“Amici miei”: 10 cose che forse non sai del film

Il prossimo 15 agosto il film Amici miei, l’ultima grande commedia all’italiana, quella che ne chiude la stagione (iniziata negli anni Sessanta), e che porta la firma di uno dei suoi maestri, Mario Monicelli, compirà 40 anni. Per celebrare questo anniversario ecco una serie di curiosità sulla pellicola passata alla storia per aver impresso nella memoria collettiva ironici lasciti come quelli della famosa “supercazzola” e delle altrettanto famose “zingarate”. 

Amici Miei

Nella realizzazione di questo film tanti aneddoti e curiosità hanno segnato i mesi di produzione. Ecco 10 cose che forse ancora non sai del film “Amici miei”.

10 cose che forse non sai sul film Amici miei

1.  Il film uscì esattamente il giorno di ferragosto del 1975. Nonostante la collocazione infelice divenne campione di incassi di quella stagione. Primo film in assoluto, riuscì a battere Lo squalo di Spielberg, Qualcuno volò sul nido del cuculo di Forman, I tre giorni del condor di Pollack e Il Padrino II di Coppola.

2. I personaggi e la trama del film, come come le altrettanto famose “zingarate”, si ispirano a “fatti e personaggi” realmente esistiti. Motivo di ispirazione furono infatti le vicende di cinque ragazzi livornesi che, intorno agli anni ’30, nei pressi di Castinglioncello, erano soliti compiere goliardici scherzi ai danni dei passanti. I loro nomi erano Mazzingo Donati, medico immunologo fiorentino, Ernesto Nelli, architetto, Giorgio Menicanti, giovane nobile del luogo, Silvano Nelli, giornalista, e Cesarino Ricci, collaboratore dell’amico Silvano.

3. Al tempo delle riprese della pellicola il nobiluomo locale, Giorgio Menicanti, a cui si ispira il personaggio del “Conte Mascetti” era ancora vivente. Da giovane aveva compiuto più volte il giro del mondo con alcuni amici da lui mantenuti, sperperando quasi tutto il suo patrimonio personale, ed era infine rientrato nel capoluogo toscano con un orso al guinzaglio.

4. Il noto immunologo fiorentino Mazzingo Donati, invece, uomo di grande ironia, nel film adombrato sotto la figura del Prof. Sassaroli, diventerà ancora più famoso in seguito per aver realizzato il primo trapianto al mondo di midollo osseo.

5. Il ruolo del nobile decaduto Giorgio Menicanti doveva essere interpretato inizialmente da Marcello Mastroianni, ma il seguito ad un suo rifiuto il ruolo venne poi assegnato a Ugo Tognazzi, a cui era stata invece inizialmente assegnata la parte del giornalista Silvano Nelli. Mastroianni rifiutò per paura che la sua performance venisse eclissata da quella dei co-protagonisti e il personaggio del Nelli venne affidato a Philippe Noiret.

Amici Miei

6. Birillo, il mastodontico San Bernardo del film, non solo era un cane di razza – di proprietà del più famoso allevatore italiano del tempo, il dott. Antonio Morsiani di Bagnara di Romagna – ma figurava al tempo delle riprese già come una “star” del cinema. Il suo nome era Bob del Soccorso (ma tutti lo chiamavano Brandy) e aveva un’indole mite e tranquilla, tanto che nelle scene più movimentate venne utilizzata una “controfigura” a quattro zampe: un suo nipote dal carattere molto più irruento di nome Ivo del Soccorso.

7. L’idea e il progetto del film venne inizialmente al regista Pietro Germi, che non ebbe però la possibilità di realizzarlo in quanto morì prima dell’inizio delle riprese, nel 1974. Non a caso il film, girato poi da Mario Monicelli, suo amico, gli viene dedicato nei titoli di testa, mentre Monicelli se ne attribuisce solo la regia.

8. Pietro Germi morì proprio nello stesso giorno in cui iniziarono le riprese del film, stroncato da una lunga malattia.

9. Secondo alcuni il titolo del film, “Amici miei” deve essere riferito proprio ad una frase di addio pronunciata da Pietro Germi, il quale si espresse una volta dicendo: “Amici miei, ci vedremo, io me ne vado”.

10. Nel progetto di Pietro Germi il film sarebbe dovuto essere ambientato a Bologna. Fu poi il nuovo regista Monicelli, a voler ambientare la vicenda a Firenze.

Amici Miei

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