I film italiani vincitori a Cannes dal 1939 al 2016

L’Italia del cinema è arrivata nel corso degli anni a detenere un lusinghiero e forse ancora poco noto primato: grazie allo storico lavoro dei suoi registi, dei suoi attori e, in generale, delle sue troupe cinematografiche, è ad oggi il secondo Paese più premiato in assoluto al Festival di Cannes, la seconda nazione che ha totalizzato il più alto numero di massimi riconoscimenti per paese d’origine.

Dal 1939 (anno ufficiale d’inizio della manifestazione) ad oggi, all’Italia sono infatti andate ben 12 Palme d’Oro, il premio che secondo la tradizione  viene assegnato al miglior film tra quelli in competizione. Quest’ultima, in realtà, come sanno gli appassionati, venne introdotta solo a partire dal 1955, ma anche nelle edizioni precedenti era stato conferito comunque un premio principale alla pellicola giudicata migliore dalla commissione organizzatrice.

Sedici anni di “Grand Prix du Festival International du Film” – assegnati dal 1939 al 1954 – e undici anni di “Grand Prix du Festival” – assegnati dal 1964 al 1974 – non hanno comunque scalfito il record dell’Italia, che si attesta oggi nella classifica internazionale subito dopo gli Stati Uniti d’America, con 19 Palme d’Oro portate oltreoceano, e prima del Regno Unito, che ne ha collezionate 10.

Tra i 12 film italiani vincitori a Cannes che si sono aggiudicati questa onorificenza – il massimo riconoscimento assegnato in quello che è, insieme alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e al Festival Internazionale del Cinema di Berlino, uno dei più importanti festival cinematografici del mondo – vi sono alcuni dei maggiori capolavori del nostro cinema nazionale: dalla Roma città aperta di Roberto Rossellini (1945) alla Stanza del figlio di Nanni Moretti (2001).

I 12 film italiani vincitori a Cannes dal 1939 al 2016

1. Roma città aperta – Roberto Rossellini (1946)

Roma_città_aperta - film italiani vincitori a Cannes

Il primo dei film italiani vincitori a Cannes proprio nei primi anni di vita della manifestazione è anche uno dei capolavori indiscussi del neorealismo e di Roberto Rossellini, Roma città aperta, il film che ha reso immortale la bravura – mai abbastanza osannata e riconosciuta da pubblico e critica – della sua protagonista, Anna Magnani.

2. Miracolo a Milano – Vittorio De Sica (1951)

Miracolo_a_Milano-film italiani vincitori a Cannes

Da uno scatto di scena di Johnny Freak ricaviamo l’atmosfera quasi giocosa di questo film neorelista dalla vena favolistica, che vede impegnato il duo ZavattiniDe Sica in una scrittura a “sei mani” su un soggetto elaborato qualche anno prima da Totò in persona, uno dei protagonisti del film. Nell’inquadratura l’epica scena finale, rimasta celebre nella storia del cinema, in cui Totò trasforma le scope dei netturbini in scope volanti, permettendo a tutti di salire verso il cielo, verso un mitico regno, agognato sin dall’inizio del film, in cui “Buongiorno voglia davvero dire buongiorno”. Dalla scena delle biciclette volanti di “E.T.” di Steven Spielberg al contemporaneo Harry Potter, questo originale e costosissimo “effetto speciale” per l’epoca ha senz’altro fatto scuola. 

3. Due soldi di speranza – Renato Castellani (1952)

Un pezzo di neorealismo che si colora di rosa. A dieci anni di distanza dall’inizio di questo filone narrativo fondamentale per lo sviluppo della cinematografia italiana – era il 1942 quando Visconti girava Ossessione – Renato Castellani si dedica ancora all’indagine sociale degli italiani del dopoguerra smussando ogni critica e ogni denuncia troppo estrema, inaugurando invece un racconto fatto di freschezza, ottimismo e buoni sentimenti che faranno la fortuna della commedia all’italiana anni ’50 – ’60.

4.  La dolce vita – Federico Fellini (1960)

Dolce_vita-film italiani vincitori a Cannes

E’ il film che ha per così dire imposto la cinematografia italiana e l’Italia all’attenzione della critica americana, nonché ai giurati dell’Academy di Hollywood per la consegna di uno dei più antichi premi Oscar di casa nostra, quello che andò ai “Migliori costumi” di Piero Gherardi nel 1961.

5. Il Gattopardo – Luchino Visconti (1963)

Luchino Visconti Il Gattopardo-film italiani vincitori a Cannes

Una delle opere in cui il grande Maestro del cinema italiano ha creduto di più nel corso della sua carriera. Dopo aver girato Senso circa dieci anni prima, nel 1954, negli anni ’60 Luchino Visconti torna sul tema del Risorgimento italiano e agli anni cruciali dell’unificazione nazionale, grazie al successo letterario del romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Realizzando tutto quello che forse in quel primo – e incompreso – lavoro degli anni ’50 era rimasto inespresso.

6. Signore & signori – Pietro Germi (1966)

Signore&signori-film italiani vincitori a Cannes

Con questo film Cannes ha voluto premiare probabilmente uno dei risultati più alti della commedia all’italiana anni ’60. Un film sulla realtà provinciale del Belpaese negli anni del boom economico, con le sue manie, le sue bassezze, la sua irriducibile ipocrisia, che arriva a sfiorare, come in un accorato racconto corale, i grandi temi sociali di quegli anni, tra cui quello del divorzio.

7.  Blow-Up – Michelangelo Antonioni (1967)

Blow-Up-film italiani vincitori a Cannes

Uno dei migliori film di Michelangelo Antonioni secondo la critica, affronta il tema della verità e della finzione attraverso l’universo dirompente e al tempo stesso decadente del fashion nella capitale della moda anni ’60, tratteggiandolo però come un noir. Ispirato dal racconto dello scrittore argentino Julio Cortazar, Le bave del diavolo, è insieme una riflessione sul medium fotografico che anticipa alcuni dei più inquietanti dubbi dell’odierna visual culture.

8. La classe operaia va in paradiso – Elio Petri (1972)

la classe operaia va in paradiso-film italiani vincitori a Cannes

Uno dei più discussi film del decennio è anche uno dei più compiuti film italiani sul tema dell’alienazione, per l’occasione raccontata attraverso gli occhi della classe operaia degli anni Settanta, che vive sulla propria pelle le conseguenze più negative del tanto osannato miracolo italiano dell’industrializzazione e della modernizzazione del Paese. Quella di Elio Petri è una voce discordante che getta luce sulle contraddizioni del periodo della contestazione, meno univoco di quanto si è soliti pensare.

9. Il caso Mattei – Francesco Rosi (1972) – ex aequo

Nel 1972 la giuria del Festival di Cannes riconosce il massimo premio anche ad un secondo film italiano, la pellicola documentaria diretta da Francesco Rosi sul caso Mattei, il presidente dell’ENI, morto in un attentato aereo il 27 ottobre 1962, quando l’aereo su cui viaggiava durante il ritorno da un viaggio in Sicilia venne ritrovato nella campagna di Bascapè, presso Pavia, a Gagliano Castelferrato, in circostanze mai del tutto chiarite. Il 1971 è l’unico anno in cui ci sono due film italiani vincitori a Cannes.

10. Padre padrone – Paolo e Vittorio Taviani (1977)

Padre padrone-film italiani vincitori a Cannes

Ha l’ossatura di un romanzo di formazione, ma è anche una grandiosa storia personale di riscatto sociale il capolavoro dei fratelli Taviani nel quale confluiscono motivi atavici che spingono il realismo, la drammaticità e la lettura poetica della vicenda ai suoi estremi. Tratto dal romanzo autobiografico di Gavino Ledda e dunque ispirato ad una storia vera, la pellicola più neorealista dei suoi anni sarebbe dovuta essere uno sceneggiato tv, ma diventò presto un successo internazionale.

A fianco del protagonista in questo film del 1977 recita anche un giovane e quasi irriconoscibile Nanni Moretti (futuro vincitore della Palma d’Oro a Cannes), che veste i panni del commilitone che spinge Gavino Ledda a perseguire nella sua determinazione di studiare e istruirsi.

11. L’albero degli zoccoli – Ermanno Olmi (1978)

L'albero_degli_zoccoli-film italiani vincitori a Cannes

Sarebbe stato già un capolavoro per il solo fatto di aver utilizzato per le riprese unicamente delle comparse, gente nata e vissuta unicamente in quelle campagne del Bergamasco che Olmi voleva raccontare. Quasi un tragico affresco corale a metà strada tra la rappresentazione iconografica di Giuseppe Pellizza da Volpedo e l’epopea storico – narrativa post-unitaria di Riccardo Bacchelli. Ma a questo quarto stato senza voce e senza nome Olmi ha pensato anche di aggiungere, attraverso un’impensabile ma vincente fusione, le più belle arie di Johann Sebastian Bach, quale contrappunto all’autentico dialetto locale.

12. La stanza del figlio – Nanni Moretti (2001)

La_stanza_del_figlio-film italiani vincitori a Cannes

L’ultimo tra i film italiani vincitori a Cannes in più di 80 anni di edizioni del Festival è stato La stanza del figlio di Nanni Moretti, del 2001che riporta in Italia un premio assente da oltre 20 anni. Il film affronta il difficile tema, mai troppo indagato, della morte e dell’elaborazione del lutto all’interno di un contesto familiare, quello della classe medio – borghese italiana dei nostri anni. Senza cadere in toni melodrammatici, la pellicola, in cui l’evento traumatico origina da un banale incidente, conduce a termine la necessaria metafora del “fare ordine” dopo la perdita di uno degli affetti più cari: nella vita interiore come in quella esteriore, in un processo di progressiva purificazione dal dolore supportato dalla densa colonna sonora di Nicola Piovani.

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