McKellen con Demoni e dei (Gods and Monsters), Nick Nolte in Affliction, Edward Norton con American History X, e infine il premio Oscar Tom Hanks con il film di Spielberg sulla Seconda Guerra Mondiale, Salvate il soldato Ryan (Saving Private Ryan).

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.