11 film di Abbas Kiarostami da (ri)vedere

Tra capolavori di rara forza poetica, luminosi cortometraggi e significative testimonianze documentarie, la carriera cinematografica di Abbas Kiarostami (1940 – 2016) ha attraversato anni di grandi contrasti e forti cambiamenti. Dalla metà degli anni ’70 al 2016, quando le complicazioni di una operazione allo stomaco hanno posto fine improvvisamente alla sua vita, il grande regista ha avuto il merito di far conoscere al mondo la felice onda del nuovo cinema iraniano.

In ogni sua opera ha mostrato nuovi e impressionanti modi di registrazione della realtà. Per la sua delicatezza nel trattare con semplicità i temi dell’infanzia si è guadagnato il titolo di “regista dei bambini”, per la sua profondità nello svelare gli scarti dell’essere umano è diventato uno dei cineasti più influenti del secolo. Ecco gli 11 film di Abbas Kiarostami da (ri)vedere.

11 film di Abbas Kiarostami da (ri)vedere

1. Il viaggiatore (Mossafer) (1974)

film di Abbas Kiarostami - il viaggiatore

I bambini. Il primo importante lavoro di Abbas Kiarostami ha come protagonista un bambino che insegue con ogni mezzo possibile un suo sogno: quello di assistere alla partita di calcio della propria squadra del cuore, la nazionale iraniana. Intraprende così un viaggio, in parte fatto di espedienti, che lo porterà, dopo una serie di peripezie, nello stadio della capitale. Una storia di passione e determinazione che si scontra con l’indifferenza e la noncuranza del mondo degli adulti. Girato con attenzione neorealista ai dettagli, il film coglie in maniera magistrale la spontaneità dei suoi piccoli protagonisti, costruendo al suo ideatore per la prima volta la fama di “regista dei bambini”.

2. Gozaresh (1977)

film di Abbas Kiarostami - gozaresh

La corruzione. Diversi temi si incrociano in questo lavoro di Abbas Kiarostami, temi che saranno presenti nella riflessione del regista anche negli anni a venire: la solitudine, i rapporti personali, il suicidio, la corruzione. Questa volta il protagonista della vicenda è un funzionario del Ministero delle Finanze iraniano, Mahmad Firuzkui, accusato di aver preso delle tangenti. Oltre all’accusa di corruzione, l’uomo deve affrontare altri gravi problemi nella sua vita, tra cui il fallimento del suo matrimonio e il tentativo di suicidio della moglie.

3. Dov’è la casa del mio amico? (Khane-ye doust kodjast?) (1987)

film di abbas kiarostami - Dov'è la casa del mioamico

L’infanzia. Ancora un film dedicato all’infanzia, alla sua purezza, all’universo inascoltato in cui si svolgono, nella loro semplicità, le vite dei più piccoli. Prende infatti le mosse da una vicenda semplice questo film di Abbas Kiarostami: il piccolo Ahmad, tornato da scuola, scopre nella sua cartella il quaderno di un compagno e decide di riportarglielo. Perché la difficile realtà dell’istruzione in un paese come l’Iran, per chi non ha voce, è davvero quella descritta solo qualche anno più tardi nel film – documentario Compiti a casa (Mashgh-e Shab) (1989). E anche un semplice quaderno diventa un oggetto di vitale importanza.

4. Close Up (Nema-ye nazdik) (1990)

film di abbas kiarostami closeup

Il cinema. Come universo d’eccezione in cui realtà e finzione sono destinate inevitabilmente ad incontrarsi, il cinema nella sua essenza è il protagonista di questo lavoro di Abbas Kiarostami dedicato alla settima arte. All’interno della pellicola si muove un giovane disoccupato, Ali Sabzian, il quale si spaccia per un famoso regista iraniano pur di essere introdotto all’interno di una famiglia altolocata di Teheran. Il regista di cui Ali tenta di vestire i panni è Mohsen Makhmalbaf ma il suo progetto alla fine viene scoperto e il ragazzo viene condannato per questo e portato in tribunale per truffa. Un giudice di buone intenzioni convince però la famiglia a lasciar cadere le accuse contro il giovane disoccupato e ad accettare delle scuse formali, che saranno presentate dallo stesso Ali in compagnia del vero regista.

A distanza di sei anni dalle riprese del film, che in parte hanno ripreso porzioni di storia vera, Kiarostami e Makhmalbaf hanno voluto raccontare la vita successiva di Sabzian nel lungometraggio Close Up Long Shot. Anche Nanni Moretti ha voluto rendere omaggio a questa pellicola di Kiarostami citandola e proiettandola “veramente” nel corso delle riprese del suo cortometraggio Il giorno della prima di Close-Up, che affronta il tema delle difficoltà di distribuzione del cinema d’autore.

5. E la vita continua (Zendegi va digar hich) (1992)

film di Abbas Kiarostami - e la vita continua

L’Iran. Dopo le riprese di Dov’è la casa del mio amico?, un forte terremoto colpisce la regione di Gilan, nel 1990. A tre anni di distanza dal precedente film il regista così decide di far tornare sui luoghi delle location del film il proprio alter ego e quello di suo figlio, alla ricerca dei due piccoli protagonisti della pellicola del 1987. Il loro scopo è quello di intervistare i sopravvissuti e conoscere la sorte dei due bambini, ma a farlo, nella realtà, saranno altri due sopravvissuti al disastro. Ad aspettarli, invece, ci saranno due veri attori. In questo modo la fusione tra la finzione del cinema e la realtà del terremoto, documentato in maniera implacabile dalla macchina da presa sarà totale. Da questa originale presa di coscienza scaturisce un magistrale testamento sulla forza di vivere, sulla volontà di ricominciare, anche tra le macerie.

6. Sotto gli ulivi (Zire derakhatan zeyton) (1994)

film di abbas kiarostami Sotto_gli_ulivi

L’incomunicabilità. Sulla scia di due film girati in precedenza, Dov’è la casa del mio amico? e E la vita continua nasce, come in una sorta di trilogia che prende spunto da temi comuni, il terzo lavoro ambientato nel nord dell’Iran. Protagonisti di questo film sono attori non professionisti, la cui storia, raccontata secondo gli schemi della meta – narrazione, viene costruita piano piano dal personaggio che interpreta il regista. L’attore che interpreta questo ruolo infatti all’inizio del film dichiara di essere l’unico attore professionista della pellicola. La troupe tenta di girare un film sul terremoto ma le riprese vengono più volte bloccate all’incomunicabilità che si instaura tra i due protagonisti, un uomo e una donna, Hossein e Tahereh, le cui schermaglie personali prendono il sopravvento sulle logiche della (finta) produzione. A questo punto il regista non può fare altro che modificare la trama.

7. Il sapore della ciliegia (Tam-e gilas) (1997)

film di abbas kiarostami Il_sapore_della_ciliegia

Il suicidio. La vita e la sua negazione volontaria sono al centro di uno dei più alti capolavori della cinematografia contemporanea. Una delle pellicole oggi più note di Abbas Kiarostami è stata anche quella che ha fatto scoprire al mondo la nuova voce del cinema iraniano e ha consolidato la fama del regista nel panorama internazionale. Insignito della Palma d’oro al Festival di Cannes 1997, questo film di rara poeticità si snoda come una lunga riflessione sulla vita, sul suo senso, sui motivi che dovrebbero spingere l’uomo a viverla. Per un uomo deciso a porre fine alla sua esistenza tutto sembra essere ormai stabilito fino a quando non incontra un uomo che ha una storia da raccontargli simile alla sua. La ricerca di un posto in cui porre fine ai propri giorni si trasforma così in un viaggio verso le ragioni dell’esistenza e della sua intrinseca bellezza.

8. Il vento ci porterà via (Bad ma ra khahad bord) (1999)

film di abbas kiarostami Il_vento_ci_pоrterà_via

La morte. Premiato alla 56ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia con il Leone d’argento questo film del 1999 ha come protagonista un ingegnere che viene richiamato dall’esistenza di tutti i giorni a vivere una vita diversa a causa della malattia e della morte di un suo parente, confinato all’interno di una zona rurale dell’Iran. Il contatto con l’esperienza della morte del suo parente, e con nuovi modi di vita e di pensiero all’interno della comunità di cui è costretto inevitabilmente ad apprendere usi e costumi, cambierà il suo modo di vedere il mondo.

9. Dieci (Dah) (2002)

film di abbas kiarostami dieci

Le donne. Le donne, gli uomini, le loro idee. L’abitacolo dell’automobile di una giovane donna diventa il punto d’osservazione di una realtà molto più vasta in cui scoprire gli esseri umani, i loro discorsi, i loro pensieri, il loro modo di vedere e giudicare i simili. Anche quando si tratta di importanti questioni di genere e ci si trova nell’angusto spazio di una vettura. Due telecamere fisse – una, come in altre pellicole, montata sul cruscotto – sono gli occhi che ci aiutano ad entrare nei loro pensieri mentre la macchina viaggia per le strade di Teheran.

10. Copia conforme (Copie conforme) (2010)

film di abbas kiarostami copia conforme

La realtà e la finzione. L’arte, l’apparenza, la vita si mescolano in modo inscindibile in questo film che svela aspetti inconfessati delle relazioni tra gli esseri umani. In perfetto accordo con il principio estetico dell’imitazione. Nel corso di una giornata due perfetti sconosciuti vivono la “copia conforme” di una relazione coniugale che dura da anni, rendendo veramente possibile nella finzione ciò che nella realtà sarebbe drasticamente negato. A quale vita devono allora credere i due superbi protagonisti del film? Le intense interpretazioni di Juliette Binoche – francese trapiantata in Italia che gestisce un piccolo negozio di antiquariato – e William Shimell – scrittore e critico d’arte anglosassone approdato nel Belpaese per promuovere il suo ultimo libro – danno intensità a questo profondo film sull’umana opposizione di realtà e apparenza, girato in una solare Toscana. Il film, che in italiano è stato doppiato, venne girato originariamente in tre lingue, tra cui l’italiano parlato da alcuni personaggi.

11. Qualcuno da amare (Like Someone in Love) (2012)

film di abbas kiarostami qualcuno da amare

La solitudine. Nell’ultimo film girato da Abbas Kiarostami il tema della solitudine, più volte sfiorato e citato nel corso di tutta la sua cinematografia, prende corpo attraverso le storie limite dei due protagonisti. Una giovane studentessa di sociologia che si prostituisce all’insaputa del suo geloso fidanzato e un anziano professore in cerca di compagnia incrociano casualmente le loro vite. Da questo incontro verranno rivelati aspetti che entrambi faticano ad accettare. Quest’ultimo lavoro del grande regista iraniano è anche un omaggio a Tokyo e, più in generale, alla cinematografia giapponese.

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