Joseph Blatter festeggia 80 anni: una vita nella FIFA, tra riflettori e gigantesche ombre

Il prossimo 10 marzo compirà 80 anni Joseph Blatter, che tutti ricordano come il Presidente della FIFA, la massima organizzazione calcistica mondiale. Joseph Blatter ha infatti avuto l’onere di ricoprire questa prestigiosa carica per ben cinque mandati, dall’8 giugno 1998 al 26 febbraio 2016. Ma il suo sarà forse un compleanno amaro quest’anno, perché nella sua vita, vissuta sotto i riflettori, le ombre degli scandali sembrano ormai aver preso il sopravvento.

Anche se ormai il suo posto – dal 26 febbraio 2016 –  è stato preso da Gianni Infantino, tutti ricordano Joseph Blatter come il Presidente della FIFA, la massima organizzazione calcistica mondiale. Joseph Blatter ha infatti avuto l’onore e l’onere – unico nella storia della Federazione – di ricoprire questa prestigiosa carica per ben cinque mandati, 18 lunghi anni, dall’8 giugno 1998 al 26 febbraio 2016: anni in cui, dall’alto della sua posizione, ha dettato – in tutti i sensi – le “regole del gioco”.

E’ stato lui infatti il promotore, l’attuatore, il segreto artefice, di molte delle norme che ancora oggi vengono rispettate nel corso delle competizioni calcistiche internazionali. Suo pure lo zampino in merito a molte regole e regolette che nel calcio abbiamo visto apparire e scomparire di Mondiale in Mondiale, quando col cuore in gola siamo rimasti incollati davanti agli schermi televisivi nel corso dei tempi supplementari in attesa di un liberatorio golden gol. Ma, nonostante questo apparentemente grande sforzo normativo, la vita di Joseph Blatter non si può esattamente descrivere come un modello di liceità alla regole.

Joseph Blatter: una vita nella FIFA, tra ombre e riflettori

E’ infatti suo, insieme a quello di Marcel Platini, uno dei principali nomi coinvolti nel grande scandalo FIFA, la bufera mediatica e istituzionale che ha investito il mondo del calcio, a partire dai suoi vertici, nel corso dell’intero 2015, e che ha alla fine trovato soluzione in una sentenza che ha posto la parola fine sulla sua lunghissima carriera. Ma prima di essere definitivamente radiato dall’organizzazione, aveva gestito e organizzato le competizioni di calcio e il modo in cui tutti gli atleti del mondo le avrebbero dovute giocare.

Le regole del gioco del calcio di Joseph Blatter

Molte delle regole che tuttora si seguono nel corso di una qualsiasi partita ufficiale sono state infatti emanate o promosse grazie anche al ruolo da lui ricoperto all’interno dell’organizzazione mondiale, che ha voce in capitolo su tutte le manifestazioni internazionali. Per opera di Joseph Blatter, infatti, durante una competizione calcistica i portieri non possono più prendere con le mani la palla che viene passata loro, attraverso un retropassaggio, dai compagni di squadra – in modo da non vanificare lo spirito competitivo del gioco e favorire le squadre che giocano sulla difensiva –  o i giocatori sono severamente puniti se commettono atti ritenuti immorali, come la simulazione di un fallo, i falli da dietro ai danni degli avversari o il togliersi la maglietta dopo un gol – nonostante si tratti di un gesto molto popolare tra tifosi e tifose.

Più nello specifico, inoltre, nelle competizioni mondiali, sempre in seguito ai suggerimenti di Blatter, ogni partita vinta nel corso di un Mondiale fa guadagnare 3 punti alla squadra vincitrice, in modo che la competizione possa essere ancora più serrata, e la squadra campione del mondo ad ogni nuova edizione dei Mondiali deve riqualificarsi come ogni altra squadra partecipante, non venendo più automaticamente qualificata come accadeva in passato.

Joseph Blatter biografia

Per un po’ di tempo, inoltre, sempre nel corso dei Campionati del Mondo, durante lo svolgimento di tempi supplementari al cardiopalma, abbiamo avuto la possibilità di assistere anche ad una serie di golden gol e silver gol, introdotti tuttavia solo per breve tempo e poi non più applicati.

Uno dei cavalli di battaglia di Joseph Blatter in ambito calcistico, infine, è stata la sua contrarietà all’introduzione della famigerata moviola in campo. Mentre almeno una buona metà del mondo sportivo in generale è favorevole alla sua introduzione, Blatter si è sempre dimostrato contrario a questa ingerenza della tecnologia sulle decisioni arbitrali e per questo motivo ne ha da sempre sconsigliato l’introduzione. Ad oggi, in effetti, la questione delle telecamere a bordo campo resta ancora una questione aperta, almeno per quanto riguarda i Campionati del Mondo, che vengono arbitrati ancora secondo i dettami tradizionali.

Un complesso di norme nel calcio ancora oggi seguite sono dunque ascrivibili al più volte Presidente della FIFA. L’incontro tra Joseph Blatter e la maggiore organizzazione calcistica mondiale, del resto, ha radici abbastanza antiche. Avvenne nel lontano 1977, quando, dopo aver conseguito una prima laurea a Losanna, in Svizzera, dove era nato nel 1936, e una seconda laurea in business management, ne divenne prima direttore tecnico, fino al 1981, poi segretario, fino al 1998 e infine Presidente, fino all’attuale 2016.

Joseph Blatter: una vita tra luci e ombre

Non si deve pensare, tuttavia, che la vita di Joseph Blatter sia stato un susseguirsi di iridati successi. Come spesso capita agli uomini che si trovano a ricoprire posizioni di grande prestigio e a gestire un grande potere, sia pure in campo solo sportivo, anche la carriera di Sepp Blatter, così come da sempre viene chiamato, è stata un alternarsi di zone di luce e zone d’ombra. Del resto il calcio è lo sport che al mondo movimenta il più alto volume di denaro e, in tanti anni di lavoro al servizio della FIFA, non potevano non mancare contestazioni, scandali e polemiche.

Le polemiche sulle finali dei Mondiali 2006

Le sue numerose e successive rielezioni hanno infatti più volte suscitato polemiche e accuse di corruzione, che denunciavano meccanismi occulti e scambi di favori, come ad esempio la vendita dei diritti televisivi. Una grande ombra sulla personalità di Blatter si è dispiegata sul suo comportamento in merito ai Mondiali di Calcio 2006, l’anno in cui l’Italia vinse il suo ultimo Campionato del Mondo contro la Germania.

Grandi polemiche fece sorgere la sua assenza in occasione delle cerimonie di premiazione della Finale per il terzo e quarto posto, l’8 luglio 2006 a Stoccarda, e della vera e propria finale, disputata il 9 luglio 2006, quando “il cielo fu azzurro sopra Berlino”. Quando gli venne chiesto di giustificare queste assenze, in momenti diversi, presentò a distanza di tempo motivazioni completamente differenti tra loro, senza mai chiarire la posizione definitiva.

Blatter e le infelici contestazioni sul razzismo

In anni più recenti hanno fatto molto discutere anche alcune sue dichiarazioni su temi importanti e sentiti, come quelli del razzismo e del business del calcio. Uno dei momenti più infelici della sua carriera è stato infatti senza dubbio quando ha liquidato il razzismo sui campi da gioco come una sciocchezza, dichiarazione che lo costrinse poi ad una ritrattazione, vedendo messa in discussione la sua stessa carica di Presidente.

La stessa tendenza a minimizzare venne mostrata anche contro le proteste per le spese eccessive della Confederation Cup in Brasile, nel 2013, quando sostenne che il calcio fosse “più importante dell’insoddisfazione delle persone”.

Blatter nello scandalo sulla corruzione della FIFA

Ma il 2015, l’ultimo del suo mandato, è stato forse l’anno più difficile per lo storico Presidente della FIFA. Nel mese di giugno 2015 ha annunciato le sue dimissioni in occasione dell’arresto di 7 dirigenti dell’organizzazione. O meglio ha rimesso, pur restando in carica, la decisione al collegio che si sarebbe dovuto tenere il mese seguente. Il 21 dicembre scorso, infine, giudicato colpevole di corruzione dal Comitato Etico della FIFA, per aver pagato 2 milioni di euro a Michel Platini, dal 2007 Presidente della UEFA, ha infine ricevuto una squalifica di 6 anni.

La vita privata di Joseph Blatter

Ma se gli ultimi anni della vita professionale di Joseph Blatter sono stati caratterizzati da pochi alti e molti bassi, la sua vita privata non è stata meno “avventurosa”. Sposatosi tre volte – con Liliane Biner, con Barbara Kaiser, figlia dell’ex segretario FIFA che lo aveva preceduto nel ruolo, e con Graziella Bianca – il mondo sportivo e quello del gossip gli attribuiscono una serie di relazioni, in parte segrete, in parte note, che lo vedono, di anno in anno, al fianco di agguerrite sportive e avvenenti modelle. Sarà che agli uomini di potere viene quasi scontato attribuire anche un grandioso ascendente sulle donne? Potremo probabilmente conoscere la risposta a questa domanda solo quando avremo un altro Presidente dalla FIFA che rimarrà incollato alla sua poltrona per 5 mandati consecutivi. 

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