Il nuovo lessico del tempo atmosferico: l’italiano del cambiamento climatico

Anche agli italiani piace parlare del tempo atmosferico. A volte non ne riusciamo a fare proprio a meno. Sebbene nelle nostre conversazioni non abbiamo ancora raggiunto la consapevolezza culturale dei nostri vicini britannici o l’alto livello di scientificità di finlandesi o eschimesi – che dispongono di decine e decine di vocaboli per descrivere i diversi tipi di neve – il tempo atmosferico resta uno degli argomenti preferiti nei dialoghi in lingua italiana

Il cambiamento climatico, inoltre, sembra aver reso ancora più stretto questo rapporto tra l’italiano contemporaneo e il tempo atmosferico. Sia che boccheggiamo sfiniti per giorni tra cappe di calore record, sia che ci armiamo per affrontare una feroce ondata di freddo, il legame che si instaura tra qualunque miseria i cieli abbiano cominciato a riversare contro di noi e la nostra lingua diventa sempre più stretto. Parole e cose, direbbero alcuni: la lista delle “novità meteorologiche” che ci si presentano davanti agli occhi – e a cui siamo costretti a dare un nome – continua a crescere.

La relazione tra clima e tempo atmosferico è una relazione complessa e ancora non indagata del tutto. Ma sappiamo che il cambiamento climatico sta causando eventi meteorologici estremi che si presentano sempre più spesso. Per descrivere queste anomalie atmosferiche anche noi italiani abbiamo coniato, tradotto o inventato alcune nuove parole, oppure, all’occorrenza, rispolverato frasi dall’oscuro significato.

lessico-del-tempo-atmosferico

Ecco quindi una breve lista dei principali vocaboli che sono entrati a far parte del lessico del tempo atmosferico, i neologismi e i sintagmi che usiamo per parlare del cambiamento climatico.

Il nuovo lessico del tempo: i neologismi del cambiamento climatico

1. Bomba d’acqua

bomba-dacqua

Uno dei neologismi più famosi dell’italiano contemporaneo relativi al cambiamento climatico è senza dubbio l’espressione bomba d’acqua. Entrato a far parte del lessico giornalistico una decina di anni fa, questo neologismo sintattico solo negli ultimi anni è diventato di uso comune anche al di fuori dei media. La sua diffusione è stata incentivata dal ripetersi di alcuni violenti nubifragi che hanno colpito diverse zone italiane, come la Toscana o la Sardegna, con piogge torrenziali e allagamenti lampo.

Queste improvvise inondazioni, provocate da violenti acquazzoni che hanno martoriato per giorni il paesaggio italiano oltre a quello di Stati Uniti e Australia, sono appunto chiamate “bombe d’acqua”, dal termine anglosassone cloud burst. Una bomba d’acqua è in grado di riempire una zona di diversi cm di acqua in meno di un’ora, causando rapidi allagamenti e danni senza fine. L’inglese, tuttavia, conosce anche il sinonimo rain bomb.

2. Vortice polare

vortice-polare

Il termine vortice polare non è esattamente una novità (risale infatti al 1853 l’espressione inglese polar vortex), ma pochi ne avevano sentito parlare prima del mese di gennaio 2014, quando l’aria fredda del Polo Nord ha invaso il Nord America, trasformando il “vortice polare” in una parola familiare. I ricercatori hanno collegato a queste anomalie altri fenomeni dovuti al cambiamento climatico, come la fusione del ghiaccio marino artico, che può generare improvvise e impetuose correnti sottomarine.

3. Thundersnow – Temporale di neve?

tempesta-di-neve

Fino ad oggi in Italia abbiamo conosciuto solo tempeste di neve, al massimo qualche tormenta. Ma non c’è dubbio che ci troveremo presto a fare esperienza anche degli esotici thundersnow – che, come dice la parola stessa, sono delle intense precipitazioni di neve accompagnate da tuoni e fulmini. La neve smorza il loro rumore, quindi bisogna trovarsi quasi sotto un fulmine per sentirli. Ad oggi i thundersnows sono abbastanza rari, ma di recente li abbiamo visti in azione in tutto il mondo, dai Grandi Laghi americani al nord dell’Alaska. Tormenta o temporale di neve? A voi la scelta.

4. Allerta meteo

allerta-meteo

Quando le temperature salgono e l’umidità arriva oltre il 100 per cento siamo in allerta meteo. Un fenomeno che diventerà sempre più popolare nei prossimi anni. Solo 12 delle 144 maggiori città degli Stati Uniti hanno sperimentato più di un giorno di allerta meteo fino al 1950, in base alle analisi statistiche del passato. Ma entro il 2030, 84 di queste città ne sperimenteranno più di 20 all’anno. Rende l’idea? E che ne sarà dell’Italia?

5. Cappa di calore

cappa-di-calore

Che cos’è una cappa di calore o – sempre in inglese – hot dome? E’ un enorme sistema di alta pressione che intrappola all’interno di una cupola di aria calda e rovente tutto quello che è al di sotto. I media hanno fatto un grande parlare di questo fenomeno da quando si sono verificate anomalie simili negli Stati Uniti. E anche se le istituzioni americane hanno abbracciato l’uso del termine, non tutti i meteorologi sono d’accordo con la nuova perifrasi usata per descriverle. Fatto sta che anche nella lingua italiana il neologismo sintattico di “cappa di calore” è diventato sempre più frequente negli ultimi anni per parlare di temperature che schizzano e si mantengono per giorni oltre i 35 gradi.

Cappe di calore sono state registrate anche in passato, ma il termine è diventato popolare solo nel 2011 ed è tornato alla ribalta quando una giornata veramente torrida ha colpito il Medio Oriente. Questa tuttavia è la prima volta che viene elevato a comune lessico di conversazione.

Perché il cambiamento climatico sta cambiando la lingua italiana

Dobbiamo soffermarci ora su un’ultima considerazione. Le parole utilizzate in una lingua per descrivere il meteo e i fenomeni meteorologici ad esso connessi passano da anni attraverso mode più o meno transitorie. Potrebbe bastare ad esempio una sola tempesta memorabile della storia per gettare nel vocabolario di una lingua una parola prima sconosciuta: il salto dalle pagine di un giornale al lessico quotidiano è davvero molto breve.

Ma questo recente proliferare di termini meteorologici nuovi per descrivere fenomeni estremi è un oscuro segnale – una prova – che qualcosa nel nostro tempo atmosferico sta cambiando. E i termini utilizzati, tra cui compaiono parole come bomba, allerta, cappa, vortice, che in genere appartengono al lessico bellico – relativo ad uno stato di guerra – ci fanno capire non solo che questi eventi non sono semplici nomi passeggeri del cambiamento climatico, ma anche che il tempo atmosferico si sta trasformando in una vera arma contro di noi.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.