Elio Vittorini moriva 50 anni fa: una vita al servizio della cultura

Il 12 febbraio del 1966, 50 anni fa, a Milano, nella sua casa di Viale Gorizia, moriva Elio Vittorini, uno degli intellettuali italiani che ebbe il merito di animare il nostro Novecento, cercando con forza di far uscire la cultura nazionale da quel bozzolo provinciale che tendeva ad un ripiegamento su se stesso e di metterla in costante comunicazione con le più aggiornate correnti della narrativa internazionale, inglese e americana in particolare.

Elio Vittorini

Elio Vittorini tra biografia e vita

Preziosa in tal senso fu infatti la sua opera di traduzione di quelli che allora non erano ancora “classici” della letteratura straniera, come noi oggi li consideriamo, ma semplici autori emergenti, che rispondevano ad esempio ai nomi di Faulkner e Lawrence. Lo fece, in particolare, anche dalle pagine di Solaria, la rivista letteraria alla quale collaborò a partire dal 1929, come pubblicista ed autore. Fu infatti proprio per le edizioni di Solaria che vennero pubblicati i suoi primi libri, a volte a puntate, come capitò a Il garofano rosso, tra il 1933 e il ’34.

Prima di affrontare la grande prova del romanzo, tuttavia, si era dedicato alla forma più breve del racconto. Ne era stato il frutto la raccolta Piccola borghesia, che aveva visto la luce nel 1931. Firenze, la Toscana, avevano fatto germogliare e esorcizzato in lui quel talento per la scrittura che in più giovane età si era espresso sotto forma di irrequietezza: la smania per un mondo diverso che lo aveva portato nel ’24 ad abbandonare definitivamente la Sicilia, sua patria natale. Almeno a metà.

L’infanzia in Sicilia

Il nonno paterno di Elio Vittorini, infatti, Vincenzo, era un colonnello della Finanza originario di Bologna. Furono ordini di servizio a portarlo al sud. Fu infatti inviato dal governo borbonico in Sicilia, dove dopo qualche tempo sposò Vincenza Midolo, originaria di Siracusa. Siracusa, non a caso, diede i natali anche al giovane Elio, nel 1908, lo stesso anno in cui la città di Messina, una delle grandi “metropoli” dell’isola di quei tempi, venne scossa da una delle più grandi catastrofi naturali di tutto il XX secolo, il terremoto in cui perse la vita circa metà della sua popolazione.

Suo padre aveva invece trovato un impiego nelle ferrovie. Questo lavoro lo aveva però costretto a spostarsi spesso da un posto all’altro, ragione per cui anche la famiglia Vittorini era stata indotta ad una serie di peregrinazioni nell’isola quando ancora i tre giovani rampolli di casa, Elio, Giacomo e Iole, erano ancora troppo piccoli per avvedersene.

La vita in Sicilia, così come l’atavico motivo del treno e del viaggio, ebbero il merito di lasciare una traccia indelebile nell’animo dello scrittore. Non a caso molte delle sue opere, giovanili e non, avranno proprio l’isola siciliana come sfondo degli eventi, come teatro mitico in cui ambientare le vicende umane. Nella Siracusa che l’aveva tenuto a battesimo si svolge la storia di Alessio Mainardi, il protagonista de Il garofano rosso, romanzo di formazione che vive di una forte componente autobiografica. Nell’isola verrà poi ambientata anche la sua opera di maggiore successo, Conversazione in Sicilia, che ai preannunciati furori che della Seconda Guerra Mondiale, propone un ritorno fisico e metaforico alle origini contadine, per mezzo di un lungo viaggio in treno verso il Meridione, in cui ritrovare un rapporto autentico con la realtà.

Una vita per la scrittura

Una volta conosciuto il mondo fuori dall’isola la scrittura diventò la sua seconda casa – oltre che la sua unica fonte di sostentamento. La esercitò nella maggior parte delle forme possibili: dalla correzione di bozze, alla pubblicistica, alla saggistica, alla narrativa, alla traduzione degli autori stranieri. Questa dedizione lo legò a numerosissimi intellettuali che in quegli anni costellavano il panorama culturale italiano: Curzio Malaparte, Vasco Pratolini, più tardi faranno la loro comparsa anche giovani scrittori come Italo Calvino e Beppe Fenoglio. Alcuni anni prima Vittorini aveva sposato inoltre Rosa Quasimodo, le sorella di Salvatore Quasimodo.

Una vita nell’editoria

Nel 1939 si aprì per lui una intensa collaborazione con l’editore Bompiani, che tenne a battesimo la maggior parte delle sue grandi opere. Si trasferì così a Milano dove diresse la collana La Corona e l’antologia degli scrittori statunitensi, alcuni dei quali mai introdotti in Italia. Nel ’41 Bompiani pubblicò in volume il suo Conversazione in Sicilia, nel ’45 fu invece la volta di Uomini e no, per continuare con un periodo molto prolifico in cui videro la luce anche Il Sempione strizza l’occhio al Frejus nel ’47 e Le donne di Messina del ’49.

Per Elio Vittorini quelli furono gli anni della partecipazione alla Resistenza, della direzione de l’Unità e della fondazione della rivista di cultura Il Politecnico. Poi nel ’51 arrivò l’incarico presso Einaudi, la casa editrice torinese allora in ascesa, che gli affidò la direzione della collana I Gettoni, accolse la pubblicazione del suo romanzo forse più sofferto, Erica e i suoi fratelli, in lavorazione dai tempi della dittatura di Franco e tenne a battesimo la pubblicazione della rivista Il Menabò, della cui direzione si occupò insieme ad Italo Calvino.

L’ultima casa editrice per cui Vittorini svolse la sua attività di consulente editoriale fu Mondadori, con cui nel ’52 aveva pubblicato Sardegna come infanzia. La collaborazione iniziò nel 1960 e proseguì anche dopo che si manifestò la malattia allo stomaco che lo portò alla morte qualche anno più tardi. Lottò fino all’ultimo.

È difficile associare l’idea della morte – e fino a ieri quella della malattia – alla figura di Vittorini. Le immagini della negatività esistenziale, fondamentali per tanta parte della letteratura contemporanea, non erano le sue: Elio era sempre alla ricerca di nuove immagini di vita. E sapeva suscitarle negli altri. (Italo Calvino)

Era questa la sua idea di cultura. “Non più una cultura che consoli nelle sofferenze, ma una cultura che protegga dalle sofferenze, che le combatta, le elimini.”

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.