Aristotele Onassis nasceva 110 anni fa

Visti dal di fuori, a più di cento anni dalla sua nascita, la vita e il carattere di Aristotele Onassis mostrano oggi forti analogie con quelli dell’eroe greco Odisseo. Un personaggio che lo aveva attirato sin dalla più giovane età, come se sentisse di condividere con lui un destino simile al suo, un destino plasmato dal proprio ingegno, ma soprattutto dalla propria ineclissabile volontà. Come quella di Odisseo, anche la vita di “Ari” – come tutti lo chiamavano – fu un’esistenza che, come un fuoco inestinguibile, consumò tutte le proprie energie in una lotta eterna.

Aristotele Onassis era nato, il 15 gennaio 1906, a Karatass, un sobborgo della città portuale della Smirne (oggi l’attuale Izmir, in Turchia) in Anatolia. Casualmente, la patria putativa di Omero. Oggi tutti lo ricordano come uno degli uomini d’affari più importanti e influenti del secolo scorso.

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Le sue prestazioni stellari sono da attribuirsi, forse, ad una componente precisa del suo carattere, quell’aggressività fredda da uomo che era deciso a vincere ad ogni costo. Dopo che Smirne fu occupata dai Turchi, infatti, nel ’21, finì a Buenos Aires, in Argentina. Qui, in pochi anni, riuscì ad accantonare il suo primo milione. Era entrato nel business del tabacco, ma ebbe un’intuizione geniale: quella di renderlo sempre più accessibile alle donne. Claudia Muzio, celebre cantante d’opera, fu la sua musa.

Mentre scalava la strada del successo con la logica non più di Odisseo, ma di Narciso, sicuro di andare sempre lungo la strada più giusta, la sua alta considerazione di sé gli permise di affrontare rivali di tutto conto e corti di giustizia, democrazie e colonnelli. Poche persone nella loro vita hanno incontrato un tale crescendo di potere.

Il magnate del tabacco e della navigazione

Un lavoro notturno da ingegnere gli aprì le porte del gotha dei magnati, permettendogli di frequentare discoteche e ristoranti esclusivi in tutto il mondo. Quando si rese conto che trasportare il tabacco avrebbe comportato ancora più profitti, entrò nel business delle navi da carico. I particolari delle sue trattative commerciali, venivano effettuati negli uffici, da qualche parte in Europa o negli Stati Uniti. Ma, a terra o sulle navi da crociera, era la sua personalità ad affascinare irrimediabilmente chi lo circondava. Sembrava sempre in bilico su quella sottile linea che separa l’egocentrismo dalla vulnerabilità. Questa combinazione unica formò il nucleo del suo carattere, un mix inscindibile di vitalità e malinconia.

Protagonista del mondo finanziario, tra il buio della Grande Depressione e quello della Seconda Guerra Mondiale, riuscì a mettere incredibilmente sotto il sole una delle più grandi flotte mondiali di proprietà privata. Ma il suo destino non era quello di raccogliere da solo la felicità della sua vita.

Athina Livanos: l‘ereditiera bambina

Nella vita privata, fu sempre attratto dalle dive. Perse la testa per Greta Garbo, ma poi incontrò la figlia del più ricco armatore del mondo, Athina Livanos, che nel 1946 aveva meno della metà dei suoi anni. La sposò e ebbe da lei due figli, Alexander (che morì prematuramente a 25 anni il 23 gennaio 1973) e Christina (morta a 38 anni nell’88), che suggerì ad Onassis il nome del suo leggendario super-yacht.

Maria Callas la divina

L’idillio familiare, che non fu mai troppo felice, resistette solo fino a quando non comparve sulla scena Maria Callas, una delle più famose cantanti liriche di sempre. Il loro stabilire una relazione più che patinata, illuminata dalle prime pagine dei giornali e protrattasi per diversi anni, fu sentita quasi come una necessità del destino. In quel tempo, reciprocamente, erano i due greci più famosi sulla terra.

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Avevano tutti e due altri matrimoni alle spalle, e anche se in seguito entrambi divorziarono, non convolarono mai a nuove nozze. L’indole inquieta di Ari, lo portò in seguito verso un altro amore.

La First Lady d’America

Questa volta la donna celebre che riuscì a catturare la sua attenzione fu la first lady in persona, Jackie Kennedy, la vedova del presidente americano John F. Kennedy, assassinato nel ’63. Tra i due era nata prima un’amicizia: poi, dopo la morte di JFK il loro legame divenne sempre più stretto. I due si sposarono il 20 ottobre ’68, senza tuttavia l’approvazione dell’opinione pubblica americana, che non perdonò a Jeckie la sua nuova felicità o il fatto di aver scelto un uomo molto diverso dal suo precedente marito. Le nozze vennero celebrate all’interno dell’isola greca di Onassis, Skorpios, una proprietà privata quasi inaccessibile.

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Skorpios è un isola del Mar Ionio, situata al largo della costa occidentale della Grecia, appena a est dell’isola di Lefkada. Oggi ricca di foreste, le sue oltre 200 varietà di alberi vennero appositamente importate su di essa, un tempo quasi sterile, proprio da Aristotele Onassis, quando decise di farne il suo personale ritiro. Anche la sabbia non è esattamente del luogo: una parte venne prelevata addirittura da Salamina per costruire una spiaggia più ampia.

Durante il suo matrimonio con Jackie, la coppia più chiacchierata del mondo poté abitare in sei residenze diverse: il magnifico appartamento da 15 stanze sulla Fifth Avenue a New York, lo sterminato ranch nel New Jersey, l’appartamento di Parigi, la casa di Atene, e ovviamente la residenza di Skorpios, oltre al suo celebre yacht Christina O.

Dai cieli alla polvere

Gli ultimi anni della sua vita furono funestati da alcuni tragici lutti, tra cui quello dell’amato figlio Alexander, morto nel ’73 in un incidente aereo. Onassis morì due anni dopo, all’età di 69 anni, il 15 marzo 1975, presso l’American Hospital di Parigi, a Neuilly-sur-Seine, in Francia, a causa di una insufficienza respiratoria. Venne sepolto a Skorpios, vicino a suo figlio, dalla cui perdita non si era mai ripreso.

Negli ultimi anni della sua vita Onassis sembrò dunque ripetere, come l’Ulisse più tardo, la punizione mitica dell’uomo che aveva sfidato l’onnipotenza e l’autorità degli dei. Simile a Prometeo, che in vita aveva raggiunto gli obiettivi più alti, Ari era stato il figlio precipitato a terra della leggenda. Lui, che per decenni era stato l’uomo più ricco del mondo, trascorse gli ultimi anni della sua vita sempre combattendo, ma senza entusiasmo e senza speranza.

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