Da ritratti da museo a street art: i murales di Julien de Casabianca

Spesso siamo sommersi da immagini di famose opere d’arte, pezzi che anche lo spettatore più disconnesso dal mondo dell’arte può richiamare facilmente alla memoria individuando luogo di conservazione e titolo. Queste opere, tuttavia, costituiscono una percentuale molto piccola dei lavori complessivi conservati nei musei del mondo, la maggior parte dei quali è costituita da anonimi volti senza nome o personaggi dimenticati nei meandri della memoria, uomini, donne, e bambini immortalati da pennellate che non li hanno però mai fatti dimenticare del tutto.

Questi volti anonimi sono quelli da cui l’artista francese Julien de Casabianca è maggiormente attratto, e negli ultimi anni ha così cercato di liberare queste opere dalla loro coltre di anonimato mettendo delle riproduzioni degli sconosciuti ritratti agli angoli delle strade urbane e degli edifici abbandonati come parte del suo Outings Projetc.

Fin dalla sua nascita, racconta ThisisColossal, il progetto è diventato globale – città come Oslo, Ginevra e Varsavia hanno di recente ricevuto la loro porzione di ritratti e opere famose. De Casabianca è stato così invitato dal Museo Cummer di Jacksonville, in Florida a creare un paio di pezzi, tra cui uno che si erge su un edificio di due piani, una giovane ragazza che si vede di spalle sul muro fatto di mattoni rossi su cui è posto. Altre sue opere sono meno evidenti, in quanto i personaggi sono nascosti dietro piante o accovacciati per terra a livello delle ginocchia, e guardano lo spettatore da strade urbane piuttosto che dietro il vetro di  un tranquillo museo.

Il progetto è sempre stato destinato ad essere partecipativo, e in questa commistione di street art de Casabianca ha invitato chiunque a fotografare le immagini e ad immaginarle “libere” dai musei della propria città.

Per chi fosse curioso di conoscere meglio i suoi lavori, De Casabianca esporrà il proprio lavoro in Belgio, l’anno prossimo presso il Musée d’Ixelles  dal 5 marzo al 10 aprile 2016.

Da anonime opere dei musei a street art di pubblico dominio

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