Le macchine volanti: breve storia di un’immagine del progresso

Oggi vedere un aereo o un elicottero è una cosa del tutto normale e si può facilmente pensare che sia stata la tecnologia a far entrare questi innovativi mezzi di trasporto nella società odierna. Ma le macchine volanti non sono una invenzione esattamente moderna.

Le macchine volanti nel XIX secolo

Una stampa che risale al 1882 riproduce già una vista futuristica di Parigi, in cui le persone lasciano l’Opera direttamente in aereo. O più esattamente in aeromobili di diverso genere. Vengono mostrati molti tipi di aeromobili, tra cui autobus, limousine e, presumibilmente, auto della polizia.

14342049131_fc60e02f34_b

Su queste ultime si trovano ufficiali che indossano spade stranamente non-futuristiche, che non sembrerebbero fuori luogo sul palcoscenico del Teatro dell’Opera.

14342045881_d89680515c_b

Per quanto riguarda l’abbigliamento dei personaggi, le cose non sembrano essere progredite radicalmente, anche se molti degli uomini sembrano vestire sportivi indossando lo stesso bizzarro cappello militare.

14365566963_2d94c532ed_b

Un’altra cosa interessante da notare è che le donne possono guidare un proprio aereo e ne sono ritratte al posto di comando, in un’epoca in cui non si guidavano neanche le automobili.

14365568063_9ed358fde4_b

A sinistra della scena, inoltre, tra i veicoli volanti, possiamo vedere un ristorante, che come l’edificio dell’Opera stessa, si eleva ad un’altezza enorme sopra la città, vagamente distinguibile dal fondo. In lontananza si può scorgere la Torre Eiffel, che sembra avere una struttura enorme che emerge dalla sua cima su cui più veicoli volanti stazionano.

14322249706_c06dcc8625_b

14345382535_299bd344f5_b

La stampa è una creazione dell’illustratore, incisore, litografo e caricaturista francese Albert Robida, che nella sua vita si reinventò anche romanziere, e come possiamo vedere, persino futurologo. Redattore ed editore de La Caricature, rivista pubblicata a Parigi per 12 anni di seguito, Robida ha anche scritto un una trilogia di romanzi futuristici in cui ha tentato di immaginare come sarebbe stata la vita nel 20 ° secolo. 

14343774132_ab08eab706_b

14158726548_175defaa57_b

In questi romanzi predice molte invenzioni poi effettivamente realizzate, tra cui il “Téléphonoscope”: un display – televisore a schermo piatto che diffonde le ultime notizie, 24 ore al giorno, gli ultimi spettacoli, nonché  lezioni e teleconferenze. Uno oggetto che oggi sembra tremendamente familiare.

Le previsioni futuristiche di Albert Robida

Dopo un cinquantennio di vulcanica attività la sua fama si eclissò in seguito alla Prima Guerra Mondiale. Ma la sua memoria non morì del tutto, perché venne presto riscoperto dal grande pubblico come scrittore grazie proprio alla sua precedente attività di narratore. Albert Robida venne riportato in auge grazie alla sua trilogia di romanzi futuristici, opere come Il Ventesimo Secolo (1883), La guerra nel XX secolo (1887), Il Novecento. La vita elettrica (1890).

In quegli anni Robida non era l’unico scrittore e neanche l’unico francese a dedicarsi con dedizione al tema dell’innovazione. Le sue opere, infatti, si confrontarono a lungo con quelle Jules Verne. A differenza di Verne, però, la fantasia di Robida è riuscita a proporre invenzioni integrate nella vita di tutti i giorni, dunque utili e costruibili, non creazioni di scienziati pazzi, isolati dal resto del mondo.

Per la sua tecnologia Robida, dunque, immaginava uno sviluppo sociale. Che non ha tardato a dargli ragione: fenomeni come la  promozione sociale delle donne, il turismo di massa, l’inquinamento, sono effettivamente venuti alla ribalta da lì a poco. Il suo romanzo sulla guerra nel ventesimo secolo descrive la guerra moderna, con tanto di missili robotici e gas velenosi. Proprio quelli che sarebbero stati per la prima volta usati nel corso della Prima Guerra Mondiale.

La fantasia di Albert Robida ha dato vita a creazioni di mondi futuristici ma possibili, anticipando la successiva evoluzione del progresso tecnologico in fatto di aeromobili e macchine volanti. Anche dopo la loro effettiva costruzione, le macchine volanti hanno continuato a colpire l’immaginario collettivo, lasciando dietro di sé una lunga scia di riferimenti iconografici in diverse epoche della cultura moderna.

macchine volanti

Nel 1969 è stata dedicata loro persino un famoso cartone animato.

Le macchine volanti di Dastardly e Muttley

 

Dickdastardly

Dick Dastardly

Dastardly e Muttley e le macchine volanti è infatti un cartone animato prodotto dalla Hanna-Barbera Productions per la CBS. In origine la serie è stata trasmessa come un cartone animato, in onda dal 13 Settembre 1969 al 3 gennaio 1970. La storia si concentra sugli sforzi di Dick Dastardly e del suo compagno canino Muttley per la cattura del Piccione Yankee Doodle, un piccione viaggiatore che porta messaggi segreti (da qui il nome della sigla dello show “Stop the Pigeon”). Il fumetto traeva ispirazione dalla storia del Red Baron – era Snoopy, dalle Wacky Races (che ha caratterizzato Dastardly e Muttley in una serie di gare automobilistiche), e il film Quei magnifici uomini e le macchine volanti.

Questa serie è ampiamente conosciuta anche come “Stop the Pigeon”, basato sul titolo dello show originale e sulla sigla dello show stesso, scritta da William Hanna e Joseph Barbera (e basata sullo standard jazz ” Tiger Rag “), che ripete quella frase così spesso che è stata spesso scambiata per il titolo effettivo del cartone animato. Nel Regno Unito, la serie rimane invece meglio conosciuto con il nome più corto Dastardly e Muttley.

 

Le macchine volanti di Ritorno al Futuro

E, per finire, nella lunga storia delle macchine volanti all’interno della cultura occidentale, chi non ricorda le futuristiche invenzioni della serie cinematografica “Ritorno al Futuro”, la trilogia fantascientifica – umoristica scritta e diretta da Robert Zemeckis, che vede impegnati il giovane Marty McFly (Michael J. Fox) e l’eccentrico scienziato Emmett L. Brown (Christopher Lloyd) nelle loro peripezie attraverso una macchina del tempo che permette loro di viaggiare in diverse epoche, alle prese con vari tipi di automobili volanti che potrebbero quasi assomigliare ai nostri moderni droni?

Via | publicdomainreview

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.