10 film di Giuseppe Ferrara da rivedere

La sua vita ha abbracciato due secoli, i più “brevi” che la storia ricordi. Ma il suo occhio indagatore non si è mai lasciato corrompere dalla velocità dei tempi. Giuseppe Ferrara, classe 1932, ha continuato ad essere testimone della storia, anche quando questo significava gettare sulla vita uno sguardo che lo escludeva dal presente. Oggi i suoi film e i suoi documentari sono la testimonianza più alta di un instancabile approccio neorealistico alla realtà, di una incorruttibile volontà demistificatrice espressa attraverso la macchina da presa.

L’occhio di Giuseppe Ferrara sul mondo si è acceso sul finire degli anni ’50. E’ allora che, poco più che ventenne, inizia il suo viaggio di osservazione del reale. In tasca, a guidarlo e a sorreggerlo nel suo lavoro, ha due importanti esperienze: da una parte alcuni “innovativi” studi sul neorealismo, che nonostante la definizione di Serandrei, conosce e analizza sotto l’etichetta di “nuovo cinema italiano”; dall’altra le lezioni seguite presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e un diploma di regia che conseguirà a breve. I film di Giuseppe Ferrara, quelli degli esordi e quelli del futuro, non faranno mai a meno di questo bagaglio. 

La sua vita ha abbracciato due secoli. Dal 1932 ad oggi ha vissuto gli anni più densi di eventi storici che la contemporaneità ricordi. Ma il “secolo breve” come anche gli anni frenetici della rivoluzione digitale hanno trovato sotto il suo sguardo un’originale possibilità di dilatazione. E’ così che un’istantanea del presente si arricchisce via via di dettagli inediti, la ricerca si complica fino a diventare inchiesta, il cortometraggio si approfondisce fino a diventare documentario.

Persino  le immagini di repertorio – le fonti storiche visuali direbbero alcuni – trovano un loro sbocco alternativo alle cineteche e agli archivi istituzionali: a sposarle sono i 16 mm della cinematografia, i colori del grande schermo nell’Italia anni ’60, che si affretta a godere del benessere del boom economico dopo le fatiche della ricostruzione. E se per gli storici del Novecento la storia è sempre storia contemporanea, ora anche i cineasti imparano che può esistere una storia del presente fatta per immagini, che prende vita forma sotto forma di video e si muove in mezzo ai fatti.

I film di Giuseppe Ferrara descrivono con queste prerogative non solo alcuni episodi cruciali della storia italiana, ma anche i momenti più oscuri delle vicende internazionali, in cui ambigui individui si muovono da protagonisti in comunità grigie, tra lotte, logge, cosche e verdetti in attesa di giudizio: il giudizio difficilissimo dei contemporanei, i cui occhi miopi non riescono ancora a vedere chiaro negli eventi a loro troppo vicini. A meno di essere aiutati, in questo, dalle lenti di una impassibile macchina da presa.

10 film di Giuseppe Ferrara da rivedere

1. Il sasso in bocca (1969)

E’ il primo film a cui si dedica Giuseppe Ferrara dopo aver fondato una casa produttrice indipendente, il Cine 2000, che gli permette di trattare anche i temi “scomodi” non apprezzati dall’industria cinematografica ufficiale. Non a caso la pellicola ha il coraggio di indagare i motivi della nascita della mafia, la piaga di casa nostra a cui per la prima volta viene dato però un respiro “internazionale”. Ferrara mette a nudo gli intrecci con la mafia americana e getta una prima luce sul caso Mattei, il cui incidente aereo era avvenuto nel ’62. Pochi anni dopo Francesco Rosi, uno dei registi più amati dal collega fiorentino, dedicherà a questo spinoso caso un film premiato a Cannes con la Palma d’Oro (Il caso Mattei, 1972).

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2. Faccia di spia (1975)

Ha un respiro ancora più internazionale il lavoro del 1975 dedicato ai servizi segreti americani. La CIA, i suoi retroscena, le sue ingerenze, le sue occulte manovre politiche sono alla base di questo film documentario che traccia il profilo dei precedenti  cinquant’anni di storia filoamericana nel mondo.

3. Cento giorni a Palermo (1984)

film di Giuseppe Ferrara Cento_giorni_a_Palermo

Ancora la mafia siciliana e il suo clima di criminosa omertà è protagonista del film biografico dedicato alla figura del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, il Prefetto di Palermo vittima della Strage di via Carini la sera del 3 settembre 1982. Oltre alla omaggiata presenza di Lino Ventura, se si scorrono i titoli del film si nota che alla scrittura della sceneggiatura di questo soggetto hanno collaborato due future promesse del cinema e del giornalismo d’inchiesta: i giovani e quasi coetanei Giuseppe Tornatore e Riccardo Iacona.

4. Il caso Moro (1986)

film di Giuseppe Ferrara Il_caso_Moro_(1986)

Se in Cento giorni a Palermo Ferrara aveva descritto esattamente quei tre mesi che intercorsero tra l’arrivo del generale dalla Chiesa a Palermo e il suo brutale assassinio, in Il caso Moro sceglie i 55 giorni di prigionia vissuti dal leader della Democrazia Cristiana nel 1976. Tratto da un libro uscito qualche anno prima di Robert Katz, il film si sforza di tratteggiare nella maniera più neutrale possibile una delle pagine più buie degli anni di piombo, il delitto di Aldo Moro, contando sull’ottima interpretazione di  Gian Maria Volonté.

5. Contra-diction: il caso Nicaragua (1988)

Con questo nuovo film d’inchiesta l’occhio vigile del regista fiorentino si sposta nella controversa realtà dell’America del Sud. Sono le vicende più recenti dello stato del Nicaragua a costituire il focus di questo film prodotto dalla CGIL, che racconta le lotte per l’indipendenza di un paese dilaniato dalla dittatura di Somoza. A raccontare la storia e a ricostruirla con scrupolo è la voce stessa del regista.

6. Narcos (1992)

Prima di tornare a narrare le vicende di Cosa Nostra, la cinepresa di Ferrara indugia ancora per un poco in America del Sud. Questa volta è la Colombia al centro del mirino e le vicende del narcotraffico internazionale sono filtrate attraverso lo sguardo dei giovani protagonisti di questo lavoro, prima sfruttati e poi eliminati dagli stessi boss locali. La distanza spaziale, più che quella temporale, permette al regista in questo film un’analisi ancora più lucida degli incoffessati problemi collegati allo spaccio di droga e alla sua gestione da parte della criminalità organizzata.

7. Giovanni Falcone (1993)

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Ad un anno dalla strage di Capaci, avvenuta il 23 maggio 1992, Ferrara torna sul luogo del delitto per narrare la vita del giudice Giovanni Falcone, riprendendo in mano le vicende che aveva in parte raccontato anni prima nel film biografico dedicato a Carlo Alberto dalla Chiesa. Il ruolo del protagonista viene affidato a Michele Placido, mentre quello del collega Paolo Borsellino a Giancarlo Giannini. Non sono tuttavia solo i grandi nomi a costituire il migliore pregio del film: è la volontà di ricercare una verità superiore a pochissima distanza dai fatti, è il voler fare luce su ciò che della mafia, dei suoi pentiti, della Cupola non era ancora stato detto.

8. Segreto di stato (1995)

A circa 20 anni di distanza da Faccia di spia, la macchina da presa di Ferrara torna a parlare di servizi segreti. Ad essere sotto inchiesta, questa volta, sono i servizi segreti italiani, analizzati dall’interno attraverso lo sguardo di un funzionario corrotto del S.I.S.De. Ad essere al centro dell’indagine, in particolare, due tragici eventi della storia italiana più recente: la strage alla stazione di Bologna e il disastro aereo di Ustica.

9. I banchieri di Dio (2002)

film di Giuseppe Ferrara i banchieri di dio

E’ uno dei pochi film del regista prodotto con il contributo della RAI. Tratto dal libro informato di Mario Almerighi, il giudice che seguì da vicino la vicenda, il film narra lo scandalo del Banco Ambrosiano e racconta in particolare la vita di uno dei suoi banchieri più famosi, Roberto Calvi, in una trama in cui sembrano essersi dati appuntamento tutti i poteri forti che la cinematografia di Ferrara aveva scomodato nelle sue pellicole precedenti. La mafia, la finanza, la P2, la banda della Magliana e i servizi segreti avevano preso corpo in questo progetto sin dagli anni ’90. Ma i tempi sconsigliarono i più in vista produttori dell’epoca – Medusa e Cecchi Gori Group – di dare spazio a questo progetto, che fu messo in soffitta per altri dieci anni.

10. Guido che sfidò le Brigate Rosse (2007)

film di Giuseppe Ferrara Guido_che_sfidò_le_Brigate_Rosse

A concludere la grande stagione del cinema di Giuseppe Ferrara c’è ancora una volta un film biografico. Il protagonista, interpretato da Massimo Ghini, è Guido Rossa, il sindacalista della CGIL presso lo stabilimento siderurgico delle Acciaierie Italsider di Cornigliano, ucciso dalle Brigate Rosse sotto casa la mattina del 24 gennaio 1979. Anche in questo film, tuttavia, come nella maggior parte dei soggetti scelti dal regista, quelli narrati sono eventi della contemporaneità italiana.

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