La libreria che precipita nell’abisso di Susanna Hesselberg

Per lei l’ingresso nell’esposizione biennale Sculpture by the Sea a Aarhus, in Danimarca, è stato immediato. Stiamo parlando dell’artista svedese Susanna Hesselberg, che per la particolare occasione ha presentato un’opera singolare, che fa riflettere sul valore odierno della cultura.

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L’artista ha infatti concepito e installato questa inquietante libreria che precipita nell’abisso, come uno stretto pozzo minerario. Decine e decine di volumi costituiscono le pareti di un sinistro tunnel alla Alice in Wonderdeland. O, a seconda dei punti di vista, la libreria potrebbe anche essere concepita come un pozzo di scienza che emerge dal terreno.

Al di là del suo impatto visivo, tuttavia, l’opera ha un’intenzione piuttosto cupa. Fin dal titolo. Intitolata infatti “Quando mio padre morì era come se una biblioteca intera fosse bruciata” l’opera d’arte fa riferimento al testo di una canzone di Laurie Anderson, World Widhout End. Una creazione quindi a metà strada tra il vissuto personale e le suggestioni della musica e della memoria.

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Ma forse anche una grande metafora della condizione vissuta dalla cultura cartacea all’alba dell’era digitale. Del libro come oggetto di sapere che può elevare dalle profondità della terra o precipitare nell’abisso senza via di scampo. O ancora, più in generale, della conoscenza, esemplificata nelle biblioteche del mondo, oggi sospesa a metà strada tra la possibilità della conservazione e quella della perdita  definitiva, in mancanza di adeguata conservazione.

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Tra l’altro, non si tratta di un pezzo unico in esposizione. A quest’opera si aggiunge anche un ulteriore numero di 55 sculture esposte in questo momento allo Sculpture by the Sea 2015 – dal 5 luglio 2015.

Via | Hyperallergic

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