6 musei archeologici da visitare a Latina e dintorni

Come un grande museo a cielo aperto che si spiega, da nord a sud, lungo tutto il corso della penisola nelle acque del Mediterraneo, l’Italia offre, spesso a pochissima distanza da dove ci troviamo, una serie di bellezze artistiche che aspettano solo di essere conosciute. Anche il Lazio meridionale, il territorio da cui si è propagato uno dei più grandi imperi dell’antichità, l’impero di Roma, non fa eccezione in questo.

Sono più di 45 infatti i siti d’interesse artistico e architettonico che è possibile visitare in provincia di Latina, recensiti dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali – MiBACT. Tra questi non mancano importanti aree e parchi archeologici, comprensori che abbracciano alcuni tra i siti più suggestivi presenti sul territorio: luoghi in cui le tracce del passaggio dell’uomo sono così dense e stratificate che è quasi possibile leggervi, strato dopo strato, una breve storia dell’umanità.

I 6 più importanti musei archeologici da visitare a Latina e dintorni conservano in particolare i principali resti del passato preromano, romano e medievale del basso Lazio. Spesso si tratta di aree oggi protette anche per il loro interesse naturalistico, divenute nel corso del tempo luogo privilegiato di conservazione della biodiversità mediterranea.

6 musei archeologici da visitare a Latina e dintorni

1. Parco archeologico del Circeo

museo archeologico del circeo

Procedendo da nord a sud lungo la costa del Lazio meridionale, il primo sito archeologico che si incontra è quello del Comprensorio archeologico del Circeo. Si tratta di un parco suddiviso tra i comuni limitrofi di Sabaudia e San Felice Circeo, in cui è possibile visitare diversi siti antichi. In località Molella si ha accesso alla grande Villa di Domiziano (i cui resti sono compresi all’interno del comune di Sabaudia), in località Torre Paola invece si può visitare l’area archeologica detta della Casarina (sempre all’interno del comune di Sabaudia) e quella della torre da cui prende il nome, Torre Paola (San Felice Circeo), tutte comprese nel Parco Nazionale del Circeo.

I resti compresi nell’area archeologica della Casarina sorgono sulla omonima penisola, mentre le altre due aree sono immerse in una delle più importanti riserve naturalistiche italiane, il Parco che tutela ciò che resta di quella originaria foresta mediterranea che ricopriva la fascia costiera laziale prima delle opere di bonifica integrale del territorio.

2. Museo archeologico nazionale di Formia e Cisternone Romano 

meseo archeologico di formia

A Formia, sulla centrale via Vitruvio, al numero 184, si può visitare il Museo archeologico nazionale della città, che, ospitato all’interno di un pregevole palazzo del Settecento, poi ceduto ai Borboni, conserva in particolare reperti di età romana risalenti alla tarda repubblica e ai primi secoli del principato (I a.C. – I d. C.). Di questo complesso museale di recente realizzazione e ampliamento fa parte anche la famosa Tomba di Cicerone, il sito archeologico all’aperto cui appartiene il luogo in cui venne ucciso, secondo le fonti, il celebre oratore romano, che nelle vicinanze possedeva una delle sue numerose ville.

Uno dei luoghi più suggestivi da visitare all’interno del comune di Formia è inoltre il cosiddetto Cisternone Romano, che si trova al di sotto dell’attuale borgo medievale di Castellone. Si tratta di una imponente struttura ipogea risalente al I sec. a. C. costituita da una serie di ambienti con a copertura a volta, che doveva assicurare il rifornimento idrico dell’antica città di Formia (Formiae).

Cisternone romano di Gaeta Castellone

La sua particolarità risiede non solo nelle sue imponenti dimensioni ma anche nella specificità delle sue strutture architettoniche che ricordano quelle di alcune grandi cisterne dell’antichità, come la Piscina Mirabilis di Miseno e la celebre cisterna sotterranea Yerbatan Saray di Istanbul in Turchia.

3. Museo archeologico di Gaeta

Mausoleo_di_Planco

Non molto lontano da Formia sempre lungo l’antico tracciato della via Appia, si trova la città di Gaeta. 

Il Museo Archeologico di Gaeta è ospitato oggi all’interno del complesso monumentale del Santuario della SS. Annunziata, insieme di edifici costruiti nel 1300 in occasione dell’anno giubilare al fine di accogliere i numerosi pellegrini in viaggio e nei decenni immediatamente successivi. Conserva sia reperti di epoca romana imperiale, databili tra il II e il III secolo d.C., sia oggetti di età medievale, tra cui anche interessanti manufatti vitrei e maioliche di provenienza araba.

Se si vuole visitare un sito archeologico all’aperto, invece, sulla parte più alta della città si erge ancora il Mausoleo di Lucio Munazio Planco, una imponente costruzione funeraria realizzata sul finire del I sec. a. C (in foto).

4. Parco archeologico di Minturno

area archeologica di Minturno

Una vera e propria città romana all’aperto, con tanto di terme urbane e di ampio teatro, è quella conservata all’interno del Parco Archeologico di Minturno, dove è possibile ancora oggi percorrere le strade di Minturnae, colonia romana fondata all’inizio del III sec. a. C. lungo il tracciato dell’antica Via Appia, una delle principali arterie consolari romane. Le vestigia che meglio si possono osservare al giorno d’oggi, oltre all’originario castrum di età repubblicana, sono quelle risalenti all’età augustea e alla monumentalizzazione di età adrianea. Questo centro subì infatti una forte espansione soprattutto in età imperiale anche se continuò ad essere abitato e ristrutturato nei secoli successivi.

Presso gli scavi è stato ricavato anche un Antiquarium che conserva i più pregiati reperti provenienti dalla città e dal territorio.

5. Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga

Museo Archeologico di Sperlonga

Gli appassionati del mito di Ulisse troveranno vicino Sperlonga, lungo la strada litoranea che collega Terracina a Gaeta, un’altra strada antica, la via Flacca Valeria, un luogo molto particolare. Si tratta del sito presso cui sorgeva, fronte mare, su una serie di terrazze che digradavano dolcemente lungo la costa rocciosa, una delle imponenti ville abitate dall’imperatore Tiberio nel I sec. d. C., che, secondo le fonti, non amava particolarmente la caotica vita romana. Aveva infatti scelto come residenza imperiale la sontuosa villa di età tardo repubblicana che, riscoperta negli anni ’50, è oggi parte del Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga, e ha restituito importanti gruppi marmorei relativi al mito di Ulisse.

Tiberio aveva impreziosito questo suo ritiro sulla costa laziale con una serie di oggetti d’arte, tra cui le imponenti statue che decoravano la famosa Grotta marina facente parte delle pertinenze della villa, oggi ancora visibile e visitabile, insieme ai resti delle antiche peschiere. Nei luoghi presso cui gli antichi ravvisavano il passaggio di Ulisse, lungo la riviera che ancora oggi porta il suo nome, Tiberio aveva scelto di ridare vita, attraverso l’arte, ai racconti dell’Odissea: il gruppo marmoreo raffigurante il centrale episodio dell’accecamento di Polifemo (in foto) ne offre il più alto esempio.

6. Museo Archeologico di Terracina

Museo Archeologico di Terracina

Sempre lungo il corso dell’antica via Appia, nel tratto che attraversa l’antico centro di Anxur, ha trovato posto il Museo Archeologico di Terracina, al quale è stata di recente destinata una nuova sede espositiva all’interno del Palazzo della Bonificazione Pontina. Si tratta dell’imponente edificio, realizzato sul finire del Settecento sui resti dell’antica basilica romana, per decenni utilizzato per dirigere i complessi lavori di bonifica che avvenivano nell’intero Agro Pontino.

All’interno dei suoi 4 mila metri quadrati espositivi sono oggi visibili i reperti già conservati nel locale Museo Civico Pio Capponi e i nuovi reperti che i più recenti scavi del foro e del teatro romano di Terracina hanno restituito alla città. Il palazzo accoglie inoltre, oltre ad esposizioni temporanee, il Museo delle Bonifiche Pontine nonché il fondo storico della Biblioteca e l’Archivio storico di Terracina.

Una delle aree archeologiche di maggiore pregio e bellezza visitabili a Terracina è inoltre il complesso archeologico del Tempio di Giove Anxur, uno dei pochi esempi di santuari monumentali risalenti al periodo repubblicano ancora visitabili nel Lazio.

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