Human, il lato che ci rende umani

Cos’è che ci rende umani? E’ ciò che amiamo, quello per cui combattiamo? Quello per cui ridiamo? Quello per cui piangiamo? E’ la nostra curiosità? E’ la ricerca che porta alla scoperta?

Spinto da queste domande, il regista e fotografo Yann Arthus-Bertrand ha trascorso i tre anni passati, dal 2012 al 2015, a raccogliere le storie di vita reale di oltre 2.000 uomini e donne in 60 paesi del mondo. Il risultato è stato un toccante film – documentario di circa tre ore, che racconta il lato “umano” dell’uomo: Human.

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Lavorando con un team dedicato di traduttori, giornalisti e cameraman, Yann è riuscito a cogliere profondamente gli aspetti personali ed emotivi degli argomenti che ci uniscono. Sono le lotte contro la povertà, la guerra, l’omofobia, e il futuro del nostro pianeta, mescolati con momenti di amore e di felicità.

Human, un film di Yann Arthus-Bertrand

Come ogni storia, anche quella di Human ha avuto un inizio. Un giorno, nel Mali, Yann Arthus-Bertrand è stato vittima di un incidente in elicottero. Durante l’attesa perché tornasse il pilota, ha trascorso l’intera giornata con un contadino che gli parlava, con grande dignità e senza lamentarsi, della sua vita quotidiana, delle sue speranze, delle sue paure e della sua unica ambizione: poter nutrire i suoi figli. Yann è rimasto profondamente segnato da questo incontro, quello con un uomo al quale si sentiva molto vicino.

Così è nato Human, un film che vuole essere un ritratto sensibile e amorevole di chi siamo, sia come comunità, che come famiglia, ma soprattutto, come individui.

Human mostra infatti il lato oscuro del genere umano, ma mette in luce il meglio dell’umanità, perché tutti noi abbiamo nel nostro interno la volontà di vivere insieme. Questo è il messaggio che il film cerca di trasmettere. Insieme, uniti, siamo in grado di affrontare le sfide di oggi e quelle di domani.

Nel corso di tre anni di riprese, la troupe francese ha collezionato un gran numero di materiali audio e video, che hanno dato vita ad un’opera declinata poi in 11 diverse versioni, ognuna delle quali destinata ad un diverso pubblico a seconda del formato in cui era stata realizzata.

Il film – documentario, nella sua versione cinematografica, da 190 minuti, è uscito a settembre 2015, in Francia, ed è stato selezionato anche per la 72esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove è stato presentato tra quelli fuori concorso. Ecco parte della sua presentazione attraverso il trailer ufficiale.

In seguito il film è stato reso disponibile gratuitamente per gli enti locali, per le ONG e per tutte le associazioni di beneficenza che desiderano proiettarlo. Nello stesso tempo è stata realizzata anche un versione per la televisione diffusa attraverso un canale francese.

Chi è il regista Yann Arthus-Bertrand 

Yann Arthus-Bertrand ha iniziato la sua carriera come fotografo, e si è affermato come specialista di immagini aeree. Anche il film è in un certo senso testimonianza di questo passato. Ha scritto diversi libri, tra cui “La Terra dal cielo”, che è stato tradotto in 24 lingue e ha venduto più di tre milioni di copie. Nel 2009, ha poi realizzato il suo primo film, “Home“. Questo inventario del pianeta è stato visto da oltre 600 milioni di persone in tutto il mondo. Ancora oggi è disponibile gratuitamente su YouTube ed è stato il maggiore successo ambientale del decennio.

E’ stata poi la volta di “7 miliardi di Altri“, un ritratto dell’umanità di oggi, che finora è stata vista da 350 milioni di persone. Si tratta di una grande mostra che è stata inaugurata al Grand Palais di Parigi nel 2009, prima di iniziare a viaggiare per il mondo. E’ una riflessione personale di questo artista sviluppata nel giro di 30 anni. E’ stato il primo passo che ha condotto Yann Arthus-Bertrand a cercare il lato “umano” di noi stessi.

“Io sono un uomo tra sette miliardi di altri uomini. Negli ultimi 40 anni, ho fotografato il nostro pianeta e la sua diversità, e ho la sensazione che l’umanità non stia facendo alcun progresso. Non siamo sempre in grado di riuscire a vivere insieme.
Perché? Io non cercato una risposta nelle statistiche o nelle analisi, ma nell’uomo stesso.”

Yann Arthus-Bertrand

Il lato che ci rende umani

Human è il risultato di una collaborazione unica tra due organizzazioni no-profit che hanno unito i loro sforzi per consentire la realizzazione di un progetto eccezionale, la Fondazione Schueller Bettencourt – che ha interamente finanziato la produzione di questo lavoro cinematografico per motivi filantropici – e la GoodPlanet Foundation, che ha guidato il progetto. E’ dunque parte di una logica globale la cui intenzione è quella di riunire insieme iniziative e risorse dalle comunità del settore umanitario, ecologico e sociale. Il film – documentario si compone di 3 parti, ognuna delle quali affronta i principali argomenti che oggi contraddistinguono la nostra umanità.

Per il web è stato realizzato un formato specifico ed esclusivo del film composto da tre episodi di 90 minuti disponibile gratuitamente su YouTube e Google Play in sei diverse lingue – francese, inglese, russo, spagnolo, arabo e portoghese. Qui di seguito potete vedere la versione estesa del progetto corredata di sottotitoli in inglese.

La Parte 1 riguarda i temi dell’amore, delle donne, del lavoro e della povertà.

La Parte 2 riguarda i temi della guerra, del perdonare, dell’omosessualità, della famiglia e della vita dopo la morte.

La Parte 3 tratta i temi della felicità, dell’istruzione, della disabilità, dell’immigrazione, della corruzione e del senso della vita.

È bello tacere insieme,
Più bello ridere insieme –
Sotto il lenzuolo di seta del cielo,
Appoggiati al muschio e al faggio
Ridere bene e forte con gli amici
Scoprendo i denti bianchi.

Se ho fatto bene, meglio tacere;
Se ho fatto male – meglio ridere
e fare sempre peggio, rider peggio
Sinché non scenderemo nella fossa.

Amici! Sì! Così deve andare?
Amen! E arrivederci!

Friedrich Nietzsche da “Umano, troppo umano. Un libro per spiriti liberi”

Commenti

  1. Attonitamente malinconico per quelli che è stato e no ritornerà più

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